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IL COMMENTO di Lillo Alaimo
"Sadis Cassis"
scelta migliore (?)
Lillo Alaimo


Alla fine il Ticino ce la farà! Forse un po’ ammaccato come la sezione locale del Plr, ma alla fine ce la farà. Certamente non è scritto fra le stelle il "diritto" della Svizzera italiana ad avere un rappresentante nel governo federale, sebbene siano trascorsi 19 anni dalla partenza di Flavio Cotti da Berna! Ma il federalismo, a torto o a ragione, qui a sud parrebbe un termine un po’ privo di significato se ad occupare il posto lasciato da Didier Burkhalter non andasse un ticinese. E siccome due decenni di "astinenza governativa" sono tanti, alle alchimie di partito e alle tattiche da equilibristi della politica alla fine prevarrà lo spirito federalista. Che tradotto in "volgare" è semplice ma prezioso buon senso.
Alla fine il Ticino ce la farà. Ammaccato come quel Plrt diviso sulla strategia elettorale da proporre al partito nazionale, cioè la scelta di un solo nome, Ignazio Cassis.
Ammaccato, ma alla fine il Ticino ce la farà (questo però non può che essere un auspicio)!
È indubbio che la strada scelta dal Plrt sia irta di difficoltà. Forse più di quante ne avrebbe presentate la decisione di proporre due o addirittura tre nomi. Gli analisti delle dinamiche di partito e dei "frullati politici" in occasione di elezioni federali così importanti, sostengono che la strategia dei liberali radicali ticinesi sia colma di incognite. Tali e tante da mettere a rischio..., sì, anche quello spirito federalista a cui, dopo 19 anni, non si dovrebbe aver bisogno di appellarsi.
La strategia scelta dal Plrt appare dettata soprattutto dalle analisi e dalle visioni di un ex, Fulvio Pelli. Ex presidente nazionale del partito, ex presidente della sezione locale, ex consigliere nazionale, ex presidente di BancaStato. È stato lui pubblicamente ad aprire le danze e a dettare il ritmo suggerendo una sola candidatura. Non ha fatto nomi di preferiti, ma ha lanciato critiche (di fatto uno stop) a Laura Sadis, ex consigliere di Stato ed ex consigliere nazionale. Ma per comprendere appieno quelle "frecciate", bisognerebbe aggiungere, che Sadis è notoriamente invisa a Pelli.
Fatto è però che due candidature, dicono esperti politologi da Losanna a Zurigo, avrebbero allargato la rosa di possibilità ai liberali ticinesi. Cassis uomo di centro destra, Sadis donna di centro sinistra. O meglio sarebbe dire, come sostiene chi le è politicamente vicino, liberale radicale "tout court". Da sempre. È il partito, quello nazionale nonché quello ticinese, ad essersi spostato un po’ a destra. Ecco perché la candidatura di Cassis oggi sembra più congeniale al nuovo volto del partito. Ma per essere eletti dal Parlamento non bastano certo i voti del Plr! Riuscirà Cassis a raggranellare sufficienti consensi anche in aree non di centro destra e lontane dalla destra!? Forse no! E più di quanti ne potrebbe raccogliere nel centro destra e a destra Sadis? Forse sì! Ma quest’ultima, catalizzerebbe molti più consensi di Cassis nel centro sinistra e a sinistra? Certamente sì!
Sin qui abbiamo però fatto i conti senza l’oste e un po’ da rabdomanti. I liberali radicali romandi, l’ala radicale del Plr, le donne del partito... accetteranno silenti la candidatura secca di Cassis?! O piuttosto non andranno alla carica imponendo per la votazione dell’assemblea federale la formula che si attendevano proponesse la sezione ticinese del partito? Ovvero: accanto a Cassis una donna. I nomi più accreditati in Romandia sono Isabelle Moret e Jacqueline De Quattro. Ma non è detto, non è assolutamente ancora detto, che i liberali radicali ticinesi non ritocchino la propria strategia e con Cassis decidano di proporre Sadis. Hanno due settimane di tempo per rivedere la scelta. Chissà, forse così riuscirebbero a stoppare l’eventuale candidatura femminile romanda. E bypasserebbero le critiche di chi, pur favorevole a un ministro federale ticinese, giudica un grave conflitto d’interessi quello di Cassis oggi alla testa dell’associazione mantello delle più grandi casse malati. È un politico scelto da un’importante associazione per difendere gli interessi di categoria, da tempo al centro di un delicato dibattito. Come "distanziare" l’attività pubblica di domani da quella privata di oggi!?
Purtroppo non basta dirsi ed essere indipendenti. Occorre annientare ogni sospetto. E non è facile.
16-07-2017 01:00
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