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STORIE di Patrizia Guenzi
Immagini articolo
"La nostra immondizia
suona e lampeggia"
Patrizia Guenzi


In fondo si può ammantare di poesia anche l’immondizia. Come fanno, forse per convincersi che il loro lavoro non sia poi così faticoso e puzzolente, Jean-Pierre e Alexandre Haussener. Padre e figlio, 65 e 30 anni, titolari della Prestaball, un’azienda itinerante di stoccaggio di rifiuti che si sposta nei diversi termovalorizzatori, sia in Svizzera che all’estero. "La nostra immondizia a volte si rivela magica, diffonde musica e brilla", dicono al Caffè. I motivi? Li spiegheranno dopo.
Tutto è nato quindici anni fa. Papà Jean-Pierre già lavorava nel settore, era direttore di un centro di gestione dei rifiuti. Nel 2000 entra in vigore il divieto di buttare in discarica i rifiuti combustibili. Da lì i termovalorizzatori devono bruciarli, rispettando l’ambiente e sfruttandone il calore prodotto. "È in quel momento, quando c’è stata la transizione, che sono emersi  problemi di stoccaggio - riprende Haussener -. E allora, scopro una macchina per imballare sviluppata in Svezia e penso sia una buona idea comperarne  una. Era il 1997, ricordo che quando ne parlai ai miei colleghi mi risero in faccia".
Ma Haussener non demorde. Gli stabilimenti vicini iniziano a inviare rifiuti da imballare, quindi l’esigenza c’è. Nel 2002 decide quindi di fare da solo e di sviluppare un sistema itinerante. Investimento iniziale, quasi 2 milioni di franchi. Nasce una piccola società, con sede nel Giura bernese, che presta i suoi servizi a tutti quegli impianti che non hanno i macchinari adatti per imballare. In tre, padre, figlio e un solo impiegato  riescono a garantire anche 2mila balle a settimana, una al minuto. "Ogni anno ne produciamo circa 25mila", sottolinea il figlio, Alexandre. Impilate una per una. "A volte sono ‘torri’ anche di otto piani e mi creda, bisogna fare molta attenzione quando le si posa una sull’altra, non rovinarle, bucarle o farle rotolare a terra. Pesano tra i 700 e i 1000 chili, basta un niente e succede un patatrac".
Oggi, la Prestaball è la sola azienda in Svizzera ad offrire questo servizio. Si sposta con sei camion rimorchio, 130 tonnellate di materiale vario. "Ormai siamo diventati esperti, riusciamo ad organizzarci velocemente e a garantire la nostra presenza nel giro di poco. L’unico handicap è lo spazio, alcuni termovalorizzatori non hanno sufficiente terreno attorno e quindi tutti i nostri Tir non ci entrano. In quel caso non possiamo andare". I costi? "In media 50 franchi a tonnellata", risponde Alexandre.
Gli Haussener sono impegnati soprattutto d’estate, per circa quattro mesi. "Tutto il lavoro si concentra in quel periodo - spiega Jean-Pierre -, quando, come detto, gli impianti dei termovalorizzatori devono essere controllati. Nel 2009 siamo intervenuti anche in Ticino, a Giubiasco, durante la fase di rodaggio dell’impianto cantonale di termovalorizzazione dei rifiuti". In quegli anni la Prestaball andava spesso anche all’estero, "Francia, Germania. Ma oggi molto meno, non è facile trovare personale disposto ad allontanarsi da casa. E poi abbiamo sufficientemente lavoro in Svizzera". Già, papà Haussener aveva visto giusto. La sua idea s’è rivelata vincente. "Essendo i soli a offrire questo tipo di servizio è logico che chiamano noi", commenta.  
Ma come funziona nel dettaglio l’attività della Prestaball? "Come detto sono soprattutto rifiuti edili che dobbiamo frantumare e pressare - spiega Alexandre -. Non possono essere riciclati perché capita che siano impregnati di pittura. L’imballaggio, per cui utilizziamo plastica verde che meglio si integra nel paesaggio, ha il vantaggio di arrestare il processo di fermentazione e di non diffondere cattivi odori". I cattivi odori sì, ci riusciamo, ma non musica e luccichii. Finalmente padre e figlio svelano l’arcano: "Capita quando in un imballaggio ci finisce un apparecchio radio che ha resistito alla trituratrice o quando tra i rifiuti è sopravvissuta una luce". È così che l’immondizia diventa magica".

pguenzi@caffe.ch
17-06-2018 01:00


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