Per Sansonetti restano solo le ipotesi d'accusa minori
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Per l'inchiesta Argo1
cadono i reati più gravi
R.C.


Esattamente una settimana fa la procuratrice Margherita Lanzillo ha annunciato alle parti la chiusura dell’inchiesta relativa all’ex responsabile operativo di Argo1, l’agenzia di sicurezza al centro dello scandalo che ha terremotato per due anni la politica ticinese (un appalto per tre anni di quasi tre milioni e mezzo senza la necessaria autorizzazione governativa). Per Marco Sansonetti potrebbero cadere i reati più gravi, ovvero quelli relativi a tre vicende che hanno costituito lo scandalo Argo1. Restano in piedi solo le ipotesi di reato minori.
Per quanto riguarda il pagamento in nero dei salari, sono cadute le accuse di usura, truffa e falsità in documenti. Per lui solo l’accusa di infrazione alla legge sull’Avs e la previdenza professionale. "In merito al pagamento brevi manu di parte del salario ai dipendenti", si legge nell’annunciata decisione della procuratrice Lanzillo, che per questo reato ipotizza o un decreto d’accusa o un atto di accusa. La decisione definitiva avverrà in aprile.
Decreto di accusa o promozione di accusa anche per un’altra vicenda. Quella dell’ammanettamento ad una doccia, era il gennaio 2017, di un giovane eritreo. Per questo episodio il magistrato ha preso in considerazione i reati di abuso di autorità e coazione. Cade il sequestro di persona. Ad ammanettare il giovane fu la polizia cantonale. Ed infatti in un’inchiesta tuttora aperta in mano al procuratore generale Pagani, figurano tre poliziotti. Sansonetti fu chiamato al Centro di Camorino (uno dei centri gestiti da Argo1 sino al febbraio 2017) quando già la polizia aveva deciso di ammanettare quel ragazzo perché ubriaco e molto agitato.
Il magistrato ha inoltre annunciato l’intenzione di un decreto di abbandono, ovvero di non proseguire alcuna indagine, per le accuse di uno degli ex dipendenti di Argo1, il cosiddetto super testimone. Sansonetti fu accusato di aver messo in pericolo la salute dell’uomo che, nel Centro di Peccia, aveva contratto la tubercolosi.
A questo punto resta aperta oltre che l’inchiesta sui tre poliziotti anche quella sull’amministratore di Argo1, Davide Grillo. Deve rispondere anche lui sulla vicenda dei salari in nero. E per lui le cose paiono più complicate.

r.c.
24.03.2019


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