Tutte le ricette per over 65 nello studio Helsana
Farmaci inappropriati
nelle case anziani
PATRIZIA GUENZI


Le cure per i pazienti over 65, spesso affetti da più patologie, non sempre possono seguire delle regole prestabilite. Attenzione quindi ai farmaci prescritti, ai dosaggi e, soprattutto, ai potenziali effetti secondari che negli anziani si possono pure rivelare fatali. È ciò che spiegano, tra le tante informazioni contenute nel Rapporto Helsana 2017 (vedi articolo principale), gli autori dello studio che, per la prima volta in Svizzera, hanno inoltre esaminato molte ricette stabilite negli istituti della terza età.
In sostanza, analizzando nel dettaglio le prescrizioni dei medici e l’evoluzione dei costi nelle case per anziani, emerge che negli ultimi tre anni (2013-2016) la spesa complessiva per l’acquisto di farmaci è costantemente aumentata. In media, nel 2016 gli over 65 hanno ricevuto 9,3 medicinali a testa, contro i 5.6 del 2013. Anche se più gli ospiti sono anziani e meno acquisti di farmaci vengono fatti. Ciò permette di dire che con l’avanzare dell’età vi è una selezione delle terapie, nel senso che verrebbero dispensate unicamente quelle strettamente necessarie. Se fosse davvero così sarebbe un bene.
I gruppi principali di farmaci più utilizzati dagli over 65 sono gli antitumorali, quelli per la cura del sistema immunitario e cardiovascolare. Negli over 80 vi è un rapporto più favorevole di costi e benefici rispetto alle altre categorie di età, probabilmente perché questi tre farmaci essendo molto costosi vengono prescritti molto meno. Il principio attivo più consumato è il paracetamolo, seguono l’aspirina cardio, ampiamente utilizzata nel trattamento delle malattie vascolari per la sua capacità di rendere fluido il sangue, e gli antiacidi. Negli over 65 si è riscontrato un largo consumo anche di rimedi contro la degenerazione maculare senile.   
Lo studio Helsana ha realizzato un’analisi sulla frequenza delle prescrizioni di farmaci potenzialmente inappropriati (fpi). È emerso che il 79,1% di tutti i residenti delle case per anziani nel 2016 avevano avuto almeno una prescrizione di un farmaco potenzialmente inappropriato. Per più della metà degli ospiti questa prescrizione era stata di lunga durata, almeno tre acquisti dello stesso farmaco. Lo studio ha dimostrato che questo tipo di medicinali sono associati ad un aumento di effetti indesiderati dei medicinali in generale, ad un maggior rischio di ospedalizzazione e di mortalità. Anche perché gli anziani smaltiscono più lentamente le sostanze. Si può quindi verificare un accumulo che può provocare gravi effetti collaterali e intossicazioni. Che, se mal interpretati, potrebbero portare ad altre prescrizioni, innescando un pericoloso effetto a cascata.
Le ricette più frequenti di fpi nelle case anziani - tra cui si trovano molti agenti attivi del gruppo dei neurolettici o delle benzodiazepine - evidenziano il problema della qualità delle cure nell’ambito della medicina geriatrica. Secondo gli autori dello studio per il futuro si impone una maggior attenzione.
26.11.2017


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