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Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
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La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
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22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
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STORIE di Federico Bastiani
Immagini articolo
'I giubbotti dei migranti
simbolo di solidarietà'
Federico Bastiani


Non capita tutti i giorni di imbattersi in teenager con una spiccata sensibilità per il sociale e quando succede è sempre un’esperienza che colpisce. Il giovane designer, Achilleas Souras, oggi 17enne, è uno di questi. Nato a Londra e vissuto tra Atene e Londra, a 15 anni frequentava la scuola superiore a Barcellona e gli frullava in testa un’idea alquanto bizzarra. La sua scuola aveva lanciato una competizione: realizzare un progetto artistico per sensibilizzare sul tema dei rifugiati. Achilleas fin da piccolo è sempre stato appassionato di Lego, adorava costruire abitazioni, il tema dell’habitat lo ha sempre interessato. Così il giovane ragazzo ha avuto l’idea di contattare il sindaco di Lesbo in Grecia. Ogni anno sbarcano migliaia di rifugiati provenienti dalla Siria ma non solo. Sulle coste ci sono oltre 450.000 giubbotti di salvataggio abbandonati. Souras ha chiesto al Sindaco di inviargli alcuni giubbotti perché voleva trovare un modo per riutilizzarli. L’idea si è poi sviluppata in quello e lui ha chiamato "Save Our Souls". Ha ritagliato i 52 giubbotti di salvataggio in tanti piccoli tasselli, come se fossero dei Lego, li ha uniti per realizzare un’abitazione a forma di igloo. La sua idea era quella di utilizzare il giubbotto di salvataggio come mezzo di protezione in mare ma anche in terra. Da una parte quindi un messaggio ambientalista, di recupero, ma dall’altro un messaggio di accoglienza, protezione, rifugio.
Un’idea semplice che è riuscita a fare il giro del mondo. Il giovane artista all’inizio non aveva un’idea precisa di cosa Save Our Souls sarebbe potuta diventare, era un progetto scolastico ma poteva diventare uno strumento per sensibilizzare le giovani generazioni sul tema dei rifugiati e diritti umani. L’anno scorso è stato invitato a Sci Arc, l’università di Architettura di Los Angeles per presentare il progetto che nel frattempo aveva preso il volo. Il primo museo ad interessarsene è stato il Marittimo di Barcellona, seguito poi dalla biblioteca comunale di Bologna, Sala Borsa. Successivamente il Labour Migrant Museum di Cape Town, il Museo del Domani di Rio de Janeiro, il museo Picasso di Barcellona, Human Rights Museum di Winnipeg in Canada, il Milan Design Week insieme alla designer italiana Patrizia Moroso, il Design Exchange di Toronto, il museo di arte moderna Macam di Beirut ma anche il Maxxi a Roma in partnership con Unhcr Italia così come il New York Design.
"Il fatto di vedere molti giovani, in ogni angolo del mondo, che venivano coinvolti grazie a  Save Our Souls mi ha reso molto felice", racconta Achilleas Souras.  Fino a quest’anno, Save Our Souls aveva girato letteralmente mezzo mondo incluso la Thailandia dove Save Our Souls è stato utilizzato per raccogliere fondi per Unhcr di Bangkok.
Nel maggio del 2017, durante l’Human Rights Festival alla Triennale, il giovane era stato invitato in un panel insieme a Michelangelo Pistoletto, la nota street artist Alice Pasquini e Ai Wei Wei in collegamento per parlare su arte ed attivismo. Un anno dopo, Alice Pasquini ed Achilleas si sono ritrovati a collaborare insieme ad un progetto artistico supportato da Unicef all’interno del campo di rifugiati di Skaramagkas, ad Atene. Achilleas voleva fare qualcosa per coinvolgere i bambini ospiti di questa struttura di accoglienza ed Alice ha aderito entusiasta all’invito del giovane artista. Achilleas ed Alice hanno disegnato un murales che rappresentasse il senso di identità, sette bambini che attraversano insieme il muro delle difficoltà. "In questo spazio c’è un cesto da basket dove i bimbi giocano tutti i giorni - racconta soddisfatto Achilleas -, volevamo che con loro rimanesse il messaggio di unità e fratellanza del nostro disegno". Prossima tappa nella già famosa esistenza di Achilleas, l’Università di achitettura Aap a Cornell negli Stati Uniti. E le sue performances continueranno a stupire.
19-08-2018 01:00


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