Il ministro Pacolli sulla Nazionale e i giocatori kosovari
"La Svizzera vola alto,
chi lo nega è bugiardo"
ANDREA STERN


Per me è stata una serata indimenticabile - confida al Caffè Beghjet Pacolli, ministro degli esteri del Kosovo, che ha assistito da Lugano alla vittoria della nazionale elvetica sulla Serbia -. Una serata fantastica non solo per gli svizzeri ma anche per tutti quelli che amano la Svizzera". Come lo stesso Pacolli, nato 66 anni fa in un piccolo paesino tra le montagne kosovare e nel frattempo diventato l’uomo più ricco del suo Paese. Da decenni ha il suo quartiere generale in Ticino e ha pure la cittadinanza svizzera. "Poche ore prima della partita contro la Serbia - racconta - ho incontrato il consigliere federale Ignazio Cassis e tra le tante cose abbiamo parlato anche di calcio. Gli ho promesso che questa volta i ragazzi svizzeri del Kosovo non ci avrebbero delusi. Ed effettivamente è andata così, sono stati formidabili".
Sempre poche ore prima della partita, Pacolli ha pubblicato sui suoi profili social un disegno (vedi a lato) che illustra il calciatore rossocrociato Granit Xhaka mentre, con in testa il tipico copricapo kosovaro, dipinge un’aquila nera sulla croce bianca della bandiera svizzera. Dietro di lui ci sono gli altri tre giocatori svizzeri con origini albanesi, Valon Behrami, Xherdan Shaqiri e Blerim Dzemaili. "Ogni albanese è orgoglioso di voi", ha commentato. Cosa vorrà mai significare quel disegno? Pacolli preferisce non commentare. Allo stesso modo sorvola in merito all’opportunità del gesto dell’aquila esibito da Xhaka e Shaqiri dopo le rispettive reti, gesto che tanti fiumi d’inchiostro sta facendo scorrere. Il ministro degli esteri del Kosovo si limita a commentare l’accaduto con una frase sibillina. "La Svizzera vola alto - afferma - e chi si oppone a questo o non è un uomo buono o è un bugiardo". Vola alto come un’aquila albanese, quindi? A ognuno la sua interpretazione.
L’imprenditore svizzero-kosovaro è invece più loquace quando si tratta di sottolineare l’esattezza dei suoi pronostici. "Avevo predetto - spiega - che la Svizzera avrebbe sconfitto la Serbia e che i quattro giocatori di origine albanese avrebbero avuto un ruolo determinante. Ancora una volta sono felice di aver visto giusto. Ora mi auguro che la Nazionale possa compiere un lungo cammino in questi entusiasmanti mondiali di calcio".

a.s.
24.06.2018


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