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IL COMMENTO di Libero D'Agostino
Immagini articolo
Prima i"Nostri"
e prima della legge
Libero D'Agostino


Il lessico fiscale del Cantone si arricchirà quanto prima di una nuova tassa per soddisfare alcune richieste avanzate dalla commissione parlamentare che si è occupata dell’iniziativa udc "Prima i nostri". È la tassa "comportamentale" con cui si dovrebbero premiare  le imprese più in sintonia con il dominante "Primanostrismo" e penalizzare invece quelle meno allineate. Ovviamente non si parla esplicitamente di privilegiare la manodopera residente, perché ciò sarebbe incompatibile col diritto superiore e gli accordi internazionali. Si parla, perciò, solo di "imprese virtuose". Una virtuosità che sarà misurata dallo Stato, valutandola secondo alcuni indicatori, come la tutela dell’ambiente, la mobilità aziendale, le assunzioni di apprendisti. Il vero obiettivo resterà sotto traccia, ma non ci sono dubbi che lo spirito autentico della tassa, proteggere il mercato del lavoro locale, sarà pienamente recepito.
Un escamotage, insomma, come quello escogitato dai popolari democratici Fiorenzo Dadò e Raffaele De Rosa che con una mozione hanno chiesto al governo d’inserire "la preferenza della manopera indigena" nel regolamento della nuova normativa sulle commesse pubbliche, poiché inserire una clausola del genere direttamente nella legge significa scontrarsi col diritto federale e i trattati con l’Ue. La politica ticinese ha acquisito un’abilità particolare nel cercare di aggirare, nel nome del popolo sovrano, il diritto superiore. Prima i nostri e prima di ogni legge.
Anni d’isteria ad alta intensità contro la manopera d’oltre confine hanno prodotto - al di là del successo dell’iniziativa udc contro l’immigrazione di massa del 9 febbraio 2014 - la decisione di aumentare al 100% il moltiplicatore d’imposta per i frontalieri; una legge che premia la capacità d’innovazione ma a condizione che si assumano lavoratori residenti; il contestato Albo delle imprese artigiane;: il casellario giudiziale per il rinnovo o il rilascio dei permessi di lavoro; Prima i nostri; la controversa tassa sui posteggi e, di recente, anche la chiusura dei valichi secondari, motivata, ovviamente, con ragioni di sicurezza e non quale frutto del dilagante risentimento antitaliano che ha ormai infettato il Paese.
Nonostante le ripetute avvertenze della Commissione federale della concorrenza, si continua imperterriti a blindare con misure protezionistiche l’economia locale, sdoganando istituzionalmente anche una pericolosa animosità xenofoba. Una deriva inevitabile, visto che da anni il dibattito pubblico è del tutto monopolizzato dal tema dei frontalieri e dei padroncini.
Il cantone sembra rinchiudersi sempre più in un’estrema territorializzazione identitaria, con un restringimento del pensiero e della cultura politica, che alla fine provocherà grossi danni non solo all’economia, ma alla società tutta.

ldagostino@caffe.ch
@LiberoDAgostino
23-04-2017 07:00
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