Vivere ancorati al passato crea soltanto risentimenti
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Sintonizzarsi sull'oggi
per affrontare il futuro
ROSELINA SALEMI


Viviamo immersi nel "dover essere". Abbiamo perduto la capacità di essere lievi. Ma per farlo dobbiamo lasciar andare gli amori, le persone, le cose, il passato. E concentrarci su ciò che ci rende felici. Liberi dai blocchi emotivi, dalla folla di stimoli, necessità, ansie, possiamo  andare nella giusta direzione. Rinnovarsi, è un po’ come mettere ordine, accettare che non entreremo mai più in un certo vestito e non metteremo il costume comprato ai Caraibi. Tutto comincia con una sensazione di sottile infelicità che ha tanti nomi, dice Rossella Panigatti, autrice del saggio "L’arte di lasciar andare" (Tea): "Si può chiamare insoddisfazione, ansia, noia, tensione, stress, ma il significato è sempre lo stesso. Non stiamo bene nel luogo in cui siamo, non comunichiamo veramente con le persone che ci stanno a cuore e non mettiamo passione in quello che stiamo facendo. Se il nostro modo di essere ci rende tristi, insoddisfatti, frustrati o rabbiosi, dobbiamo fare qualcosa di diverso".
La cura c’è. Implica un rovesciamento di prospettiva. Anzichè pensare "in grande", pensare "in piccolo". Si comincia dalla casa, dal silenzio come condizione-base (un mixer emette cento decibel), dalle suonerie, dal frigo senza vecchie verdure, dalla pila di libri polverosi. Se chiedete un consiglio all’interior designer Andrea Castrignano vi convincerà a eliminare centrini in crochet di cotone, bambole, fiori e piante di plastica, souvenir di viaggi, nani da giardino, pupazzetti. Le cose ci possiedono e ci sommergono, il guardaroba è pieno, ma non abbiamo niente da metterci, ed è provato che indossiamo il 20 per cento dei vestiti nell’80 per cento dei casi. Sostiene Inès de la Fressange,  icona di stile: "La giornata inizia meglio quando si apre un armadio con dentro poche cose, ma ben organizzate. Sette capi sono l’ideale. Il sito LifeHacker è pieno di idee così facili che ci domandiamo subito come mai non le abbiamo avute noi". E Panigatti suggerisce: "Ci sono persone che resistono e altre che invece passano spontaneamente da uno stato di blocco a uno in cui tutto fluisce senza sforzo e sofferenza: è il primo passo per transitare dal senso di perdita alla scoperta dei piaceri che la vita ci riserva. Lasciar andare è un trasloco emozionale".
Per la psicologa Consuelo Casula il percorso non può essere uguale per chiunque, ma le linee guida sono comuni. E vale per ogni occasione, dalla fine traumatica di un matrimonio a quella di un’idea (di carriera, di amicizia) a lungo inseguita: "Bisogna sintonizzarsi sul presente, senza rimpianti, recriminazioni, risentimenti, accettare la realtà e far pace con le delusioni basate sugli autoinganni, sulle ingenuità. Recuperate le energie, imparata la lezione, è possibile guardare verso il futuro con un atteggiamento diverso, più maturo, più consapevole di ciò che si desidera e realisticamente si può ottenere. Sia un periodo di solitudine e silenzio, sia circondarsi di amici può aiutare, non c’è uno standard. Va bene la calma della riflessione, va bene entrare nel flusso".
E se il passato riaffiora? Prescrizione di Consuelo Casula: "Cominciate qualcosa di nuovo, trovate interessi, dedicatevi a progetti accantonati. Ogni volta che vi viene in mente un ricordo doloroso, spostatelo come fosse una nuvola con un gesto della mano, come per non avere il sole negli occhi".
13.01.2019


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