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07.11.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 19 novembre prossimo
26.10.2018
Pubblicati i dati del censimento rifiuti 2017 [www.ti.ch/gestione-rifiuti, www.ti.ch/oasi]
26.10.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da sabato 27 ottobre 2018 alle ore 8:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
24.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 5 novembre 2018.
23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo

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Da Thatcher a May
gli errori si ripetono
Loretta Napoleoni


I più strenui sostenitori della Brexit nel gabinetto di Theresa May hanno rimesso le loro dimissioni ventilando la possibilità di chiedere una votazione in parlamento per confermare o costringere il primo ministro a dimettersi. Era dal 1990, quando la signora Thatcher venne costretta a dimettersi dalla ribellione dei suoi ministri riguardo all’atteggiamento da loro reputato intransigente nei confronti dell’allora Comunità economica europea. Allora, come oggi, i membri del governo ignorarono i danni che il voto di sfiducia nei confronti del primo ministro avrebbe prodotto al Paese ed usarono la crisi europea per liberarsi della Thatcher. E questo fu un errore. I conservatori infatti persero le successive elezioni. La storia quindi si ripete a distanza di quasi trent’anni. Ancora un volta abbiamo una donna alla guida del governo ed ancora una volta a scatenare la crisi è il rapporto tra Londra e Bruxelles. Unica differenza: nel 1990 il partito conservatore voleva essere più vicino al cuore dell’Europa di quanto la Thatcher fosse disposta a fare; oggi la May viene criticata per il contrario, di aver fatto troppe concessioni alla Commissione per raggiungere un accordo sulla Brexit.
Di cosa viene accusata Theresa May? Tre sono i punti cruciali: il controllo delle finanze del Regno Unito, dei confini e della legislazione. L’accordo sanziona che il Regno Unito si impegna a pagare 39 miliardi di sterline all’Ue quale compensazione per l’uscita, cioè per la perdita di contributi britannici. Il problema è la durata del periodo di transizione, se questo viene prolungato oltre la fine del 2020 allora è possibile che Londra debba pagare di più. E questo non piace ad alcuni sostenitori della Brexit.
Durante il periodo di transizione i cittadini dell’Ue potranno entrare liberamente nel Regno Unito. Ma il vero problema sono i confini tra Irlanda del Nord, parte del Regno Unito, e la Repubblica irlandese rimarranno aperti e questo crea problemi poiché rischia di dar vita ad un confine interno tra l’Irlanda del Nord ed il resto del Regno Unito. Anche sul piano legislativo Londra si impegna a rispettare la Corte europea di giustizia nel periodo di transizione. Ma i sostenitori più agguerriti della Brexit vogliono riportare subito nei tribunali britannici la giurisdizione.
La crisi di governo è dunque legata al periodo di transizione, alla sua durata e alla gestione. Ma a questo punto, a pochi mesi dalla data della Brexit, è assurdo rinegoziare, meglio andare avanti e concludere il divorzio, poiché di questo in sintesi si tratta.
18-11-2018 01:00
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