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Loretta Napoleoni
Approcci differenti
...non funzionerà!
Loretta Napoleoni
Chi è
Esperta di economia internazionale e terrorismo. Ha pubblicato vari libri; l'ultimo uscito è 'Democrazia vendesi'.
Primo G7 di Donald Trump, la figura politica più controversa del momento. Trump è infatti arrivato in Sicilia dopo aver infranto una serie di regole diplomatiche: ha giudicato pessima per l’economia americana la politica commerciale tedesca, perché la Germania esporta troppe automobili; ha bacchettato gli europei in relazione ai mancati pagamenti al club della protezione militare Nato; non è retrocesso di un millimetro dalla posizione scettica riguardo ai cambiamenti climatici, così che l’incertezza sugli accordi presi nel 2015 ha fatto sì che l’incontro iniziasse con una tensione inusuale per l’alta diplomazia. Certo i giorni della presidenza Obama, quando tra i leader regnava l’armonia e la collaborazione sono  ormai solo un vago ricordo. Ma è bene precisare che i risultati sono stati anche allora scarsissimi.
Anche il clima politico che ha fatto da sfondo alle consultazione è rimasto teso. E come poteva non esserlo? Theresa May è arrivata in Italia due giorni dopo che il suo Paese aveva sofferto il peggiore attentato terrorista dal 7 luglio del 2005, quando sono morte 52 persone in una serie di attacchi suicidi a Londra. Il primo ministro Gentiloni, che ha fatto gli onori di casa, da mesi fa fronte alla crisi migratoria peggiore che il suo Paese, l’Italia, ha mai sofferto. L’Iom, l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Migrazione, riferisce infatti che 54.715 migranti e rifugiati sono entrati dal mare in Europa nel 2017 (dal 1 gennaio al 17 maggio). Circa l’85% è approdato in Italia e il resto in parte in Grecia, a Cipro ed in Spagna.
Temi caldi del G7 di quest’anno: immigrazione clandestina e terrorismo. Naturalmente la lotta contro il terrorismo rimane l’obiettivo comune, ma nei prossimi mesi se gli europei non pagheranno i contributi dovuti alla Nato potrebbero vedere quell’ombrello protettivo militare diventare un po’ più piccolo lungo i confini con la Russia ed in Medio Oriente se Donald Trump decidesse che il contribuente americano non deve continuare a pagare per la sicurezza di quello europeo. E questo abbassamento delle difese potrebbe essere negativo per la lotta contro il terrorismo.
Più controverso invece è il tema dell’immigrazione, anche questo centrale alla politica di Trump, e qui abbiamo assistito allo scontro tra due visioni distinte della politica internazionale: quella di Donald Trump e quella di Angela Merkel.  Una politica di semi apertura, la sua, che possiamo definire di vecchio stampo, se ben analizzata, questa appare una chiusura tanto drastica quando quella di Trump. La Merkel infatti ha difeso l’accordo con la Turchia che, simile a quello stipulato da Berlusconi con Gheddafi, blocca i migranti nel Paese di Erdogan.
Morale: in tema di immigrazione e terrorismo non esistono due fronti ma due approcci semantici distinti che mirano ad ottenere un risultato identico, frenare il flusso delle migrazioni nel modo migliore possibile, erigendo muri di conta o intrappolando i migranti in campi profughi nei Paesi d’ingresso. Nessuno dei due si pone il problema del perché ci troviamo di fronte ad un vero e proprio esodo. Per questo nessuna di queste politiche funzionerà.
28-05-2017 01:00


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