Arriva l'interrogazione sugli esami di idoneità alla guida
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"Si tolga il monopolio
al medico milionario"
ANDREA STERN


Lugano, Chiasso, Castione, Mesocco, Coira, Milano, Como, Catania, Trapani, Barcellona e Tunisi. Cos’hanno in comune queste località? Sono tutte sedi di studi medici in cui opera o ha operato il dottor Andrea Bonanno. "Ma come medico del traffico ricevo solo a Lugano - precisa il chirurgo estetico -. E sono regolarmente iscritto all’ordine dei medici grigionese".
Bonanno è uno dei due medici che in Ticino possono fregiarsi del titolo di "medico del traffico" di livello 3. Dopo che il Caffè ha raccontato la surreale storia della 91enne convocata alle 21.15 per un esame di idoneità alla guida, altri ticinesi hanno raccontato le loro disavventure con questo professionista del bisturi che riceve gli automobilisti in centri estetici o palestre. Le vicende curiose non sono poche. D’altronde, secondo i dati forniti dal Dipartimento delle istituzioni, ogni anno sono circa 400 i conducenti obbligati a recarsi da uno dei due medici del traffico di livello 3.
Ma ora ad attirare l’attenzione della politica è la collega di livello superiore, la dottoressa Mariangela De Cesare, l’unica autorizzata a svolgere qualsiasi tipo di esame in materia di idoneità alla guida. "Un mio conoscente ha pagato 1’300 franchi per una visita di poco più di venti minuti" racconta Cleto Ferrari, deputato udc, che ha appena presentato un’interrogazione al Consiglio di Stato. Ferrari denuncia la situazione di monopolio di cui gode la dottoressa e chiede che sia garantita "un’alternativa ai ticinesi che devono sottoporsi a questi esami". Già nel 2016 il governo aveva assicurato di avere quale obiettivo l’individuazione di un secondo "medico del traffico" di livello 4. Ma a oggi non è stato trovato. E così i conducenti che commettono infrazioni stradali che comportano la revoca della patente, circa 500 all’anno, "devono recarsi sul confine a Chiasso e sottoporsi a visite mediche parecchio salate, con fatture poco trasparenti", sostiene Ferrari.
L’Ordine dei medici ne è consapevole, ma precisa che spetta al governo rimediare a questa fumosa situazione. "Manca chiaramente trasparenza - afferma il presidente Franco Denti -. Se una persona riceve un mandato dal Cantone è chiamata a riferire sul suo operato. Ci vorrebbe inoltre una commissione che possa valutare le perizie della dottoressa. Perché oggi lei può fare il bello e il brutto tempo senza nessun controllo".
Ferrari, nel suo atto parlamentare, scrive che "i più maligni che operano all’interno del mondo medico ipotizzano un salario annuo superiore al milione di franchi per questa dottoressa". Denti suppone invece che la cifra d’affari del "medico del traffico" di livello 4 sia attorno agli 800mila franchi. In ogni caso tanti, molto più di quelli percepiti dalla stragrande maggioranza dei camici bianchi. E soprattutto si tratta di soldi pagati di tasca propria dai conducenti. Ferrari chiede quindi che ai "pazienti" sia data la possibilità di domandare uno o più preventivi e di scegliere presso quale medico recarsi. Onde "evitare imposizioni che agli occhi dei cittadini sanno di privilegi professionali poco trasparenti".

a.s.
04.11.2018


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