L'analisi
"Fanno miracoli
se c'è responsabilità"
LUCA GABUTTI


Le spese legate ai medicinali aumentano ogni anno e aumentano più in fretta rispetto ai costi sanitari globali. Solo per gli antitumorali e gli immunosopressivi (contro ad esempio artrite reumatoide e lupus), sono stati investiti 1,5 miliardi di franchi. I ticinesi si situano tra i primi sia per consumi che per costi in Svizzera. Consumano in particolare più psicofarmaci sedativi ma non stanno indietro con antidepressivi, antidolorifici, antinfiammatori, medicinali contro l’acidità di stomaco e antibiotici. In generale, la percentuale di cittadini afflitti da dolore, insonni, ansiosi, depressi e soggetti ad infezioni sembra essere molto importante. Non vorrei esagerare la portata di questi dati, il consumo di psicofarmaci e di medicinali a rischio in genere, non coinvolge infatti la maggioranza. Una persona su 5 trattata con sedativi in Ticino, una su 10 nel canton Zurigo, è comunque una proporzione impressionante che, se è vero che potrebbe indicare anche solo un’abitudine al consumo, più probabilmente esprime un certo grado di sofferenza sociale. Se è vero che la felicità (almeno in parte), nasce nella rete sociale e che il nostro benessere dipende anche dal benessere di chi ci sta attorno, siamo tutti chiamati in causa.
Quando è l’ultima volta che coscienti di questo fatto, abbiamo contribuito volontariamente e gratuitamente alla serenità degli altri? Quando è l’ultima volta invece nella quale il nostro modo di comportarci ha generato ulteriore tensione in noi stessi e negli altri? Psicofarmaci a parte, sono convinto che tutti, medici e pazienti, possiamo dare un contributo sia nell’orientarci verso un consumo più responsabile (a garanzia che la pillola non ci faccia più male che bene), che nel costruire un ambiente sociale meno sofferente.
Le terapie potenzialmente inappropriate sono state messe sotto la lente da un’iniziativa internazionale alla quale la Svizzera, e il Ticino in particolare, partecipano. Choosing Wisely (scegliere saggiamente) è una campagna che ci ha aiutato ad affrontare con anticipo questa problematica ottenendo negli ultimi 2 anni un contenimento delle nuove prescrizioni di queste classi di medicinali negli ospedali ticinesi. Un primo passo, a cui seguirà un coinvolgimento diretto di medici e pazienti. Detto ciò, i medicinali, quando indicati, fanno miracoli! Ci hanno permesso di trapiantare organi, curare terribili malattie genetiche, sconfiggere tumori e tenere a bada l’invecchiamento, in particolare del cuore e dei vasi. Quando arriva sul mercato un nuovo farmaco, caro ma efficace, sono quindi contento e pur pensando ai costi, mi immagino il sollievo di chi potrà finalmente essere curato. La ricaduta è quindi sicuramente positiva, ma i costi aumentano e siamo chiamati ad uno sforzo solidale sempre maggiore.
Uno sforzo solidale che ci pesa ma ci ricorda che siamo, sempre di più, anche per quanto riguarda le cure, una sola grande famiglia. Un grande grazie quindi a tutti quelli che con il loro contributo silenzioso pagano una parte del conto e a quelli che per vocazione o per mestiere, lottano ogni giorno per diminuire la sofferenza e il dolore.
26.11.2017


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