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La crisi del turismo
costa 1.700 miliardi
Loretta Napoleoni


Il lockdown, la quarantena, come è spesso chiamata, è sul viale del tramonto ma alcune industrie rimangono di fatto inattive. È questo il caso del turismo e dell’aviazione, che contribuiscono per il 10 per cento all’economia globale e danno da lavorare a 300 milioni di persone. Nei Paesi in via di sviluppo, i salari di questi individui spesso rappresentano l’unica via di uscita dalla povertà, sono quindi molto importanti per la crescita economica. Ma l’industria dei viaggi è fondamentale anche per le economie più avanzate. Ogni viaggiatore lascia una scia di consumi dietro di sé: dalle linee aeree ai taxi, ai ristoranti, agli alberghi.
Oggi un terzo dei lavori nel settore del turismo è a rischio e questo spiega perché le linee aeree hanno chiesto aiuti per 200 miliardi di dollari, e non è detto che basteranno. Se la gente non riprende a muoversi l’industria dei viaggi, pari a 1.700 miliardi di dollari l’anno, rischia il collasso. Uno degli ostacoli è la garantire la sicurezza contro il contagio. Porre in essere i dispositivi necessari per mantenere la distanza tra le persone, ad esempio, non è semplice ed ha dei costi considerevoli, costi che il consumatore dovrà assorbire.
Un’idea di come l’industria dei viaggi cambierà ce la possiamo fare già adesso, basta osservare il funzionamento ed i costi dei voli trans-oceanici. Viaggiare da un continente all’altro avviene praticamente solo per i rimpatri, gran parte dei paesi ancora sono chiusi agli stranieri ed i viaggiatori per affari sono letteralmente scomparsi. Chi deve viaggiare dagli Stati Uniti, ad esempio, in Europa ha una scelta limitatissima; sulla costa occidentale l’aeroporto che funziona meglio è quello di Los Angeles, ma i voli vengono cancellati continuamente, spesso anche il giorno prima, perché gli aerei sono vuoti o perché manca il personale. E così i viaggiatori devono ri-prenotare giorno dopo giorno fino a quando si ha la fortuna di poter partire.
I costi sono astronomici, il doppio ed a volte anche il triplo di quello che erano prima dello scoppio della pandemia. È chiaro che nessun governo aiuterà finanziariamente i viaggiatori ma forse questo è un errore, anche se la paura del contagio è un forte disincentivo a viaggiare quella di svuotare completamente il portafoglio è altrettanto seria.
23-05-2020 22:28

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