Le esperienze di quattro giovani fondatori di aziende
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"Altro che posto fisso,
meglio lavorare da soli"
ANDREA STERN


Il lavoro? Me lo invento. È il motto che ha guidato Greta Giorgetti, 26enne di Lugano, da due anni e mezzo amministratrice unica della MrSmile Sagl, un’azienda che consegna frutta fresca a uffici e privati. "Avevo appena finito l’università - dice -. Dovevo decidere se cercare lavoro o fare un master. Ma poi ho pensato di portare in Ticino questo servizio che esisteva già un po’ ovunque nel mondo". Fresca di diploma, Greta ha dovuto imparare tanto. "All’università non vengono insegnati gli aspetti pratici di un’attività economica, come la contabilità, la ricerca di clienti o la pubblicità - spiega -. È stato molto impegnativo avviare la mia società, ma ora posso dire che il bilancio è positivo. Ho potuto lasciare il lavoro serale in un call center che mi serviva ad arrotondare gli incassi, ma soprattutto ho avuto una crescita molto soddisfacente a livello personale e professionale". Nessun sogno di posto fisso, quindi.
Come per Jean-Claude Luvini, 40enne di Pura, che dopo aver lavorato per alcune grandi aziende ha deciso di vendere caffè solidale proveniente dall’Uganda. "Non trovavo le motivazioni giuste, mi sentivo una rotellina in un ingranaggio - racconta -. L’idea di cambiare mi è venuta per caso, durante un viaggio in Africa. Ero andato per vedere le cascate del Nilo. Ma ho trovato le premesse per lanciare un progetto imprenditoriale". Jean-Claude Luvini ha quindi fondato la Masaba Sagl, società che oggi dà lavoro ad altre quattro persone. "All’inizio è stato difficile - aggiunge -. Sei uno sconosciuto senza clienti in un mercato già molto competitivo. Per fortuna ho avuto il sostegno di enti cantonali come Fondounimpresa o Innopark, ma è stata dura far fronte alle proprie responsabilità finanziarie. Ci sono voluti tempo e soprattutto grande impegno affinché si creasse un buon passaparola". Ora, a sette anni dalla fondazione di Masaba, la macchina è definitivamente avviata. "Non vorrei mai tornare al posto fisso - osserva - ed è proprio questo che mi motiva a dare il massimo".
David Mantonan, 42enne di Locarno, trova invece le sue motivazioni "nella soddisfazione dei clienti". Cinque anni fa ha creato la Gourmet Service, un servizio di consegna a domicilio di piatti cucinati da ristoranti convenzionati. "Non trovavo un lavoro fisso confacente alle mie aspettative - racconta - e allora ho deciso di lanciarmi in un’attività in proprio". Non è stato facile e non lo è nemmeno oggi. "Quando lavori per te stesso devi sempre rimetterti in gioco - spiega -. Non basta avere una buona idea, bisogna sempre cercare di adeguarsi alle nuove esigenze dei clienti. E si lavora sette giorni su sette, senza vacanze". Un sacrificio, ma anche uno stimolo. "Lavorare da solo mi fa sentire più vivo", osserva Mantovan.
La stessa sensazione che anima Antonio Bader, 38enne di Lugano. Cinque anni fa ha fondato Powergia Sagl, società di consulenza in ambito energetico, insieme a un compagno di studi zurighese. "Il lavoro d’ufficio era noioso - racconta -. Allora ci siamo detti, un po’ per gioco, perché non facciamo qualcosa? Non avevamo ancora famiglia e potevamo permetterci di rischiare". I due giovani hanno quindi identificato una nicchia di mercato e vi si sono gettati a capofitto.
"L’importante è lanciarsi, non perdersi in grandi progetti ma semplicemente provare - spiega -. All’inizio si fanno molti errori, è normale, ma col tempo si impara". Anche Powergia ha impiegato circa tre anni per trovare una certa stabilità. "Ogni tanto mi è capitato di pensare con nostalgia al posto fisso, alle otto ore lavorative e alle cinque settimane di vacanza - afferma -. Ma le soddisfazioni che dà una propria azienda sono impagabili". Un consiglio a chi vuole lanciarsi? "Farlo il prima possibile, meglio prima dei 30 anni. E guardare sempre dritto verso l’obiettivo".

a.s.
06.05.2018


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