Le strategie contro la violenza secondo GastroTicino
"Solo i buttafuori
non bastano più"
MAURO SPIGNESI


No, non servono task force tra locali e neppure più controlli o maggiore repressione. Serve soltanto un po’ di attenzione in più verso i nostri figli". Massimo Suter, presidente di GastroTicino, la federazione alla quel fanno riferimento non soltanto ristoratori e baristi, ma anche i gestori delle discoteche, non è convinto dalla proposta appunto di una "task force" venuta fuori dopo la rissa alla discoteca Vanilla. "Io credo - spiega Suter - che si debbano innanzitutto educare i giovani come gli adulti, a sane regole di convivenza. Convivenza che vuol dire andare in una discoteca per divertirsi e non portando un coltello nascosto in tasca. Anche perché si possono fare tutti i controlli che si vogliono ma se uno vuole portarsi una "lama" in un locale prima o poi ci riesce. Dunque bisogna cambiare strategia".
In questi anni i gestori dei locali notturni ticinesi le hanno provate tutte. Hanno dettato nuove regole d’ingresso, hanno trasformato i buttafuori da personaggi esagerati quasi a psicologi che devono conoscere i segreti di umori e sofferenze dei giovani, hanno concordato con la polizia strategie comuni. Eppure ogni tanto, d’improvviso, come è capiato in Ticino, ecco comparire una fiammata di violenza. "Noi - spiega Massimo Suter - non viviamo nel Bronx. Viviamo in un cantone dove si può ancora fare prevenzione. Però mi fa pensare quando la notte vedo nei bar e nei locali più personale di sicurezza che clienti. È il segnale, è il sintomo di qualcosa che non funziona. E noi, e parlo delle associazioni di categoria, insieme a famiglie, scuola e società sportive, dobbiamo essere in prima fila, ognuno con le proprie competenze e il proprio ruolo, per cercare di capire e per trovare soluzioni".
Notti di violenza, dunque. Ma se si guardano le statistiche e le dichiarazioni delle polizie comunali, da Chiasso sino a Locarno, passando per Lugano e Bellinzona, si vede che i casi di risse e accoltellamenti non sono ai livelli delle grandi città come Zurigo o Ginevra. Anzi. Lugano è risultata una delle città più sicure a livello nazionale. E allora cosa accade? Perché basta una sciocchezza, uno sgarbo, una parola di troppo per accedere una rissa e far mulinare i rasoi? "Ripeto, più controlli non servono. Risulterebbero asfissianti. Lo dico - spiega Suter - per esperienza. Il cliente onesto, quello che arriva da noi per passare una serata spensierata vuole stare tranquillo. Se ogni volta deve subire un accertamento, pur comprendendone la necessità, alla fine avverte fastidio". E il rischio è quello che cambi locale. Per questo la violenza, oltre che un danno per discoteche, ristoranti o bar, è anche un rischio. "Io credo che occorra una strategia a doppio binario - conclude Suter - da una parte la repressione per chi commette reati, e dall’altra educazione. Che vuol dire prevenzione". m.sp.
05.11.2017


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