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FOGLI IN LIBERTÀ di Renato Martinoni
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Se le nascite calano
chiediamo ai Turchi
Renato Martinoni


Thomas Malthus si è fatto un nome alla fine del Settecento con certe teorie figlie di una preoccupazione: quella del crescente divario fra l’aumento demografico degli abitanti del suo Paese, l’Inghilterra, e i mezzi di sussistenza a disposizione. Detto in parole povere: il pastore anglicano era molto intrigato dal fatto che i suoi connazionali crescevano continuamente di numero mentre il cibo sembrava non più bastare per sfamarli. Di qui la necessità di trovare dei modi per fare fronte al problema. Due, secondo le teorie malthusiane, dovevano essere i rimedi: il controllo delle nascite, attraverso la scelta della castità o del matrimonio ritardato; e l’aiuto, se tanto si può dire, delle guerre e delle carestie che avrebbero provveduto a eliminare tante bocche bisognose di mangiare.
Non sono mancati i celebratori e i detrattori. I primi hanno trovato geniale l’idea di come fare fronte al sovrappopolamento della Terra; gli altri hanno parlato di un anticoncezionale ante litteram, oltre che di una sfacciata ingiustizia verso i poveri. Fatto sta che oggi siamo confrontati, almeno nei Paesi occidentali, con il fenomeno inverso: la popolazione decresce. E laddove essa aumenta è solo grazie ai flussi migratori. Così che con una società demograficamente in passivo, non fosse per gli stranieri, che hanno una cultura diversa della famiglia, saremmo messi davvero male.
Ora però arriva una forma di malthusianesimo all’incontrario. Il capo della Turchia (dopo avere definito, hanno detto gli organi di informazione, "nazista" la Germania e "fascista e crudele" l’Europa, insomma: non è uno che ama troppo gli europei) ha invitato i connazionali emigrati a fare molti figli. Così, ha detto, conquisterete un’Europa in perdita demografica. Se il proposito dovesse realizzarsi sarebbe una bomba a orologeria. Chissà se i turchi ascolteranno il loro presidente… Torna intanto la memoria delle parole della Bibbia, quelle rivolte da Dio ad Adamo e a Eva: andate e moltiplicatevi. Anche Mussolini, a dire il vero, aveva cercato di trattenere gli italiani nelle campagne, invitandoli a fare molti figli e chiamando le madri con prole numerosa a un incontro-premio a Roma (anche se poi gli italiani facevano il contrario: emigrando nelle città e mostrando poca voglia di stare a letto con le loro mogli). Viene però soprattutto alla mente un ticinese dell’Ottocento, andato in California, che, rispondendo alle lamentale di chi, da casa, gli faceva sapere che i paesi si stavano spopolando, per via dell’emigrazione, riscontrò senza peli sulla lingua: bisogna "ciavare come torri" (cioè chiavare come tori). Non era un invito per educande. Ma a ben vedere non era più irriverente di quello del presidente turco.
26-03-2017 01:00
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