Il disperato appello di una mamma di Lugano
Immagini articolo
'Hanno rapito mio figlio
e non posso parlargli'
ANDREA STERN


Susanna è a pezzi. Vorrebbe sapere come sta suo figlio, vorrebbe sentirlo, rassicurarlo, incoraggiarlo, giocare con lui. Lo ha sempre fatto, ma dallo scorso 21 febbraio non può più. Poiché quel giorno una funzionaria dell’Autorità regionale di protezione (Arp) ha prelevato il bambino di sei anni all’uscita delle scuole elementari a Lugano e lo ha portato a Zurigo, dal padre. "Sono passate più di due settimane da quando è stato rapito - dice - e non mi hanno ancora lasciato nemmeno parlare con lui al telefono".
Una situazione straziante per la mamma. Come anche, si immagina, per il figlio. Un bambino definito "tranquillo e sereno" da tutti coloro che l’hanno conosciuto. "Aveva più volte detto di non voler andare a Zurigo - spiega Susanna (nome di fantasia)-, ma evidentemente al pretore aggiunto di Lugano Sara Cimarolli non interessano le opinioni e i sentimenti delle persone colpite dalle sue decisioni". In questo caso la decisione è un provvedimento supercautelare con il quale a Susanna è stata tolta la custodia del figlio. Di punto in bianco il bambino si è visto estraniare dal suo mondo e catapultare a Zurigo, dal padre, in una realtà di cui non conosce nemmeno la lingua. "Solo a causa  - sostiene la mamma - di una mail usata in modo strumentale da mio marito, che da tempo lottava, invano, per ottenere l’affidamento".
In effetti due giorni prima del misfatto Susanna aveva scritto al marito, dal quale è separata ma non divorziata, per chiedergli il passaporto del figlio. Nella mail spiegava di avere l’intenzione di recarsi in Serbia, suo Paese natale, per le vacanze di Pasqua. "Non sarebbe stata la prima volta - afferma -. D’altronde anche mio marito è stato a più riprese dalla sua famiglia in Sud Italia con nostro figlio". Ma stavolta il progetto non è andato a buon fine. "Lui ha denunciato alla pretura un mio presunto rischio di fuga - dice Susanna -. E incredibilmente il pretore aggiunto, che non mi ha nemmeno interpellata, ha creduto a questa fantasiosa tesi. Io sono svizzera, abito qui da trent’anni, lavoro qui. La mia vita è qui, non ho mai nemmeno pensato di scappare in Serbia".
Fatto sta che ora Susanna può vedere suo figlio solo quattro ore a settimana, in un ambiente controllato a Zurigo. O meglio, potrebbe vedere suo figlio, poiché non ha ancora potuto usufruire del diritto di visita. Apparentemente a causa di problemi di comunicazione tra le autorità di protezione di Lugano e Zurigo. "In realtà cercano di prendere tempo - sostiene Susanna -. Il loro obiettivo è far sì che mio figlio si arrenda a non poter stare con la madre per soddisfare i capricci del padre, che non vuole pagare il mantenimento".
Una tesi provocatoria. È tuttavia difficile capire come mai la pretura di Lugano abbia fissato la discussione sul provvedimento soltanto per il prossimo 15 maggio. Allora potrà, forse, essere revocato. Ma saranno già passati quasi tre mesi dall’improvviso prelevamento del bambino. Anche se dovesse tornare da sua mamma, probabilmente boccerà l’anno scolastico. Sarebbe comunque una cosa da nulla rispetto alla sensazione di essere un pacco sballottato da una parte all’altra delle Alpi.

astern@caffe.ch
10.03.2019


LO STUDIO

Il settimanale "il Caffè",
giornale di qualità
IL DOSSIER


Il Cardiocentro
I servizi del Caffè
e i documenti ufficiali
IL GIALLO


L'infermiere
accusato di uccidere
i pazienti anziani
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Quel Modi indiano
piace a Usa e Cina
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I migranti in Libia
come arma di ricatto
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La fuga dei miliardari
imbarazza gli Emirati
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Le serie streaming
escluse da Cannes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Onda verde e giovane
delle nuove generazioni
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"
GRANDANGOLO

Storia dell’infermiere
affascinato dalla morte
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
L'INCHIESTA

Il caldo e le gelate
devastano i  campi
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

La scivolata di Fognini
tennista quaquaraquà
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.07.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, giugno 2019
12.07.2019
Consultabili online le temperature dei fiumi misurate in continuo presso le stazioni idrologiche cantonali e federali [www.ti.ch/oasi]
28.06.2019
Servizio militare: giornate informative 2019
27.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2018
26.06.2019
L'ufficio dei beni culturali segnala la pubblicazione di un nuovo sito tematico dedicato al Monetario cantonale [www.ti.ch/monetario]
25.06.2019
Aggiornato il catasto del potenziale solare degli edifici con i dati di tettosolare.ch consultabili nel portale dell'Osservatorio ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
19.06.2019
Nuova veste grafica, contenuti e funzionalità per il sito della Divisione della formazione professionale
17.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, maggio 2019
13.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, giugno 2019
12.06.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 24 giugno 2019.

I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Le incredibili
gare
dei bufali
in Thailandia

Silk Way
Rally 2019,
dalla Cina
con furore

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00