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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
Immagini articolo
La regina Elisabetta II
è un po' musulmana
Renato Martinoni


Ci sono persone che amano vantarsi di avere illustri radici nel proprio codice genetico. Se il loro cognome, in italiano, è preceduto da un "De", affermano di avere origini aristocratiche. Se sono tedeschi, e il cognome ha davanti un "Von", sono certi che i loro nobili antenati abitavano in un castello. Facendo vita da nababbi. Tavola sempre imbandita, cantine stracolme di vini invecchiati, sontuosi picnic nei parchi, con la servitù pronta a inchinarsi a ogni pie’ sospinto, musica da camera, battute di caccia alla volpe, dolce far niente, scrigni zeppi di monete d’oro. Vuoi mettere il poter raccontare in giro di avere qualche goccia di sangue blu nelle vene, di essere stati ricchi, potenti e invidiati, al tempo in cui Berta filava? Di assomigliare insomma ai nuovi idoli di oggi. Che forse non sono più tanto ricchi, né potenti, ma ammirati, quello sì, riuscendo a comparire sui divani dei Grandi Fratelli o davanti alle spiagge tropicali delle Isole dei "Famosi". In realtà né i "De" né i "Von" (semmai, in tedesco, sarebbe il "Zu", non il "Von", a parlare di radici aristocratiche) sono indicazioni sufficienti per potere sperare in altisonanti e remote storie personali di nobiltà prima godute e poi decadute. Che importa? Quello che conta è la fantasia. Come sarebbe la vita senza i sogni? Ancora più grigia, banale, tediosa…
Succede invece, a volte, e qui piove sul bagnato, che si vadano a rimpolpare anche i titoli a chi già li ha per davvero e non avrebbe bisogno di nuove patacche. Così alla Regina d’Inghilterra qualcuno ha diagnosticato parentele di sangue con due marcantoni della storia del mondo: Maometto e Dracula. L’inossidabile Elisabetta sarebbe insomma lontana discendente del fondatore dell’Islam. E dato che ci siamo avrebbe anche degli agganci con una figura diabolica che, invece di trincare il tocai nei bicchieri di cristallo, preferiva affondare i denti nel collo tenero e profumato delle signorine. Immaginarsi lo "scoop": il capo della chiesa anglicana imparentata per magnanimi lombi con il profeta che molti "infedeli" venerano e con il conte-vampiro che, dice qualcuno, discenderebbe a sua volta dal terribile Attila, il sanguinario capo degli Unni, il "flagello di Dio"!
Stessero così, le cose, si dovrebbe forse ridisegnare la storia delle religioni. Con la speranza che le ruggini che avvelenano i rapporti fra il mondo cristiano e quello islamico possano scomparire. Più difficile approfittare della parentela fra la Regina e il vampiro. Se non per temere che il "vizietto" possa perpetuarsi nei secoli. Tranquilli tutti, però. Nei castelli di Londra si beve il tè. Ricordo del colonialismo inglese. Non il sangue. Memoria dei romanzi-horror britannici dell’Ottocento.
22-04-2018 01:00

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