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Franco Zantonelli


RETEDUE Il primo gennaio, al termine del Concerto di Capodanno da Vienna, il maestro Riccardo Muti ha lanciato un appello ai governi, chiedendo un maggiore impegno in favore della cultura. Nessun accenno, da parte di Muti, alla questione della sorte di Rete Due.
Così abbiamo ingenuamente pensato che, arrivato il nuovo anno, la controversia avesse abbandonato le luci della ribalta, per imboccare i binari di una normale rivisitazione delle strategie aziendali della Ssr. E invece  non passa giorno senza che qualcuno non ci martelli con questa faccenda. Nessun dubbio che la cultura debba avere il peso che le spetta, nella nostra società, altrimenti Muti non se ne sarebbe uscito con quell’appello, dopo aver diretto, come da copione, la Marcia di Radetzky. La questione, a questo punto, è nelle mani del nuovo direttore Rsi, Mario Timbal. Il nostro auspicio, la nostra idea per il 2021, è che Timbal sappia operare la scelta che contribuisca a fare abbassare i toni.

GOMME Tra le vittime collaterali della seconda ondata del Coronavirus figurano, pure, le gomme da masticare il cui consumo, da ottobre in poi, è drasticamente calato. Negli Stati Uniti il gruppo Hershey, leader del mercato, stima una diminuzione delle vendite tra il 40 e il 50%. Il calo è stato confermato anche in Svizzera, da Migros e da Valora.
Perché la gente ha quasi smesso di masticare i chewing-gums? Tra i motivi figura l’home-working. Infatti, a causa della pandemia, molti lavorano da casa, non vanno al ristorante e non sono costretti a ricorrere alle gomme, in sostituzione del dentifricio. Anche la mascherina, che oltre a proteggerci dal virus trattiene le zaffate di alito cattivo, altrimenti attenuate dall’aroma di una cicca, ci ha messo del suo nel ridimensionare, drasticamente, il numero di masticatori. I quali, prima dell’emergenza Covid-19 consumavano, nel mondo, 374 miliardi di chewing-gums, 100 chili al secondo. Che, oltretutto, andavano in qualche modo smaltiti, quando non finivano sotto le suole di qualche passante.

K2 Che fanno i cultori di sport estremi in questo periodo in cui è difficile spostarsi, a causa della pandemia? Stufi di stare a casa a girarsi i polici diversi alpinisti si sono messi in testa di scalare il K2, il secondo 8 mila più alto del pianeta. l’impresa, d’inverno, non è mai riuscita a nessuno. 
Sono una sessantina, tra cui molti nepalesi ma anche diversi europei ad aver raggiunto la montagna, intenzionati a inerpicarsi sulla vetta. Ieri, sabato, la notizia che, nonostante le condizioni proibitive, visto che in gennaio la temperatura sul K2 tocca i -60 gradi sotto zero, proprio un gruppo nepalese è riuscito nell’impresa. 
16-01-2021 21:30

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