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SCHERMI di Mariarosa Mancuso
Immagini articolo
I pirati nel cinema
diventano hacker
Mariarosa Mancuso


Hanno piratato i pirati dei Caraibi. Lo scorso maggio, quando l’ultimo capitolo della saga iniziata nel 2003 - titolo: "La vendetta di Salazar" - era pronto per uscire, la Disney ricevette una mail anonima. "Abbiamo il film, se non pagate il riscatto siamo pronti a metterlo su internet". La cifra chiesta non è nota, si sa solo che il pagamento si sarebbe dovuto fare in bitcoin, moneta elettronica cara agli idealisti e ai criminali (categorie che a volte si sovrappongono). Come sia finita non è chiaro, il boss della Disney Bob Iger ha dichiarato "non pagheremo mai". Dal momento che il film su internet è andato dopo l’uscita in sala - come capita a tutti i film ormai - se ne deduce che hanno preso i criminali, o trovato un accordo.
Particolarmente odiosa - si sarebbe detto, in caso di rapimento più canonico - la modalità del rilascio, a blocchi di venti minuti (ricorda il povero Paul Getty a cui fu mozzato l’orecchio). Non è la prima volta che succede. Gli hacker russi rubarono e misero in rete con un giorno d’anticipo l’ultima puntata della quarta stagione di "Sherlock" con Benedict Cumberbatch e Morgan Freeman. E’ stato chiesto un riscatto anche per la quinta stagione di "Orange is the New Black", la serie Netflix ambientata in un penitenziario femminile (arancione è il colore delle divise). Stesso silenzio stampa sull’esito della trattativa, che si immagina andata a buon fine. Per gli hacker, si intende. Gli episodi della serie sono stati messi in streaming sulla piattaforma secondo calendario.
Secondo calendario - e a meno di altre piraterie - andrà puntualmente in streaming su Netflix il prossimo 28 giugno "Okja" di Bong Joon-Ho, il regista coreano del bellissimo "Snowpiercer" (gli ambientalisti cercano di raffreddare la terra e la congelano, gli unici sopravvissuti sono a bordo di un treno rigidamente diviso in classi). Okja è un maialone geneticamente modificato, molto intelligente e affettuoso con la sua padroncina coreana. Ma la cattiva multinazionale - diretta con piglio militare da Tilda Swinton in Chanel - lo rivuole indietro per loschi scopi. Immaginate "La carica dei 101" con il maiale al posto dei cani dalmata. Favola per famiglie con grandiosi effetti speciali e un finale esageratamente animalista.
18-06-2017 01:00


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