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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
Specialisti e veggenti
tra cinema e "visioni"
Renato Martinoni


Moda o nostalgia letteraria inducono oggi a credere di poter fare a meno dello specialista, o di poterlo degradare a lavoratore subalterno per il ‘veggente’. Quasi tutte le scienze debbono qualche cosa ai dilettanti, spesso anche punti di vista importantissimi. Ma il dilettantismo come principio della scienza ne sarebbe la fine. Chi cerca la ‘visione’ vada al cinematografo". Sembrano parole del 2019 e invece sono state scritte un secolo fa da un sociologo tedesco, Max Weber. Consola rileggerle perché vuol dire che il paventato pericolo di un mondo governato dagli incompetenti non è del tutto reale. Anche se la quotidianità è fatta di tanta improvvisazione spacciata per scienza. Il mondo per fortuna non è ancora interamente in mano agli imbonitori e ai venditori di aria fritta. Benché sia strapieno di inventori di menzogne. Il mondo non ha perduto del tutto il valore della meritocrazia. Anche se fra i caratteri del nuovo millennio c’è la messa in discussione delle gerarchie, dell’autorità, delle competenze, del principio che per raggiungere una vetta è necessario bagnare di sudore la camicia.
Vero è che l’elicottero ti porta sul Cervino dove puoi farti un selfie per lasciar credere che sei un alpinista ardito alla Walter Bonatti. E che la galassia dei "sòscial" è fatta di una marea di parole e di immagini che con la realtà non hanno nulla a che vedere. Dietro c’è l’illusione di essere uguali a tutti. Anzi migliori degli altri. Specie in chi vive la frustrazione, o almeno la avverte, di non valere un fico, di non fare o di non avere fatto nulla nella vita per arrivare da qualche parte; e in chi vive nell’invidia di quelli che, rimboccandosi le maniche, hanno percorso un po’ di strada. Meglio raccontar balle piuttosto che passare per un esame severo di coscienza.
Chi è brutto si spaccia per bello. Chi è sciocco si reputa sapiente. Tante ragazzine sui "sòscial" pubblicano foto di sé che paiono messaline: truccate, ammiccanti con le labbra, invitanti, sicure. Guai a far vedere come si è per davvero: una che mette la sua faccia, con sincerità e senza fare teatro, passa per una sfigata. Politici che sanno poco o nulla spiegano agli industriali come si conduce un’industria e agli economisti come si gestisce la finanza. Dilettanti che non hanno mai faticato sui libri sdottorano a destra e a manca. "Veggenti" che non vedono al di là del loro naso fanno le pulci agli specialisti. È un cancan di chiacchiere che produce solo fumo e genera confusione. Che bello sarebbe se tutta questa folla di parolai, scendendo coi piedi a terra, andasse al cinema a cercare le proprie "visioni". Perché una società in mano ai dilettanti non è da augurare neanche a un pianeta remoto dell’universo.
17-11-2019 01:00

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