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IL PUNTO di Gerhard Lob
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Se l’amministrazione
ostacola la trasparenza
Gerhard Lob


La trasparenza nell’amministrazione pubblica è un principio sacro nelle democrazie moderne. Perciò anche la Svizzera, circa 15 anni fa, ha emanato una legge federale sulla trasparenza. Lo scopo della legge è di promuovere la trasparenza sulle attribuzioni, l’organizzazione e l’attività dell’amministrazione: "Ogni persona ha il diritto di consultare i documenti ufficiali e di ottenere informazioni sul loro contenuto da parte delle autorità".
Purtroppo non basta avere dei diritti sanciti da una bella legge, ma si deve anche garantire un’ applicazione ragionevole. Ed è proprio questo il punto dolente della legislazione svizzera. In particolare, il fatto che vengano riscossi degli emolumenti crea disappunto. Perché alcune unità amministrative chiedono degli importi parecchio alti per evadere le richieste. L’esempio più eclatante è una tassa di 16’500 franchi richiesta da Armasuisse (Ufficio federale dell’armamento) ad un’associazione di cittadini di Buochs impegnata nella protezione dall’inquinamento fonico. Chiedeva di accedere a un rapporto di 90 pagine. Un impresario edile del Canton Argovia ha, invece, dovuto pagare 7'900 franchi per avere accesso a 12 documenti sul risanamento dei veicoli di trasporto dell’esercito del tipo Duro.
Anche il caso recente di un giornalista del Tages-Anzeiger fa riflettere. Aveva richiesto un elenco dai vari dipartimenti federali sulle commesse pubbliche assegnate senza concorso nel 2014, fino ad un importo di 230’00 franchi. Per questa ricerca volevano 2’800 franchi o l’equivalente di 56 ore di lavoro a 50 franchi l’ora. Anche per il responsabile federale della protezione dei dati e della trasparenza (Ifpdt), intervenuto in un procedura di conciliazione, questa tassa era esagerata. In particolare l’Ufficio federale di polizia da solo aveva fatturato 40 ore. Significa che un funzionario di questa unità amministrativa avrebbe lavorato una settimana intera per capire che sono stati assegnati una mezza dozzina di mandati. Neanche a Berna lavorano così lentamente.
Per fortuna nella grande maggioranza dei casi non ci sono tasse. Ma è troppo evidente che alcuni uffici chiedono questi emolumenti esorbitanti per ostacolare l’accesso ai documenti, dunque stanno contrastando lo spirito stesso della legge stessa. Ma grazie ad un’ iniziativa della socialista Edith Graf-Litscher questa prassi dovrebbe avere i giorni contati. La parlamentare chiede che l’accesso sia in principio gratuito e che la riscossione di tasse avvenga solo in casi eccezionali e motivati. Sia la Commissione delle istituzione politiche del Consiglio nazionale, che quella del Senato hanno dato luce verde all’iniziativa. Un segnale positivo per la democrazia svizzera.
19-03-2017 01:00
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