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IL PUNTO di Gerhard Lob
Il virus s'insinua
nei rapporti fra regioni
Gerhard Lob


Le crepe apertesi questa settimana fra Berna e il Ticino non sono le prime. E non sono le sole fra il potere centrale della Confederazione e i Cantoni. Questa settimana il presidente del governo ticinese, Christian Vitta, ha utilizzato parole forti. "Alcune affermazioni arrivate da nord delle Alpi ci hanno feriti", ha detto spiegando che il Ticino non accetterrà atteggiamenti ricattatori e disparità di trattamento.
Il pomo della discordia, ormai è noto, era la decisione del governo ticinese di bloccare, a causa della diffusione del coronavirus, gran parte dell’attività economico-industriale. Questa decisione, secondo l’Ufficio federale di giustizia, non è compatibile con il "diritto superiore". Il consigliere federale Alain Berset ha comunque affermato che una soluzione la si troverà in accordo con il Ticino.
La reazione di Vitta, come detto, è stata molto forte. Lo si puo capire, in queste settimane il livello di nervosismo è altissimo. Non è comunque la prima volta che il Ticino prende decisioni che a Berna non piacciono. Si pensi per esempio al blocco dei ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri. O all’obbigo di presentazione dell’estratto del casellario giudiziale per la richiesta di un permesso di lavoro per frontalieri. Anche allora alcuni pareri giuridici giudicarono quelle decisioni non compatibili con il "diritto superiore" e con gli accordi Bilaterali. Non è cascato il mondo!
Decisioni cosi importanti e all’interno di quello che si definisce "stato di necessità", ovvero l’emergenza che stiamo vivendo, si tramutano in una sorta di "stresstest" per il sistema federale. Per i suoi livelli: Comune, Cantone e Confederazione. Tensioni come quelle attuali con Berna le ha vissute al suo interno anche il Ticino nelle scorse settimane. Bellinzona ha deciso di tenere aperte le scuole dell’obbligo. Diversi comuni, fra i quali Locarno e Lugano, non hanno rispettato la decisione. Il direttore del Dipartimento dell’educazione, Manuele Bertoli, ha parlato di "illegalità". I comuni criticati non si sono per questo sentiti "feriti".
Il virus sta aprendo vecchie ferite, vecchie crepe nei rapporti fra le regioni linguistiche. All’inizio di questa emergenza sanitaria Ginevra guardava con scetticismo le richieste della Svizzera tedesca. Ora invece chiede misure piu incisive. Come in Francia. E ancora: Berset è stato criticato perché avrebbe accondisceso al volere della maggioranza svizzero tedesca che ancora oggi si opporrebbe a regole troppo restrittive. Speriamo che i cantoni non costruiscano fra loro nuove barriere. E nemmeno con Berna.
29-03-2020 01:00


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