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Dal 18 al 22 giugno conferenza sui linfomi maligni
Oncologi mondiali
riuniti a Lugano
PATRIZIA GUENZI


Il successo e il richiamo della Conferenza internazionale sui linfomi maligni (18-22 giugno), appuntamento di riferimento per tutti gli esperti del settore, sta tutto nelle iscrizioni. Di fatto, già chiuse. Il numero massimo di partecipanti che la struttura può accogliere è già stato raggiunto. E così, il 15° appuntamento con i vertici della medicina oncologica, organizzato in collaborazione con l’Istituto oncologico di ricerca (Ior) dell’Ente ospedaliero cantonale, richiamerà a Lugano almeno 3.500 partecipanti, numero massimo che gli organizzatori riescono a gestire, sia per la logistica del Palazzo dei Congressi che per la disponibilità di camere di albergo utilizzabili. Se non fosse per questi limiti, sicuramente il numero dei partecipanti sarebbe ancora ben superiore. E anche questa volta arriveranno dai cinque continenti, la scorsa edizione ben novanta Nazioni erano rappresentate tra i partecipanti.
Per quanto riguarda il programma è stata già definita la parte su invito. Ovvero, le tre sessioni più prestigiose del congresso, le sessioni in cui i più grandi esperti mondiali tengono delle vere e proprie lezioni (che non per niente si chiamano "Meet the Professor") presentando lo "stato dell’arte" su specifici aspetti dell’ampissimo spettro delle neoplasie linfatiche; le sessioni di confronto e discussione tra esperti e con il pubblico su veri casi clinici, che questa volta vedranno confrontarsi medici texani e spagnoli, in quello che è ormai diventato un tradizionale "Us vs Europe debate". In programma anche sessioni organizzate congiuntamente con altre realtà internazionali (in particolare, l’Associazione americana di ricerca sul cancro, la Scuola europea di oncologia, l’Unione degli studiosi di linfomi cinesi, la Fondazione Ibsa per la Ricerca scientifica) e sessioni dedicate a tematiche particolari, come i due workshop sulla radioterapia per i linfomi e il workshop sui linfomi nei cani, organizzati dalle rispettive società internazionali
Quest’anno il  congresso si tingerà di verde. L’organizzazione ha deciso di investire una somma per l’acquisto di "certificati di compensazione" che serviranno per "ripagare" il danno ambientale causato dall’arrivo della maggior parte dei partecipanti in aereo, quest’ultimo uno dei principali responsabili dell’aumento di gas nocivi nell’atmosfera.
03.03.2019


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