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IL PUNTO di Michel Guillaume
Immagini articolo
Gli accordi bilaterali
sono ormai un'agonia
Michel Guillaume


È una catena infinita! Non passa giorno senza che non si parli del dossier europeo fermo a Berna. Il dibattito riguarda l’accordo istituzionale con l’Unione europea che il Consiglio federale non ha accolto il 7 dicembre scorso e che è in procedura di consultazione.
Martedì 15 gennaio, la commissione di politica estera del Consiglio nazionale ha compiuto uno strappo alla regola. Un fatto estremamente raro. E ha deciso di rendere pubblica l’audizione di sei esperti di politica estera. Un esercizio di trasparenza interessante, anche se resta un dubbio: davvero il cittadino medio che si è collegato al canale YouTube del parlamento, dove in tempo reale è andata in onda la riunione con gli esperti, ha capito davvero tutto quanto veniva detto? Oggi ha più elementi per farsi un’idea su un dossier così delicato e complesso? Come i politici, gli esperti (diversi docenti universitari) hanno le proprie convinzioni. Alcuni temono che l’accordo con l’Ue porti a una perdita di sovranità e lo respingono. Altri ritengono sia un "buon compromesso" che consente alla Svizzera di consolidare il percorso bilaterale con il suo principale partner economico.
Mercoledì 16 gennaio, il Consiglio federale ha precisato i dettagli della procedura di consultazione. E anche stavolta è venuto fuori uno strappo alla regola. Perché il governo in questi casi chiede un parere per iscritto alle parti interessate, invece ha voluto incontrare le persone che hanno spiegato il loro punto di vista (erano presenti Ignazio Cassis, Guy Parmelin e Ueli Maurer).
Giovedì 17 gennaio l’Ue ha scelto la Neue Zürcher Zeitung, per uno scoop che in realtà non è uno scoop. È stata resa nota una lettera della commissione di Bruxelles dove si chiede a tutti i direttori generali e ai capi dipartimento di non negoziare più con la Svizzera almeno sino a quando non ci sarà l’accordo quadro. Un avvertimento evidentemente controproducente per Berna. E che segna un periodo di "glaciazione" tra l’Ue e la Confederazione. Ma non ci si poteva aspettare di più visto che la Svizzera ha raggiunto il suo picco di euroscetticismo con l’alleanza innaturale fra sindacati e Udc contro questo accordo istituzionale. Questo significa la fine delle illusioni, o più precisamente l’inizio dell’agonia del bilateralismo statico. L’adesione all’Ue non è realistica e il percorso solitario è, in ultima analisi, economicamente suicida. Tra due estremi manca una soluzione.
20-01-2019 01:00
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