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21.03.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da giovedì 21 marzo 2019 alle ore 12.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019

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E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

PER COMINCIARE di Giò Rezzonico
Immagini articolo
La Fondazione Matasci
racconta 50 anni d'arte
Giò Rezzonico


Cinquant’anni della mia vita passati a cercare di documentare una seppur minima parte della storia dell’arte ticinese e lombarda del ‘mio’ secolo, operando unicamente tra quegli artisti la cui opera ‘consuonasse’ a un ‘certo’ sentimento dell’arte. Rispettoso di ogni altra linea di ricerca o sperimentazione artistica ma libero di fare solo ciò in cui credo, indipendentemente dalla necessità di promuovere e di dover rendere conto. Lontano però anche dalle mode o dalle esigenze del mercato. Ne è valsa la pena? Ai posteri…".
Con questa sorta di testamento artistico Mario Matasci presenta la sua nuova esposizione che sottolinea cinquant’anni di attività. Quanto alla domanda se ne sia valsa la pena ben gli risponde lo storico dell’arte Claudio Guarda, che tanto gli è stato vicino in questi anni di intenso lavoro. "So - scrive Guarda in un prologo alla nuova mostra - quanto gli si debba per la dedizione con cui ha operato in questi ultimi cinquant’anni di sua vita. Un’idea che è evoluta nel tempo e che oggi si concretizza in una Fondazione diventata testimonianza importante, direi unica, della storia artistica di questo Paese - da intendersi in senso allargato di territorio della mente e dello spirito - e bene pubblico appartenente all’intera comunità". Sì, perché Mario Matasci ha deciso di affidare la sua nutrita collezione alla Fondazione Matasci per l’Arte con sede nel cosiddetto Deposito a Cugnasco-Gerra, un’ex fabbrica trasformata con incredibile gusto in un museo, situato in piena campagna, lontano dai frastuoni della vita moderna. Con questa donazione Matasci garantisce che il suo lavoro, frutto di scelte personali e coerenti, rimarrà per sempre a disposizione degli amanti dell’arte. La Fondazione, accoglie, conserva ed espone a rotazione un migliaio di opere attribuite a un centinaio di artisti, che per la maggior parte Mario Matasci ha esposto in questo mezzo secolo di attività. Preziosa anche la biblioteca, dotata di circa 10 mila volumi di storia dell’arte, aperta al pubblico, così come il ‘museo’, la domenica pomeriggio dalle 14 alle 17 con la presenza del collezionista.
La mostra del cinquantesimo, che si inaugura oggi, domenica, è stata realizzata in collaborazione con le biblioteche cantonali di Bellinzona e di Locarno e propone un interessante approfondimento sull’intreccio tra letteratura classica, traduzione letteraria e trasposizione artistica. Lo spunto è costituito dalla traduzione di alcuni passi del "De rerum natura" dello scrittore romano Tito Lucrezio Caro, resi da Giorgio Orelli, uno dei maggiori poeti di lingua italiana del Novecento. Da questi testi hanno tratto ispirazione gli artisti Italo Valenti ed Enrico Della Torre (una selezione di queste opere è esposta alla biblioteca di Bellinzona).
24-03-2019 01:00
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