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IL COMMENTO di Chantal Tauxe
Un'Udc oltre Blocher,
così Chiesa si salverà
Chantal Tauxe


Per i cantoni latini, l’ingresso di Marco Chiesa nel club dei presidenti di partito governativi va preso seriamente. Intanto perché Petra Gössi e Gerhard Pfister non hanno grande sensibilità per le minoranze linguistiche. E poi perché è insolito che l’Udc consegni le redini a un candidato non svizzero-tedesco. C’è da capire se con questa mossa il partito voglia dimostrare la sua presenza nei quattro angoli del Paese, come quando ha proposto Guy Parmelin in Consiglio federale, o ammette una terribile debolezza, la mancanza di nuove leve nelle sue roccaforti? A soli 18 anni nel 1992, il giovane Marco Chiesa vide in Christoph Blocher un eroe per la sua battaglia contro lo Spazio economico europeo. Ora, una volta eletto, diventerà un “fedele” dei Blocher, padre e figlia, o andrà oltre?
Sovranista, il consigliere agli Stati ticinese avrà il suo battesimo del fuoco il 27 settembre con la votazione sull’iniziativa che chiede la fine della libera circolazione. Se l’Udc vincerà, la sua presidenza sarà lanciata con tanto di fanfara.
E sarà lui che dovrà imporre il passo agli altri partiti, tutti nel campo dei perdenti. La festa metterà in ombra la brillante e pragmatica Karin Keller-Sutter.
Se l’Udc perderà, Chiesa dovrà evitare di essere giudicato come il nuovo leader del declino e sperare nella prossima scadenza: l’accordo-quadro con l’Unione Europea. Su questo tema cruciale, la discussione sarà in italiano. Per una volta, il popolo ticinese non si sentirà escluso dal dibattito. Da parte dell’Udc, potrebbe essere un’abile mossa mettere Chiesa nelle mani del duo Cassis-Balzaretti. Ma sarà in grado di resistere a questa morsa?
Davanti ai liberali-radicali ragionevolmente pro bilaterali per non discutere dell’adesione all’Ue, la sfida di Chiesa sarà quella di mantenere una posizione credibile economicamente. I nostri accordi bilaterali con l’Ue costituiscono il "piano B" dello Spazio economico respinto nel 1992. Per l’alternativa al "piano B", l’Udc non ha prodotto alcuna discussione seria, si accontenta dei soliti, laceri slogan.
Il partito blocheriano ha costruito la sua egemonia sul rifiuto dell’Europa e degli stranieri, pretendendo di proteggere gli svizzeri. Tuttavia, l’esigenza di protezione è cambiata. La crisi del Covid-19 ha messo in buona luce lo Stato e i servizi pubblici. L’ideologia anti-statista e anti-fiscale non ha giovato all’Udc. Il Plr, da parte sua, può rivendicare la sua storica tradizione statalista. Ha già iniziato, meglio dell’Udc, ad affrontare la svolta ecologica.
Per dimostrare che non sarà alla presidenza dell’Udc per sbaglio, Chiesa dovrà rispondere alle domande di oggi e non a quelle di ieri: come mantenere il nostro elevato standard di vita "sabotando" le vie d’accesso al grande mercato europeo? Come finanziare la transizione energetica? Come reggere commercialmente senza diventare un vassallo dei cinesi o degli americani? Come proteggere le nostre libertà nel nuovo mondo digitale? Su questi temi, gli altri partiti, a destra come a sinistra, sono chiaramente posizionati e alimentano i dibattiti in modo costruttivo, laddove l’Udc fatica invece ad assumere un atteggiamento di responsabilità governativa. Marco Chiesa vuole "scimmiottare" il suo eroe o traghettare l’Udc nel dopo Blocher? La politica, paralizzata da ormai troppo tempo dall’inerzia e dal peso dei sovranisti, aspira a una leadership a destra più consistente e più incisiva rispetto al passato.
08-08-2020 23:30

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