La legge punisce le aziende che non prevengono gli abusi
Per le molestie sessuali
paga anche la ditta
ANDREA STERN


Il datore di lavoro è responsabile della prevenzione contro le molestie sessuali all’interno dell’impresa. "In una causa giudiziaria l’assenza di specifiche misure preventive può costare cara" spiega l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (Ufu). In effetti la Legge sulla parità dei sessi parla chiaro. "Nel caso di discriminazione mediante molestia sessuale - si legge all’articolo 5 - il tribunale o l’autorità amministrativa può parimenti condannare il datore di lavoro (…)  a meno che lo stesso provi di aver adottato tutte le precauzioni (…) che ragionevolmente si potevano pretendere da lui per evitare simili comportamenti".
Le misure che i datori di lavoro devono prendere sono tre: informare i dipendenti sul significato di molestie sessuali, affermare il principio della tolleranza zero in seno all’impresa e designare delle persone cui possono essere denunciati gli abusi. "Le donne e gli uomini vittime di molestie sessuali devono potersi rivolgere a una persona di fiducia che tratti con serietà e riservatezza il problema e che sappia fornire aiuto" osserva l’Ufu, che consiglia alle piccole e medie imprese di avvalersi di specialisti esterni.
Come hanno fatto anche alcune amministrazioni cantonali. A Ginevra, ad esempio, esiste un "Groupe de confiance", letteralmente un gruppo di fiducia. Si tratta di una struttura indipendente cui possono rivolgersi gli impiegati cantonali che ritengono di essere vittime di molestie ma non osano parlarne col proprio superiore o con il responsabile del personale. Il gruppo ha la funzione di ascoltare, mediare tra le parti e cercare soluzioni. Ma ha anche la competenza di aprire un’inchiesta sui casi che appaiono di una certa gravità. Il tutto nella massima confidenzialità. Un "Groupe de confiance", nominato dal Consiglio di Stato, esiste anche nel canton Giura. Per i dipendenti dell’Amministrazione federale esiste invece un organo di mediazione, indipendente e neutrale, che opera senza intermediari interni.
Un’altra struttura simile è stata creata a Berna espressamente per i parlamentari, all’inizio del 2018, a seguito della "vicenda Buttet". Anche in questo caso un’organizzazione indipendente si occupa di raccogliere le denunce di molestie sessuali. Nel primo anno di attività non è arrivata neanche una segnalazione, ma la Confederazione ha comunque deciso di prolungare il mandato. Poiché già solo l’esistenza di questa struttura, è stato spiegato, contribuisce a prevenire e combattere il mobbing e le molestie sessuali tra i membri dell’Assemblea federale.

a.s.
03.02.2019


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