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16.08.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, luglio 2018
10.08.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 10 agosto 2018 alle ore 11.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
03.08.2018
Pubblicato il nuovo sito tematico dell'Ufficio di Consulenza tecnica e dei lavori sussidiati [www.ti.ch/consulenza-tecnica]
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, secondo trimestre 2018
18.07.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, giugno 2018
09.07.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 9 luglio 2018 alle ore 13.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
28.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2017
22.06.2018
L'Ufficio di vigilanza sulle commesse pubbliche ha pubblicato la lista delle commesse del Cantone aggiudicate a invito o incarico diretto con importi superiori a fr. 5000.– [www.ti.ch/commesse]
22.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale: andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, giugno 2018
15.06.2018
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, primo trimestre 2018

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IL PUNTO di Michel Guillaume
Immagini articolo
Ora Schneider-Ammann
sta rischiando di fallire
Michel Guillaume


Questa è la storia di un capo cui è riuscito tutto, fino a farsi eleggere in Consiglio federale nel 2010. Ma oggi sta fallendo la fine della sua carriera politica. I sindacati, che avevano contribuito alla sua elezione, rifiutano ormai di negoziare con lui. Un fragoroso schiaffo nel Paese della pace del lavoro.
Da otto anni Johann Schneider-Ammann dirige il Dipartimento federale dell’economia. Ci è arrivato grazie a un percorso impeccabile. Diplomato all’Epfz, lavora come capo progetto alla Oerlikon-Bührle prima di prendere le redini dell’azienda di suo suocero, il gruppo Ammann, una Pmi che trasforma in "global player" con 3000 collaboratori. La sua carta da visita? Persino durante la crisi riesce a non licenziare. Nel contempo il capo dei capi riesce sempre ad accordarsi con i sindacati sui rinnovi dei contratti collettivi.
A lungo i sindacati hanno dunque apprezzato Johann Schneider-Ammann. Ma l’idillio è definitivamente finito nel momento in cui la Svizzera cerca un accordo istituzionale con l’Ue per rinnovare la via bilaterale, per riavere una stabilità giuridica con il suo principale partner economico. Per il ministro dell’Economia questo accordo è importante, permetterebbe tra le altre cose alla piazza finanziaria di vedersi accordare l’equivalenza borsistica senza limiti temporali.
Da qualche mese Bruxelles ha messo la Svizzera sotto pressione: non ci sarà alcun accordo se Berna non farà delle concessioni sulle misure di accompagnamento, che secondo l’Ue violano l’accordo sulla libera circolazione delle persone. Su questo dossier, Johann Schneider-Ammann ha mostrato apertura verso Bruxelles. È pronto ad allentare queste misure, in particolare la "regola degli otto giorni" che obbliga ad annunciare in anticipo i lavoratori distaccati. Per i sindacati è "una rottura del mandato di negoziazione del Consiglio federale", che considera queste misure di accompagnamento come una "linea rossa".
"Il cliente non acquista solo macchine, ma anche fiducia", era solito ricordare Schneider-Ammann da direttore di azienda. In fondo non ha torto quando sostiene che la cosa più importante non è la regola degli otto giorni, ma la protezione dei salari svizzeri. Ma ha perso la fiducia dei sindacati, ormai pronti a un’alleanza contronatura con l’Udc per affossare qualsivoglia accordo istituzionale. Nel dossier europeo, si va verso lo scenario catastrofe.
12-08-2018 01:00

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