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Nelle università americane
crolla il numero di iscritti
Loretta Napoleoni


In autunno le iscrizioni nei college americani sono diminuite, c’era da aspettarselo. Il numero totale degli studenti si è contratto del 4 per cento mentre quello degli iscritti al primo anno di università è sceso del 16,1 per cento. Soltanto le iscrizioni ai corsi post laurea, tra cui le business schools, le scuole di medicina e tutti i dottorati sono aumentate del 2,7 per cento. È chiaro che chi nel 2020 doveva iniziare il percorso accademico ha deciso di posticiparlo mentre molti dei laureandi dell’anno del Covid hanno pensato di continuare a studiare posticipando l’ingresso nel mercato del lavoro.
Le università attribuiscono il calo dei nuovi iscritti anche ad altri fattori: i corsi online via zoom, e quindi l’assenza di un contatto diretto con gli altri studenti ed i professori, che a molte matricole non piace; la paura di trasferirsi in aree dove il contagio è alto, la decisione dei genitori di non mandare i figli lontano da casa e, naturalmente, i problemi finanziari legati alla pandemia. Sicuramente quest’ultimo fattore sta giocando un grosso ruolo nella decisione dei meno abbienti di non andare all’università, il numero totale degli iscritti nei community college, le università pubbliche americane, dove si pagano rette molto basse, è sceso del 9,4 per cento, quindi di più che nelle università private, mentre quello dei nuovi iscritti ha subito una flessione ancora più significativa, meno 22,7 per cento.
Il pericolo è che molti degli studenti che hanno deciso di posticipare l’iscrizione alle università durante questo autunno non lo faranno mai più, si teme insomma che tra gli effetti negativi della pandemia ci sarà la produzione di una generazione di individui con livelli di scolarità inferiore a quelle che l’hanno preceduta. Una generazione anche psicologicamente duramente segnata dal virus, alla quale viene chiesto di mantenere la distanza sociale, di non divertirsi, di proteggersi dal contatto con gli altri.
Da parte loro le università non hanno gli strumenti per attirare più studenti, certo una riduzione dei costi, ormai altissimi, da parte dei grandi atenei forse potrebbe invogliare qualcuno ad iscriversi, ma il vero problema rimane l’impossibilità di interagire socialmente, l’università virtuale sembra un controsenso, specialmente per le matricole. Ed in fondo hanno ragione.
17-10-2020 23:00

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