La Svizzera non è la meta preferita dei migranti
Sono molti i profughi
diretti verso il nord
PATRIZIA GUENZI


Gli sbarchi sono diminuiti. I flussi di migranti molto più deboli rispetto a qualche anno fa, quando alle frontiere premevano migliaia di disperati, soprattutto eritrei, in cerca di un futuro migliore. E la Svizzera continua a non essere la loro destinazione primaria. Secondo la Segreteria di Stato della migrazione, la maggioranza di queste persone è diretta al nord, Svezia, Germania, Norvegia e Paesi Bassi.
Meno migrazione, dunque. Lo conferma Micaela Crippa, capo del Centro di registrazione e di procedura di Chiasso: "Difficile conoscere i motivi, forse passano per altre vie". Stando alle statistiche federali, in aprile le domande d’asilo presentate in Svizzera sono calate rispetto al mese precedente del 2%. Più marcata la diminuzione rispetto all’aprile dello scorso anno, del -4%.
In leggero aumento, invece, la migrazione in aprile attraverso il Mediterraneo centrale verso l’Italia, dopo il numero assai basso di sbarchi registrato nei mesi di febbraio (1.065 migranti) e marzo 2018 (1.049). Si è attestata a 3.171 persone che, anche in questo caso, non sembrano considerare la Svizzera come destinazione primaria.
I principali Paesi di provenienza dei richiedenti l’asilo giunti in Svizzera restano l’Eritrea (245 domande, ossia 39 in meno rispetto al mese di marzo 2018) e la Siria (101 domande, -6), seguite dalla Georgia (93, -2), dall’Afghanistan (85 domande,  5), dalla Turchia (69,  14) e dall’Algeria (55,  4). Sempre in aprile, 558 persone hanno lasciato la Svizzera sotto il controllo delle autorità. La Confederazione ha chiesto ad altri Stati Dublino la presa in carico di 603 richiedenti l’asilo. E 144 persone state trasferite nello Stato Dublino competente. Viceversa, la Svizzera ha ricevuto 552 domande di presa in carico Dublino, con il trasferimento di 71 persone. Infine, sempre in aprile, una quarantina di persone evacuate dalla Libia verso il Niger è arrivata in Svizzera nell’ambito di misure urgenti.

p.g.
03.06.2018


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