Luca Merlini, direttore del nuovo Istituto di Imaging
"Garantite la prossimità
e la qualità delle cure"
PATRIZIA GUENZI


Una corazzata di 44 radiologi dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) sarà impegnata nel nuovo Istituto di Imaging della Svizzera Italiana (Iimsi). Il più grande in Svizzera, grazie alle innovazioni nella telemedicina che permette a tutte le sedi dell’Eoc di lavorare costantemente in rete. "Nella medicina si sta andando sempre più verso una specializzazione - spiega Luca Merlini, direttore dell’ospedale La Carità di Locarno e direttore del nuovo Iimsi -. Questa struttura non sarà ospedale-centrica, bensì trasversale, con un team di specialisti cantonale". Una struttura che non apparterrà a nessuno, nel senso che sarà di tutte le sedi dell’Eoc, con un parco macchine globale di 43 milioni di franchi a cui se ne aggiungono altre decentrate, per circa 5 milioni, suddivise ad esempio nelle varie sale operatorie e nei reparti di cura dell’Ente. "Si tratta di un nuovo modo di lavorare che permette di avere una maggiore casistica e di conseguenza più qualità", sottolinea Merlini.
Più qualità, maggiore specializzazione. Le "immagini" del paziente saranno refertate da radiologi specialisti competenti per quell’organo o apparato specifico. "E sarà proprio il team a fare la differenza - riprende il direttore -. Quello dell’one man show generalista è un modo di lavorare sorpassato. Il nostro obiettivo è quello di centralizzare le competenze, sì, ma dentro un gruppo di esperti radiologi, costantemente a disposizione del paziente in qualsiasi ospedale si rechi per fare un esame. C’è il vantaggio della prossimità e la sicurezza di avere la competenza del miglior specialista, 24 su 24, garantita dai picchetti". Tutto ciò grazie alla digitalizzazione. Il paziente va a Mendrisio a fare l’esame, ma a refertare sarà lo specialista che si trova a Locarno.
Vantaggi pure dal punto di vista finanziario. "L’Istituto di Imaging permetterà di avere costi di acquisto ottimizzati per tutti i macchinari, saremo un interlocutore unico per l’industria della tecnologia medica. Se oggi l’ospedale A ha un tipo di macchina, in futuro le tecnologie della Tac e delle risonanze saranno tutte uguali. Aggiungendo forza al nostro potere contrattuale. Diventeremo pure un partner interessante per la ricerca, le nostre competenze attireranno maggiori specialisti".
Si parte a gennaio. Già individuati progetti e obiettivi. "Andremo avanti passo passo, una cosa dopo l’altra - spiega Merlini -. Nel primo anno vogliamo anzitutto implementare la nuova organizzazione per organo, andando a creare uno spirito di istituto e di gruppo e motivare chi dentro l’Eoc era abituato a lavorare solo nel proprio ambito. Per i dipendenti sarà sicuramente un cambiamento, questo è normale. Un cambiamento culturale di comportamento anche dirigenziale, che dovrà portare tutti a vivere l’Eoc e non il singolo ospedale. Ci siamo dati tre anni di consolidamento". Un’unica politica organizzativa che, per forza di cose, imporrà un intenso rodaggio. "Riuscire a far interagire gli specialisti e rendere più interattivi i rapporti interpersonali, grazie alla tecnologia, ci permetterà di fare un importante salto qualitativo".
02.12.2018


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