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Tra Marty e Keller-Sutter
è in atto un duello fratricida
Michel Guillaume


Il 29 novembre prossimo i cittadini sono chiamati a decidere sull’iniziativa per multinazionali responsabili. Una votazione che coinvolge due personalità molto forti del Partito liberale. Il copresidente del comitato d’iniziativa, Dick Marty, è favorevole al fatto che le imprese svizzere assumano le loro responsabilità in ambito di diritti umani e ambiente. Mentre il consigliere federale Karin Keller-Sutter s’è impegnata a favore di un controprogetto meno restrittivo. Un duello pressoché fratricida, dunque.
Questa iniziativa preannuncia una campagna elettorale molto emozionante. Era già stata depositata nel 2016 e da allora gli striscioni arancioni erano comparsi sui balconi di numerose abitazioni in tutta la Svizzera. Più di 80 associazioni e Ong la sostengono, appoggiati dagli eletti di tutti i partiti politici, dalla sinistra a qualche battitore libero dell’Udc. Anche le Chiese hanno dato la loro benedizione.
Dick Marty ne ha fatto una delle sue ultime battaglie. Il 13 novembre 2017, durante un viaggio a Berna per difendere questa iniziativa, l’ex procuratore, consigliere di Stato ticinese e senatore, sul treno è stato vittima di una temporanea amnesia. Colui che trent’anni fa avvertì il mondo bancario che non avrebbe più potuto mantenere a lungo il segreto bancario vuole impedire che la storia si ripeta. Si aspetta che le multinazionali si comportino in modo responsabile così da evitare di rovinare il loro più grande capitale, la reputazione.
Arrivata in Consiglio federale nel gennaio 2019, Karin Keller-Sutter si è subito resa conto che doveva reagire. Raramente un’iniziativa ha mobilitato così tanto la società civile. All’ultimo minuto, convince il governo ad opporre un controprogetto, quando questi non ne aveva proprio l’intenzione. Ma la sua versione, ripresa dal Consiglio degli Stati, non arriva a quanto voleva il Consiglio nazionale. Obbliga le aziende a presentare un rapporto che si concentra su due ambiti: le materie prime e il lavoro minorile. Se il popolo rifiuta l’iniziativa, questo controprogetto entrerebbe automaticamente in vigore, salvo un referendum ma è molto improbabile.
Nei primi sondaggi commissionati dai sostenitori dell’iniziativa, il loro testo ha sedotto la popolazione, che l’approverebbe con una maggioranza del 78%. Ma queste previsioni non significano granché. Karin Keller-Sutter si oppone all’iniziativa, sostenendo che la Svizzera adotterebbe la legislatura più dura del mondo nei confronti delle sue imprese nel caso in cui i cittadini l’approvassero. E che darebbe un esempio di "neocolonialismo" imponendo i suoi diritti nei paesi in via di sviluppo.
Tra l’umanista ticinese e il pragmatico consigliere federale l’esito del dibattito è molto aperto.
17-10-2020 23:00

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