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GLI SCENARI di Luigi Bonanate
Da de Gaulle a Macron
la musica non cambia
Luigi Bonanate


A dare uno scrollone alla Nato ci aveva già pensato de Gaulle nel 1965, ci riprova ora il presidente Macron che, in un’intervista all’"Economist", constata addirittura lo stato di coma cerebrale dell’organizzazione militare di difesa dell’Occidente, costituita per volontà statunitense nel 1949: cinquant’anni fa che tuttavia non sono passati invano perché l’assetto strategico-militare del mondo di oggi è del tutto differente da quello di allora.
L’argomento di Macron si fonda su due motivi: per un verso, la Nato non sta dando buona prova di sé. Non siamo sicuri di quanto abbia davvero protetto l’Europa per tanti decenni, ma sappiamo per certo che negli anni recenti non ha dato fattivi contributi alla pace mondiale. Dove è intervenuta lo ha fatto a rimorchio degli Usa che - come sappiamo - tra una presidenza e l’altra hanno sovente cambiato linea, come anche nelle coalizioni anti-jihadiste. Macron denuncia l’incapacità occidentale di intervenire con le sue soverchianti forze militari in Siria per fermare sia Assad sia Erdogan e, in fondo, anche Putin che dall’ignavia occidentale ha tratto occasione per rinsaldare la sua immagine diplomatica praticamente senza colpo ferire.
C’è poi una seconda ragione che per Macron rende inutile o obsoleta la Nato imperniata su quel famoso articolo 5 del trattato istitutivo relativo al mutuo soccorso eventuale tra i suoi membri. Intanto, persino la Turchia, che non è un modello di democrazia, ne fa parte dal 1952 perché era considerata uno dei baluardi difensivi contro la temuta invasione sovietica e questo è un dato che non nobilita, anzi indebolisce, l’immagine dalla Nato. Macron rilancia poi i dubbi sull’utilità che i membri europei della Nato aumentino, in un periodo di risorse scarse, la loro spesa militare, che in passato era stata sostenuta prevalentemente dagli Stati Uniti. Inoltre: da che cosa dovrebbe difenderci la Nato, in una età nella quale i grandi scontri ideologici e il timore che possano sfociare in una nuova guerra europea sono scomparsi, e se problemi di natura strategico-militare dovessero sorgere non sarebbero grandi schieramenti missilistici e nucleari a poterli affrontare.
Il mondo di oggi non è tanto in buona salute, anzi: l’America latina sembra ribollire pericolosamente, il Medio Oriente è abbandonato a se stesso e abituato a vivere tra edifici massacrati dalle pallottole, attentati e omicidi mirati. L’Europa unita, a sua volta, minaccia sovente di dis-unirsi - non si capisce come i paesi sovranisti di Visegrad (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia) possano convivere con gli altri membri dell’Unione. È difficile immaginare interventi Nato in questi contesti. Non dimentichiamo che de Gaulle, che aveva sospeso nel 1965 la partecipazione francese agli organi operativi dell’Alleanza, corse nel ‘68 (in una giornata drammatica durante la quale il Generale scomparve e nessuno sapeva dove fosse) al Quartier generale Nato per chiedere aiuto e protezione contro i giovani rivoluzionari parigini! In altri termini, la Nato non serve a salvare la pace, ma a tenere al sicuro i governanti in difficoltà.
17-11-2019 01:00

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