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La politica ha cose che non vanno, a cominciare da certi personaggi in circolazione, inetti e incompetenti. Ha da farsi perdonare comportamenti che stridono con gli enunciati delle costituzioni liberali. Ha da farsi perdonare il tradimento dei grandi principi di solidarietà e dignità umana, stracciati dall’indifferenza e dall’economia del profitto. Ha da farsi perdonare la presenza di troppi politicanti e di pochi politici. Ha da farsi perdonare l’offuscamento del concetto di bene comune.
Questo per dire che oggi scarseggiano i politici di vaglia, quelli capaci e competenti. A troppi il monito di Einaudi "conoscere per deliberare" è del tutto ignoto: la nostra è l’era dell’incompetenza e degli uomini privi di qualità.
Sopra la mediocrità generale, in questi momenti  faticosi per tutti dalle sterpaglie della politica sono emerse alcune figure di spessore. Di Alain Berset già si conoscevano qualità e carisma. Del presidente Christian Vitta, un po’ meno: lo si reputava un tecnico competente, un po’ scialbo e di poco carisma, qualcuno lo definiva un contabile. Valutazione errata: capita. Sì, perché in queste settimane di ardua gestione abbiamo visto un governante di qualità, un leader politico che ha saputo con pacata fermezza parlare ai cittadini (un plauso pure al medico cantonale), e i cittadini hanno capito e accettato perfino dure limitazioni. Ha parlato di responsabilità individuale e collettiva e ha fatto passare un concetto di libertà, oggi impopolare perché - a ben guardare - poco liberista. Ma poi, l’altra faccia della medaglia: non tutti, fra colleghi e collaboratori, sono stati all’altezza. Al centro il pasticciaccio della comunicazione. Le sortite improvvide del funzionario, che con enfasi tratta gli over 65 come incapaci di intendere, da mandare in letargo, non sono scusabili perché offendono la dignità delle persone. Pesante pasticcio sulle questioni scolastiche, dove - a prescindere dai punti di vista, scuola aperta o chiusa, esami sì o esami no - il Decs dà l’impressione di discutere non per condividere ma per avallare decisioni già prese. Il sospetto di inopportune scelte in una cerchia ristretta si consolida. Pure la gestione della stampa non è stato un esercizio di trasparenza. In questi ambiti, una correzione di forma, e pure di contenuti, si impone. Quindi rassicurante Vitta, un po’ meno qualche altro.
23-05-2020 22:38

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