Inizio autunno da record, con rischio smog e incendi
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Dal 1969 mai un clima
così secco e pericoloso
MASSIMO SCHIRA


La pioggia di questo primo fine settimana di novembre è arrivata ad interrompere il "digiuno" di un ottobre mai così secco dal 1969. Tanto da far entrare l’inizio d’autunno 2017 nella "Top-5", da oltre 100 anni, per la mancanza di precipitazioni. I cambiamenti climatici in atto, insomma, fanno superare ai dati meteorologici sempre nuovi record. Caricando l’inizio autunno di una serie di nuovi pericoli. Dall’aumento incontrollato dell’inquinamento, passando per le carenze idriche nei fiumi e nei bacini idroelettrici, dall’accresciuto pericolo d’incendi a temperature sopra la norma che mettono in difficoltà anche alcuni settori dell’agricoltura. "La tendenza in atto è chiara: ogni anno si registrano periodi sempre più miti, si battono i record - conferma Stefano Zanini, meteorologo di Meteosvizzera a Locarno-Monti -. L’inizio novembre segnerà comunque una certa inversione di tendenza e non sarà caldo come quello dello scorso anno".
Una situazione che ha messo  un po’ in difficoltà il settore idroelettrico, che non ha potuto beneficiare del "consueto" apporto di piogge per gli impianti nell’alto Ticino. "Chiaramente un certo quantitativo d’acqua viene a mancare - afferma Andrea Baumer, responsabile del genio civile di Ofima-Ofible -. Fortunatamente in alta Valle Maggia stiamo già svuotando i bacini, perché avevamo pianificato una serie di lavori che ci terranno fermi per i prossimi 5-6 mesi, quindi non c’è un vero problema. In Val di Blenio, invece, il Luzzone è pieno, perché stiamo accumulando le riserve per i prossimi mesi. Il periodo è comunque uno dei più magri degli ultimi anni".
A subire in modo particolare le condizioni atmosferiche sono stati invece i polmoni dei cittadini, specie nel Sottoceneri, confrontati con parecchi giorni di limiti superati dal profilo dell’inquinamento dell’aria. Un fenomeno, che, come pubblicato la scorsa settimana dal Caffè, è responsabile di 150 decessi ogni anno in Ticino. "Le condizioni eccezionali di alta pressione hanno contribuito al fenomeno dello smog - precisa ancora Stefano Zanini -. Anche se non è l’unico fattore in gioco. Le correnti in quota, in questo caso, hanno favorito queste condizioni particolari. Fortunatamente poi il vento da nord ha dato una mano al miglioramento". L’allarme, comunque, è scattato. E ha portato ad alcuni giorni con il limite di velocità di 80 all’ora sull’autostrada a Sud di Melide e a misure restrittive sulla temperatura in alcuni edifici pubblici.
Ad aver assorbito tutto sommato bene il "colpo" della siccità in Ticino è invece il settore agricolo. Che, salvo per alcune difficoltà nelle colture dei cereali, non ha sofferto granché la situazione. "Anche perché diverse coltivazioni si avvicinano al loro periodo di pausa - osserva Sem Genini, segretario agricolo cantonale -. A preoccupare è piuttosto l’evoluzione per il prossimo anno. La scarsità di riserve d’acqua è un fatto. Se non dovesse nevicare, la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. E anche il freddo è molto utile all’agricoltura, perché contribuisce ad eliminare alcuni agenti patogeni nel terreno. Speriamo insomma in un inverno piuttosto freddo per poter ripartire bene ad inizio 2018".
Sul fronte degli incendi, salvo alcuni focolai nel Sottoceneri, il peggio sembra essere passato. Il forte vento delle scorse settimane ha infatti aumentato la siccità dei boschi e fatto crescere il rischio. "A questo va aggiunto il soleggiamento piuttosto forte, che rappresenta sempre un fattore rischio ulteriore - aggiunge Stefano Zanini -. La situazione che si è venuta a creare e che ha imposto l’introduzione del divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto, era simile a quella che si vive normalmente nei mesi di marzo e aprile. Con le foglie secche sul terreno e un soleggiamento forte. Due elementi particolarmente favorevoli agli incendi". Per fortuna, insomma, i danni di questo caldo inizio d’autunno sono stati limitati.
Uno sguardo, infine, anche agli animali da pascolo. Che non hanno accusato particolari problemi affrontando questo avvio d’autunno particolarmente fuori norma dal profilo delle temperature e delle scarse precipitazioni. "Gli animali all’aperto stanno bene - conclude Sem Genini -. I prati sono rimasti piuttosto verdi anche se non ha piovuto per molto tempo e questo ha contribuito a non incidere sulle condizioni del bestiame. L’agricoltura, quindi, ha reagito bene".

m.s.
05.11.2017


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