Mali, fitte, sparmi... siamo un Paese molto sofferente
Immagini articolo
Svizzeri impasticcati
dai troppi oppioidi
PATRIZIA GUENZI


Co-Dafalgan, Codol, Fortalgesic, Palladon, Tramal. E potremmo continuare all’infinito con l’elenco dei farmaci a base di oppioidi. A chi non è capitato di averne bisogno? Per tenere a bada una terribile cefalea a grappolo o un’ernia del disco che taglia la schiena in due. A tanti. A troppi è capitato. Così emerge dall’inchiesta pubblicata sulla Revue médical suisse, che lancia l’allarme: con 411 milligrammi pro capite (erano 18 nel 1985),  la Svizzera è ormai diventata il settimo consumatore mondiale per abitante di medicinali a base di morfina, piazzandosi ampiamente al di sopra della media europea.
Un consumo che nel nostro Paese è cresciuto di ventitrè volte dal 1985 al 2015. L’apice è stato raggiunto nel 2009, con 504 milligrammi per abitante, poi è sceso sino al 2012 per poi risalire fino al 2015. E poco consola se Canada e Stati Uniti sono "campioni" nel mandar giù questo tipo di pasticche, che sì, certo, leniscono i dolori più tremendi e per fortuna ci sono, ma hanno anche pesanti effetti collaterali. Ovviamente, questa impennata significa pure che oggi ci si prende meglio cura delle persone che convivono con mali, fitte e spasimi, ma va detto che probabilmente si sono un po’ allentate le maglie della prescrizione di questo genere di farmaci, che non sempre hanno un’indicazione strettamente necessaria e dimostrata. Da qui il consiglio degli esperti: approfondire la ricerca per medicinali alternativi e più prudenza nel prescrivere gli oppioidi.
In tutti i Paesi l’aumento di morfina e simili preoccupa. In Europa, è da tempo aperta la questione dei medicinali a base di oppioidi. Molti studi confermano una crescita dei consumi anche in Inghilterra, addirittura con un raddoppio del numero di decessi legati al metadone e alla codeina tra il 2005 e il 2009. Così in Germania, con oltre un terzo in più di pazienti "curati" con oppioidi tra il 2000 e il 2010, e il trend all’insù continua. Il Paese più impasticcato (di oppioidi) è l’America, dove più di un terzo degli adulti ha ricevuto una prescrizione a lungo termine. Nel 2013 si stimavano a quasi due milioni le persone dipendenti in Usa. La reale utilità clinica di queste prescrizioni per combattere i dolori cronici non cancerosi è da tempo messa in discussione e c’è chi insiste  per un utilizzo meno spinto.    
La Svizzera può dunque consolarsi per modo di dire. Il fenomeno è generalizzato. Ciò non toglie che un freno s’impone. La parlamentare ppd Sara Beretta Piccoli ha infatti chiesto al Governo lumi "sull’attuale fruizione di metadone, in particolar modo da parte di persone anziane". Intanto, stando ai dati epidemiologici, la categoria più sofferente è quella femminile. Più soggetta a patire di dolori cronici. Tant’è che la scienza da tempo sta cercando di capire quali meccanismi intervengono nella diversa percezione del dolore tra maschi e femmine. Recentemente,  un’équipe di ricercatori ha dimostrato che effettivamente i meccanismi che portano ad una situazione di dolore dopo una lesione nervosa periferica divergono parecchio tra i due sessi. E così, mentre si continua a parlare, a lottare e a rivendicare l’uguaglianza dei sessi, la scienza deve invece tenere conto che una differenza tra donne e uomini esiste. Solo così riuscirà a trovare terapie più mirate e "su misura".
Comunque sia è indubbio che la lotta contro il dolore è un vero problema di salute pubblica, oltre che economico. Spinge una persona su cinque a consultare un medico. E affligge, in maniera cronica, il 20% della popolazione. Le difficoltà della ricerca clinica dipendono anche da un’enorme variabilità nello sviluppo di sindromi dolorose, da quelle post-traumatiche a quelle infettive. Difficoltà che dipendono anche dall’intensità dei sintomi e dalla risposta al trattamento. In questo senso più ricettive alle cure sono le donne. Per una serie di condizioni dolorose croniche, come ad esempio, l’emicrania, la fibromialgia, i disturbi delle articolazioni temporo-mandibolari (quelli che collegano la mandibola alla testa), o la cistite interstiziale, chiamata anche sindrome del dolore pelvicp. Le donne, dunque, sono sì più sensibili al dolore rispetto agli uomini, ma sembrano pure rispondere meglio alle terapie. Avvantaggiate, una volta tanto.

p.g.
19.08.2018


Articoli Correlati
LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
GRANDANGOLO

I matrimoni politici
impossibili (o quasi)
L'INCHIESTA

Il bluff della canapa light
in 5 minuti diventa droga
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

Gli affari d'amore
non si fanno in banca
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Trump con i tassi bassi
sogna d'essere Reagan
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La guerra senza confini
dei "mercenari killer"
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Perché il sovranismo
costruisce nuovi muri
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
07.11.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 19 novembre prossimo
26.10.2018
Pubblicati i dati del censimento rifiuti 2017 [www.ti.ch/gestione-rifiuti, www.ti.ch/oasi]
26.10.2018
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da sabato 27 ottobre 2018 alle ore 8:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
24.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 5 novembre 2018.
23.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all’aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre e in Val Poschiavo dal 16 ottobre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Bregaglia
22.10.2018
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, settembre 2018
16.10.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) in vigore in Ticino e Moesano dal 26 settembre 2018, viene da oggi esteso anche alla Val Poschiavo
11.10.2018
Pubblicati i dati di funzionamento degli impianti di depurazione in Ticino [www.ti.ch/oasi]
04.10.2018
Avvio della consultazione del Progetto di risanamento fonico delle strade cantonali e comunali del Luganese [www.ti.ch/rumore]
03.10.2018
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 15 ottobre prossimo

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Atene: scontri
alle celebrazioni
per la Rivolta
del Politecnico

CIA:
il principe saudita
ha fatto uccidere
Khashogggi