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13.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
12.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Le transazioni immobiliari in Ticino nel terzo trimestre 2017
11.12.2017
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre e terzo trimestre 2017
07.12.2017
Pubblicati orari e tariffe dei trasporti pubblici, validi dal 10 dicembre 2017 [www.ti.ch/trasporti]
04.12.2017
Militare: Visite di reclutamento 2018
04.12.2017
Caccia tardo autunnale: evoluzione delle catture al 04.12.2017 [www.ti.ch/caccia]
01.12.2017
Pubblicato il Rapporto al Gran Consiglio sull'aggiornamento delle Linee direttive 2015-2019
30.11.2017
Consegna degli attestati 2017 alle nuove Guardie della natura [www.ti.ch/natura]
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DIARIO di Giuseppe Zois
Immagini articolo
La gente chiede
le "buone notizie"
Giuseppe Zois


Caro Diario,&softReturn;la domanda di "buone notizie" sta crescendo e ora sono i lettori stessi a chiedere spazio, forse per scorgere uno spiraglio di sereno nella nuvolaglia. Non è casuale che il più diffuso quotidiano italiano, il Corriere della Sera, abbia varato un settimanale, con identità nitida: "Buone Notizie". Ha voluto rispondere a un bisogno trapelante.
SUI NOSTRI giornali alcuni lettori vanno oltre il generico e indicano anche quali dovrebbero essere gli accenti da distribuire nell’ortografia delle "buone notizie": per esempio, riferire delle aziende che aprono, a fronte di quelle che falliscono o arrancano; raccontare casi di onestà concreta e testimoniata, impegni sui molti fronti di un fiorente volontariato; andare in cerca delle molte storie samaritane del giorno d’oggi, soffocate dal clamore del peggio. Il male si fa sentire, eccome; il bene è rauco e ha quasi sempre un filo sottile di voce. Le persone che si prodigano per gli altri sono discrete, composte, non amano i riflettori della ribalta. La "normalità", sulla bilancia degli avvenimenti, è una buona notizia e forse chi fa "cucina" nelle redazioni dovrebbe mettere nel menu qualche portata di dessert per tirar su l’ottimismo.
QUANTO IL TEMA faccia tendenza, e anche ascolti, lo ha sperimentato lunedì scorso anche la Rsi, che ha voluto dedicare una densa puntata di "Tutorial", di primo mattino sulla Rete 1. È stata una piena di chiamate, messaggi, mail, whatsapp: ascoltatori che si esprimevano sull’importanza, anche psicologica, di vedere il bicchiere mezzo pieno. Una ascoltatrice ha fatto osservare che nel suo bicchiere non c’è mai una metà vuota, perché dove finisce l’acqua, comincia l’aria: due elementi indispensabili alla vita di tutti.
CERTO, la cronaca è quella che leggiamo, sentiamo, vediamo. I mass media sono lo specchio di quanto accade e uno specchio non può essere né concavo né convesso. L’ing. De Benedetti, che di stampa si intende, in un’intervista rilasciata proprio a Lugano - domenica scorsa, al Corriere della Sera - parlando di notizie e relativa gerarchia, ha detto che "un giornale ha bisogno di spifferi, correnti, energie. Un giornale non è solo latte e miele; è carne, è sangue. Può avere curve; ma deve avere anche spigoli". In effetti, i giornali solo buonisti non hanno avuto fin qui grande fortuna, anzi. Forse è vero che, come ha sottolineato la conduttrice Alessandra Marchese, la gente vuole notizie con condimento piccante, magari per poi lamentarsi, secondo il collaudato "piove, governo ladro". Prima ancora delle "buone notizie", è fondamentale che i giornalisti sappiano riferire con umanità: sarà questa, prima ancora della dostoevskijana bellezza a salvare il mondo. L’esperienza mi ha insegnato che il mestiere di cronista e l’umanità possono camminare con lo stesso passo e anche giovarsi tra loro.
10-12-2017 01:00

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