Secondo il Tcs c'è una caccia all'infrazione continua
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"I Comuni fanno cassa
sulle spalle dei conducenti"


Non esiste che i Comuni indichino nei conti preventivi quanto vogliono incassare ogni anno dalle multe: questa non è prevenzione, è caccia all’infrazione continua". Renato Gazzola, portavoce del Touring club svizzero (Tcs) sezione Ticino, ha un diavolo per capello. "Anno dopo anno l’importo previsto, ad esempio dal Comune di Lugano, viene aumentato - continua - come conseguenza di ciò la polizia è costretta a incrementare le contravvenzioni per raggiungere l’obiettivo: questo non è il modo giusto per educare i conducenti a una guida rispettosa dei limiti di velocità".
Gazzola ne è convinto. "A livello comunale qualcosa non torna". Anche perché, prosegue, i controlli radar delle polizie comunali non sono segnalati e comunicati tempestivamente alla popolazione come invece fa ormai da qualche anno la polizia cantonale. "Non dico tutti i giorni, ma perché non potrebbero avvisare anche loro ogni inizio di settimana dove vengono piazzati i controlli di velocità? In fondo si tratta della stessa sensibilizzazione". Tanto più, prosegue Gazzola, che la maggior parte delle volte i rilevamenti di velocità non avvengono sulle strade comunali, ma su quelle cantonali e quindi fuori dalla  giurisdizione locale.
Ma il portavoce del Tcs non si ferma qui. "I Comuni più grandi come Lugano, Bellinzona e Locarno sono dotati di personale ausiliario che ha il solo compito di controllare costantemente il pagamento dei posteggi: fanno solo quello. Domando: ma è o non è una caccia all’infrazione continua questa?". Gazzola non ha il dito puntato contro gli accertamenti delle velocità in generale. Anzi. "Il Cantone ha fatto uno sforzo notevole nell’informazione, non vedo cosa si possa fare di più".
Gian Marco Balemi, direttore dell’Automobile club svizzero (Acs) ticinese spezza una lancia a favore del buon equilibrio oggi esistente tra prevenzione e repressione. "Non vedo grossi problemi, quello che si sta facendo sul fronte della sensibilizzaione è corretto - dice - i controlli devono però essere fatti nei punti più appropiati, come nelle località: non hanno invece senso nei tratti di strada dove non esistono apparentemente pericoli specifici".
Balemi difende anche la postazione fissa sull’autostrada all’altezza di Balerna che è quella che fa più cassetta. "È in una posizione appropiata, poco prima dello svincolo, quindi ha uno scopo preventivo nel caso in cui si formino code in uscita dall’autostrada". Pollici alzati, dunque. Anche perché, prosegue Balemi, il radar di Balerna per caratteristiche non è una mosca bianca in Svizzera. "Esistono altre postazioni simili nel resto del Paese". E sempre a proposito di quello che capita altrove, Balemi osserva come in Ticino non ci sia una repressione maggiore rispetto agli altri Cantoni.

an.b.
24.03.2019


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