LE PAROLE di Franco Zantonelli
La sveglia esagerata
al canto del gallo
Franco Zantonelli


Alzarsi al canto del gallo. Dà l’idea del fascino della vita in campagna. La bellezza di cominciare la giornata presto, svegliati da uno dei tanti suoni della natura, non dal vibrare di un telefonino o dal gracchiare della radio. Ma se il chicchirichì ti viene propinato per 838 volte nell’arco di una giornata, ovvero da 8 a 12 volte ogni tre minuti, può anche darsi che ti venga voglia di tirare il collo al gallo o di rimpiangere il traffico e lo smog della città.
A Aziers-Les Muids, nel Canton Vaud, quel pennuto tanto invadente ha innescato un conflitto di vicinato, tra i poveretti che abitano nei pressi del pollaio ed il suo proprietario. Il quale, forse anche perché membro del consiglio comunale, è per il momento riuscito a evitare le conseguenze dei decibel, fino a 95 per ogni chicchirichì, come ha calcolato un sonometro, quelli scaricati dal suo gallo. Ma anche perché una parte del paese è dalla sua parte e ritiene non adatto alla vita in campagna chi è infastidito dai rumori degli animali.
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Oddio, mi si è guastato il tablet! Corsa dal rivenditore che scuote il capo mentre lo controlla. "Mi spiace - il verdetto - ma è un problema di software e la garanzia non vale". Costo della riparazione? Più o meno l’acquisto di un nuovo apparecchio. Anche se qualcuno ti suggerisce che dei cinesi te lo rimetterebbero a nuovo con quattro soldi, naturalmente trovi più saggio comprarne un altro. Come, peraltro, avevi già fatto con uno smartphone della stessa marca.
Che produce utili da capogiro e dispone di una liquidità pari a un terzo del Pil elvetico. Evviva, allora, l’operazione vintage che riporterà sul mercato il Nokia 3310, ritenuto indistruttibile e risalente a ben 17 anni fa. Talmente apprezzato che un esemplare usato si vende, ancora oggi, intorno agli 80 franchi.
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Gli euroscettici criticano l’elefantiasi burocratica dell’Ue, che arriva a decidere sulla corretta misura delle zucchine e sulla portata d’acqua dei wc. Ma a guardar bene anche il Consiglio federale non scherza. Ad esempio, di recente ha abolito l’obbligatorietà del campanello per le biciclette. Facendo, tra l’altro, storcere il naso a Pro Velo secondo cui, ora, i ciclisti non hanno più uno strumento per segnalare la loro presenza.
Tuttavia, considerando che il 20% delle 300  mila bici, vendute ogni anno, in Svizzera, sono veloci e-bikes, non sarebbe male se Berna, copiando dagli eurocrati, imponesse, a tutela dei loro proprietari, il casco da moto.
19-02-2017 01:00
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