I primari e il nuovo Istituto di Imaging dell'Eoc
"Più velocità e qualità
a vantaggio dei pazienti"
PATRIZIA GUENZI


Un modo di lavorare trasversale tra i vari ospedali che si rivelerà vincente". Non ha dubbi Rolf Wyttenbach, primario di radiologia all’ospedale di Bellinzona. Il nuovo Istituto di Imaging della Svizzera italiana (Iimsi), di cui sarà responsabile operativo per la Medical Master School, "velocizzerà i tempi di diagnosi e aumenterà la qualità, a tutto vantaggio del paziente. Penso ad esempio ad una persona che si trova al pronto soccorso. Le sue immagini saranno controllate dal miglior specialista, indipendentemente da chi gli farà la radiografia, l’ecografia o la Tac".
Un po’ quello che già succede con la mammografia: solo e soltanto radiologi esperti per quell’organo refertano le "lastre" delle pazienti. "Proprio lo screening del seno è stato uno dei primi esami ad avere degli specialisti dedicati - sottolinea Filippo Del Grande, primario di radiologia al Civico di Lugano e vice direttore medico e scientifico dell’Iimsi -. Abbiamo reso orizzontale, per organo e apparato, un’organizzazione che era verticale".
Un cambiamento non solo organizzativo ma anche culturale molto importante. "Che porterà altri vantaggi - riprende Del Grande -. Se alla Master Medical School creeremo dei gruppi di radiologi che lavoreranno per ambito, questi guadagneranno credito anche a livello internazionale". E Wyttenbach, che dal 2020 sarà responsabile per l’insegnamento alla Master, aggiunge: "L’imaging ha un’importanza sempre maggiore nella medicina. Ma dovremo  insegnare agli studenti quali e quanti sono gli esami davvero utili, questo anche per una gestione corretta delle risorse economiche".  
"Raggruppare in un unico istituto dentro la pancia dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) l’attività di imaging - riprende Del Grande -. Sarà la nostra forza. Così da raggiungere una massa critica tale da poter agire in modo trasversale. Gruppi di radiologi esperti referteranno le immagini di tutto il cantone. Questo grazie al sistema informatico che permette di inviare ogni tipo di esame in qualsiasi sede dell’Eoc. Il paziente avrà una qualità migliore perché ci sarà sempre uno specialista a sua disposizione".
Se un cambiamento ci sarà, questo interesserà i radiologi. "Si sta andando verso una medicina mirata, con sempre più sottospecialità - spiega Wyttenbach -. Da un lato ciò implica un impoverimento dello spettro professionale del radiologo, che si ritroverà a refertare sempre gli stessi organi, ma questo è il futuro. Nell’oncologia è già così".
02.12.2018


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