LE PAROLE di Franco Zantonelli
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L'ecoauto di Doris
sarà economica?
Franco Zantonelli


Volenti o nolenti anche noi, prima o poi, dovremo seguire l’esempio di Doris Leuthard e circolare su di un’auto elettrica. Dopo che il ministro francese dell’Ecologia, Nicolas Hulot, ha promesso l’addio ai motori termici entro il 2040, soprattutto dopo che Volvo ha annunciato la conversione all’elettrico, già a partire dal 2019, il conto alla rovescia suona anche per la Svizzera che, non possedendo un’industria dell’auto, deve seguire le strategie degli altri Paesi.
D’altronde, lo stesso è già successo con il diesel. Vent’anni fa anni fa la vendita di vetture alimentate a gasolio rappresentava poco più del 3% del totale, oggi siamo al 42%. C’è, tuttavia, un elemento che chi si bea al ronzio dei motori elettrici non si sa bene quanto abbia preso in considerazione. Ovvero l’esplosione del prezzo del litio, il minerale che serve a fabbricare batterie e che, come rivela Goldman Sachs, all’inizio di quest’anno costava 12mila dollari la tonnellata, contro i 4’300 del 2011. Riuscirà ad essere anche economica, oltre che ecologica, l’auto elettrica?
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Lo  scarso entusiasmo che ha accolto la designazione di Ignazio Cassis alla successione di Burkhalter rimanda, pur con i doverosi distinguo sulla diversa caratura dei personaggi, all’identico sentimento con cui, negli Stati Uniti, molti democratici guardarono alla nomination di Hillary Clinton alla Casa Bianca.
Una sorta di rimpianto per la mancata designazione di Sanders. Con il risultato che è arrivato Trump. Insomma, meglio un Krankencassis o un Cassanders?
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A dar retta a uno studio del Kof parrebbe tramontare il mito dello svizzero lavoratore indefesso. Stando all’istituto di ricerca congiunturale da noi si lavora appena poco più che in Francia dove tuttavia, Macron permettendo, si rimane fedeli al totem delle 35 ore settimanali.
Per contro siamo nettamente distanziati da italiani e americani. Sono 1562 le ore lavorative pro capite contabilizzate, annualmente, nella Confederazione, contro le 1723 dell’Italia e le 1770 degli Stati Uniti. In Svizzera, però, è molto più diffuso il part time, che rappresenta, ormai, il 37% del totale.
Va detto, poi, che un raffronto con il 1950, quando si lavorava per 6 giorni alla settimana e le settimane di vacanza erano due all’anno, la produttività è aumentata di ben 5 volte. Tornando ai paragoni con gli altri, ad esempio con gli italiani, è vero che sfacchinano per più ore, ma guadagnando un quarto di meno.
16-07-2017 01:00
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