Sonde intestinali, protesi... troppo spesso con germi
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Molti pazienti infettati
da apparecchi sporchi
PATRIZIA GUENZI


Avete appena subito un intervento. Pensate che il peggio sia ormai passato. Vi sbagliate. In Europa, ogni anno, sono oltre novantamila le persone che dopo una degenza ospedaliera sviluppano un’infezione. E per alcune di loro significa affrontare un vero e proprio calvario. Stando ai dati dell’Associazione nazionale per lo sviluppo della qualità negli ospedali e nelle cliniche (Anq) e di Swissnoso, centro nationale per la prevenzione delle infezioni, dall’ottobre 2015 al settembre 2017, oltre 57mila sono stati i casi di infezione recensiti in Svizzera, in 168 ospedali, dopo un intervento. Dispositivi medici e apparecchi contaminati, sarebbero tra le ragioni principali: endoscopi flessibili, sonde intestinali, protesi ortopediche, pacemaker, defibrillatori, infusori, erogatori di insulina, retine per il contenimento delle ernie...
A quanto pare, gli standard dei test di questi dispositivi sono spesso parecchio inferiori a quelli previsti per i medicinali, i produttori farebbero la spola tra le numerose agenzie di certificazione fino a quando non ne trovano una che dia loro l’ok; può pure capitare che dei dispositivi dichiarati fuori legge in un Paese possano essere venduti in altri. Fatto è che nel mondo sono milioni le persone costrette a convivere con dolori e lesioni causate da impianti difettosi o di dubbia qualità.
Oltre ai fabbricanti disonesti, può pure capitare che gli ospedali non lavino correttamente i loro dispositivi. Lo conferma l’enorme aumento delle infezioni nosocomiali dopo un intervento di chirurgia intestinale. Stando alle statistiche di Anq, su 270 interventi tra ottobre 2016 e ottobre 2017 un paziente su cinque è stato infettato. Un aspetto sensibile è il trattamento, la pulizia e la disinfezione degli endoscopi, quelle sonde che il medico inserisce nel corpo, ad esempio per esaminare l’intestino del paziente ma anche per fare interventi minimi e poco invasivi. Se non sono perfettamente puliti possono causare infezioni. Gli ospedali utilizzano a volte dei disinfettanti non sufficientemente potenti e i germi del paziente precedente restano sull’apparecchio. Uno dei batteri più temibili è  il Mycobacterium chimaera, che in Svizzera ha infettato almeno una dozzina di pazienti, un centinaio in tutto il mondo. Tutti hanno subito una chirurgia cardiaca. Il colpevole sarebbe un apparecchio per regolare la temperatura del cuore.
Molto importante è anche il modo in cui si conservano gli endoscopi. Necessari degli armadi con una chiusura ermetica, una buona ventilazione e un filtro. Capita invece che le sonde intestinali siano infilate da qualche parte in vecchi armadi di legno e non ventilati. A volte senza protezione e a contatto con altro materiale sanitario. Da più parti si auspicano sanzioni più severe per gli ospedali che non si attengono alle più elementari norme di igiene. Swismedic intende lanciare quest’anno una campagna speciale, mirata soprattutto al corretto stoccaggio e all’igiene degli endoscopi.   p.g.
13.01.2019


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