Tesi a confronto sulla prevenzione del crimine
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Ci sono più agenti
ma i crimini calano
ANDREA STERN


L’anno scorso il numero di poliziotti in Ticino è aumentato di 123 unità. A fine dicembre 2017 gli agenti in forza alla cantonale e alle comunali erano in totale 1.067, rispetto ai 944 di dodici mesi prima. E già negli anni precedenti gli effettivi erano costantemente cresciuti.
Nel cantone gli agenti non sono mai stati così tanti, uno ogni 322 abitanti. E in Svizzera, dove la media nazionale è di un agente ogni 453 abitanti, comprendendo pure gli uomini della polizia federale, solo il semicantone di Basilea Città vanta una densità maggiore di poliziotti.
Sembra quindi essere stato pienamente raggiunto uno degli obiettivi politici del direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, il quale ha sempre sostenuto la necessità di aumentare gli effettivi, un tempo insufficienti, "non per fare crescere la burocrazia, bensì per rafforzare la pre&discHyphen;senza delle forze dell’ordine sul territorio", sottolineava. Ma ora non si potrebbe pensare che gli agenti siano addirittura troppi, considerando anche le statistiche che indicano reati in calo?  "Nient’affatto - sostiene Max Hofmann, segretario generale della Federazione svizzera dei funzionari di polizia -. Sicuramente il Ticino è stato virtuoso e quindi non posso che fare i miei complimenti a chi ha saputo prendere in mano la situazione. Ma a livello svizzero abbiamo complessivamente solo 18mila agenti, quando ne servirebbero almeno 24mila".
Hofmann cita uno studio  dell’Organizzazione delle nazioni unite (Onu), secondo cui per garantire la sicurezza in modo efficace sono necessari almeno 300 agenti ogni 100mila abitanti. "E in più va considerata l’evoluzione demografica, la popolazione continuerà ad aumentare - aggiunge - . Bisogna anticipare i tempi. Invece mi sembra che in Svizzera si agisca spesso a posteriori. Sul piano internazionale siamo ancora indietro".
L’aumento di agenti in Ticino, che l’anno scorso è stato nettamente il più marcato a livello nazionale, può anche essere spiegato con la posizione geografica del cantone, aggiunge dal canto suo Martin Killias, professore di procedura e criminologia penale dell’Università di Zurigo. "L’andamento degli effettivi segue una logica che non è unicamente legata al livello della criminalità - osserva -, ma anche alla zona in cui si trova il territorio in questione".
Le polizie cantonali di Zurigo, Ginevra e Basilea Città, ad esempio, "impiegano parecchi agenti per la sicurezza negli aeroporti internazionali, un compito di cui beneficiano anche i cittadini del resto della Svizzera - afferma il professor Killias -. Il Ticino ha invece la particolarità di trovarsi al confine sud, quindi in un territorio potenzialmente caldo per la criminalità transfrontaliera".
Ma l’aumento del numero di agenti ha un effetto diretto sulla sicurezza? L’Italia ha una densità di poliziotti ben maggiore a quella svizzera, eppure non sembra che la criminalità sia stata debellata. "È difficile dire se vi sia una correlazione" risponde Karl Ludwig Kunz, professore di diritto penale, criminologia e fondamenti di diritto all’Università di Berna.
"L’incremento degli effettivi e la visibilità rafforzata della polizia hanno sicuramente un effetto positivo sul sentimento di sicurezza della gente e questo è un aspetto importante - afferma il professor Kunz -. Ma è invece molto più incerto l’effetto sulla criminalità, che sa molto bene nascondersi".

a.s.
25.02.2018


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