Il sindaco di Losone sul voto per i profughi in caserma
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"Non vedo motivi
per negare umanità"
PATRIZIA GUENZI


Il fastidio del singolo davanti al migrante seduto su una panchina o in giro per le vie di Losone non ha nulla a che vedere con la sicurezza dei cittadini. È stanco il sindaco Corrado Bianda di sentire le solite persone ripetere le solite frasi contro la riapertura della Caserma di Losone. "I contrari non fanno che dire sempre gli stessi concetti - spiega -. Che durante i tre anni in cui abbiamo ospitato i profughi ci sono stati problemi gravi di ordine pubblico, che queste persone hanno rubato. Dicono anche di avere le prove, ma io non le ho ancora viste". E così, come ha fatto durante le riunioni con gli abitanti, a pochi dal voto Bianda ribadisce: "Non vedo ragioni per negare un semplice gesto di umanità".
Il sindaco fa dunque leva sulla questione umanitaria, ricordando pure che l’ex caserma è già collaudata e che ha dimostrato di funzionare dal 2014 al 2017. E quanto all’affitto, chi lo invita a lasciar perdere, visto che si tratta di un gesto umanitario, replica: "Queste sono provocazioni belle e buone. E allora rilancio la provocazione. Se avessimo detto no a quei soldi, i contrari sarebbero forse stati d’accordo?". E Bianda fa chiarezza anche su un altro punto: "Chi teme che il Cantone non ci verserà più gli attuali contributi sbaglia. Questi dipendono da tantissimi fattori, non solo dall’entrata di questi 600mila franchi l’anno. Il Comune non perderà nulla". Anzi, gli anni scorsi i profughi, sotto alcuni punti di vista, hanno pure reso. "La pulizia che hanno fatto nei boschi è stato un lavoro enorme e ci è costato pochissimo", dice. Infine, ricorda un aspetto molto importante: "Abbiamo anche dei diritti di disdetta, ogni sei mesi, per eventuali progetti importanti. Quindi davvero non vedo dove sta il problema".

p.g.
03.06.2018


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