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IL PUNTO di Michel Guillaume
Le lobby della salute
meno potenti a Berna
Michel Guillaume


Questo mese molte commissioni del nuovo parlamento si sono riunite per la prima volta dopo le elezioni dello scorso 20 ottobre. È il momento di contare le forze presenti nelle nuove composizioni, soprattutto per quanto riguarda l’influenza delle lobby. E ci sono alcune sorprese all’interno delle due commissioni della sicurezza sociale e della sanità pubblica (Csss).
La Csss del Consigio nazionale conta 25 membri e quella del Consiglio agli Stati 13 membri, sono 38 gli eletti in totale. Meno di un anno fa, la filiale svizzera dell’Ong Trasparency International le considerava un vero e proprio ritrovo per le varie lobby della salute: casse malati, ospedali, industrie farmaceutiche, Cantoni e medici. Tuttavia, quest’anno diversi partiti hanno cercato di riscattarsi delegando persone più indipendenti rispetto a gruppi di interesse.
È il caso dell’Udc, che ha imparato la lezione dalla non rielezione di Heinz Brandt, il presidente dell’associazione mantello delle casse malati Santésuisse. All’interno della Csss, l’Udc ha sostituito tutti i membri vicini a un assicuratore malattia, non erano meno di 5, con eletti che non hanno alcun mandato diretto con una azienda sanitaria. I Verdi liberali da parte loro non hanno messo Michel Matter, vicepresidente dell’associazione dei medici Fmh.
Alla fine, i componenti "indipendenti" sono 16. Non fanno ancora la maggioranza, ma è già una situazione migliore rispetto al parlamento precedente. Putroppo, la lobby più presente è quella degli ospedali (10 membri), con il presidente dell’associazione mantello Isabelle Moret (Plr-Vd). A seguire le casse malati (6 membri) e l’industria farmaceutica (5 membri). I grandi perdenti sono i medici (è rimasta solo la ticinese Marina Carobbio Guscetti) e soprattutto i pazienti, che non avranno neppure un difensore. In Svizzera romanda il nuovo presidente Baptiste Hurni (Ps-Ne) avrebbbe voluto farne parte, ma il suo partito non ha accettato la sua candidatura.
Pensare quindi che le nuove composizioni di queste due commissioni sulla salute saranno più indipendenti è un po’ ingenuo. In Svizzera, il mercato della salute vale oltre 82 miliardi e le lobby saranno sempre ascoltate in Parlamento. Ma la speranza c’è. Soprattutto di fronte all’aumento dei costi che sta impoverendo il ceto medio, che raramente beneficia di sussidi cantonali di riduzione dei premi: certe decisioni delle Csss saranno meno ideologiche. E meno condizionate dai gruppi di interesse.
26-01-2020 01:00

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