LE PAROLE di Franco Zantonelli
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Guidare una Ferrari
non è segno di ragione
Franco Zantonelli


Proprio nell’anno del 70esimo della Ferrari un maleducato con targa ticinese guasta un po’ la festa del cavallino rampante. Ci riferiamo al tizio che, in via Montenapoleone a Milano, non solo ha parcheggiato nello spazio riservato ai disabili ma, non contento, ha pure insultato e strattonato il padre di un giovane handicappato, che gli aveva chiesto di liberare quel posto.
"Il cliente non ha sempre ragione", uno dei principi ispiratori di Enzo Ferrari, che sicuramente si sarebbe infuriato, di fronte a un atteggiamento tanto strafottente. Per non parlare di Clay Regazzoni, altro mito della Maranello dei motori che, proprio ai disabili, dedicò gli ultimi anni della sua vita.
Eppure il posteggiare nell’area riservata agli handicappati sembra essere diventata un’abitudine piuttosto diffusa, almeno in Italia. Di recente ci è cascata, con la sua Mercedes, pure la soubrette Alba Parietti. Il che non le ha impedito di continuare a rimediare delle ospitate nei talk show.
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Sovente chi raggiunge posizioni di grande prestigio lo deve a qualcun altro che ne ha individuato le potenzialità e ha saputo cogliere l’attimo propizio, per poter piazzare, nel posto prescelto, il proprio uomo.
In politica chi lavora, soprattutto tessendo rapporti interpartitici, con questo obiettivo, viene definito un king’s maker. Il king’s maker di Ignazio Cassis è stato, indubbiamente, l’ex presidente nazionale del suo partito, Fulvio Pelli. Il quale ha avuto appena tre mesi, dall’annuncio a sorpresa delle dimissioni di Burkhalter, per individuare il candidato giusto da portare alla vittoria.
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Un po’ tanto neghittosi. È quel che vien da pensare dei poliziotti ticinesi e del loro atteggiamento nei confronti delle donne con il burqa. Sono state inflitte troppe poche multe, almeno stando all’opinione del Consiglio di Stato. Il quale ha ritenuto di dover richiamare gli agenti al loro dovere di dimostrarsi integerrimi, verso le signore che celano il loro volto.
Proprio adesso, che è riuscita l’iniziativa popolare anti-burqa anche a livello svizzero, al Ticino spetta il compito di dimostrare che, laddove la legge c’è, si applica senza se e senza ma. I poliziotti ticinesi, rampognati dal governo, possono comunque trovare una sponda tra i loro colleghi francesi che, non di rado, quando tentano di far scoprire il volto a una donna musulmana, si trovano a dover fronteggiare una rivolta di piazza e, quindi, a dover desistere.
24-09-2017 01:00
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