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FUORI DAL CORO di Giò Rezzonico
Quell'effimera apparenza
dell'America d'inizio '900
Giò Rezzonico


La scrittore americano Mark Twain definì il periodo della società americana a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento "Gilden Age": età non d’oro (golden), ma rivestita d’oro (gilden) per sottolineare il carattere di effimera apparenza di quell’epoca, che si concluse con il crollo dell’economia nel 1929. Questa arguta definizione mi è tornata alla mente l’anno scorso durante un viaggio nel New England (vedi pagina 33).
In particolare visitando i sontuosi "summer cottages" di Newport, residenze estive di ricchi americani costruite sul modello di palazzi rinascimentali italiani o di castelli francesi, e il controverso Isabelle Stewart Garden Museum di Boston, ispirato a un palazzo veneziano del Quattocento, dentro il quale sono state affastellate opere d’arte di ogni genere. Sono testimonianze di un’epoca in cui molti ricchi americani, invece di cercare un’identità culturale e architettonica che nascesse dalla straordinaria era che stavano vivendo, rincorrevano inutilmente i fasti di un’Europa d’altri tempi, tempi non moderni. Giungendo addirittura all’assurdità di stringere legami familiari con nobili decaduti dell’antico mondo, nella speranza di tingersi il sangue di blu.
"Rimani o meravigliato o rivoltato da tanta ricchezza: non c’è moderazione, devono spendere troppo per avere la sensazione di spendere abbastanza". Così si espresse lo scrittore francese Paul Bourget visitando all’inizio del Novecento le "Mansions" di Newport, sontuose residenze costruite a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Ogni nuova residenza veniva concepita, in un’assurda gara tra ricchi, per superare il lusso e la grandiosità di quella del vicino. Così fecero i fratelli Vanderbilt, proprietari di società ferroviarie, costruendo "The Breakers", in stile rinascimentale italiano, e "Marble House" ispirata alla reggia di Versailles. Edward J. Berwind, re del cotone, costruì "The Elms" copiando letteralmente il castello d’Asnières vicino a Parigi. Teresa Fair Oelrichs, figlia del magnate dell’argento, edificò invece "Rosecliff" ispirandosi al Grand Trianon di Versalilles.
Ma lascia stupiti e molto perplessi anche l’Isabelle Stewart Garden Museum di Boston, la casa-museo costruita nel 1903 dall’anticonformista e colta ereditiera Isabelle Stewart ispirandosi ad un palazzo veneziano del Quattrocento. Appassionata viaggiatrice e grande collezionista, ha installato nel palazzo colonne, porte, finestre, balaustre, capitelli e statue appartenenti ad epoche diverse e assemblate durante le sue visite in paesi lontani. Ha quindi allestito lei stessa il museo esponendo oltre 2 mila opere d’arte, tra cui alcune di inestimabile valore, "seguendo un’ambientazione che accendesse l’immaginazione", perché "l’arte deve essere fonte di ispirazione e non di noia".
08-08-2020 23:30

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