Altri articoli
di 0
IL DOSSIER


I fatti e le opinioni
sulle vicende S.Anna
IL DOSSIER

Economia
in ostaggio
di "Prima i nostri"
GRANDANGOLO

Se l'assistenza
è a lungo termine
L'INCHIESTA

Un "aiuto domiciliare"
diventato carissimo
L'IMMAGINE

Una settimana
un’immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Lei un invalida?
Ma è sui social!
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
I "Paradise Papers",
un furto di ricchezza
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nella base americana
"Pronti, qui in Corea"
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Propaganda e verità
sono sempre in guerra
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il secessionismo
scuote l'Europa
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Premiata a Locarno
la parodia del cinema
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Il colore "pervinca"
emblema di artificio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Resta solamente
una sottile speranza
LE INTERVISTE

I protagonisti
della cronaca

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
16.11.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, ottobre 2017
15.11.2017
Istituto della formazione continua - Pubblicato il nuovo programma gennaio-giugno 2018 dei corsi base per formatori di apprendisti
15.11.2017
Comunicazione di prassi cantonale concernente le deduzioni di spese professionali particolari degli espatriati domiciliati nel Canton Ticino
08.11.2017
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da mercoledì 8 novembre 2017 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
07.11.2017
I dati del censimento annuale dei rifiuti sono ora consultabili in modo interattivo anche sul portale dell'Osservatorio Ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
30.10.2017
Pubblicato nuovo formulario per la compilazione elettronica della dichiarazione dei redditi 2017 dei Patriziati, con la funzione di somma automatica
24.10.2017
Aggiornato il sito tematico del Parco del Piano di Magadino [www.ti.ch/ppdm]
19.10.2017
Pubblicati i dati del traffico sulla rete stradale in Ticino nel 2016 [www.ti.ch/conteggi]
19.10.2017
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2017
18.10.2017
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da mercoledì 18 ottobre 2017 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio



NUMERI di Loretta Napoleoni
Immagini articolo
I destini dell'Iraq
sono legati all'Iran
Loretta Napoleoni


A 15 anni dalla caduta di Saddam Hussein, l’Iraq non è ancora in grado di risollevarsi dalla guerra civile e non ha i mezzi per ricostruire la nazione. E questa debolezza gioca a favore di Teheran, più presente nella politica commerciale di Baghdad. E vediamo perché.
Neppure la vittoria sullo Stato Islamico, che ha comportato la riconquista di importati risorse energetiche, è in grado di garantire il gettito monetario necessario per la ricostruzione. Secondo il primo ministro iracheno Haider Al-Abadi, le entrate petrolifere non sono abbastanza alte da permettere al governo iracheno di finanziarla, in altre parole il prezzo del petrolio è ancora troppo basso.
È vero che dal 2014, il crollo dei prezzi del petrolio ha reso sempre più difficile la gestione amministrativa e sociale di tutti i Paesi la cui economia dipende dall’esportazione degli idrocarburi. Ma in Iraq, la mancata ricostruzione deve essere attribuita ad anni ed anni di cattiva gestione finanziaria ed al prolungato conflitto interno tra le varie etnie, che hanno anche esacerbato le difficoltà di gestione politica. Il colpo di grazia sono stati i risultati del referendum curdo, avvenuto poco più di un mese fa, nel quale la popolazione curda ha votato quasi all’unanimità a favore della  scissione del governo del Kurdistan dall’Iraq.
Baghdad non ha accettato i risultati del voto per una serie di motivi, primo fra tutti la possibile perdita del controllo delle risorse energetiche del vecchio triangolo sunnita. Ecco perché ha usato il proprio esercito per difendere i giacimenti petroliferi di Kirkuk, che, pur trovandosi nel nord dell’Iraq non rientrano nelle aree legalmente assegnate al governo regionale curdo.
Fonti iraniane hanno confermato che se Baghdad non riesce ad ottenere un accordo con le autorità regionali curde riguardo alla gestione del petrolio, è possibile che si decida di trasferire tutta la produzione della regione di Kirkuk in Iran, ciò equivarrebbe a 650 mila barili di petrolio al giorno. La joint-venture petrolifera tra le due nazioni potrebbe anche richiedere la costruzione di un oleodotto da Bassora, il terminal principale iracheno, ad Abadan in Iran. A quel punto la produzione energetica dei due Paesi verrebbe gestita da un unico polo commerciale, ubicato in Iran. A quel punto il destino dell’Iraq sciita sarà indissolubilmente legato a quello iraniano, ciò che dal 2003 si è cercato di evitare. Uno scenario positivo solo per la ricostruzione di una nazione non più multietnica ma rigorosamente sciita.
19-11-2017 01:00

I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Parigi:
Hariri annuncia
il ritorno
a Beirut

Zimbabwe:
corteo
contro
Mugabe