Voci dal Paese nel cuore dell'Europa minato dagli scandali
Immagini articolo
La Svovacchia al voto
contro gli euroscettici
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA BRATISLAVA


Tredici come il numero di deputati slovacchi nel parlamento europeo, tredici come la percentuale di affluenza raggiunta nelle passate elezioni europee del 2014, la più bassa in tutto il continente.
A due settimane dalle prossime elezioni, oggi la Slovacchia, membro della Ue dal 1 maggio 2004, deve fare i conti con una scarsa partecipazione dei suoi cittadini alla "vita europea" e il deludente sogno di farne veramente parte. Persino in occasione della festa dell’Europa festeggiata in tutti i Paesi membri il 9 maggio per ricordare la storica dichiarazione dell’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman che segnò l’inizio del processo d’integrazione europea con l’obiettivo di una futura unione federale.
Diversamente dagli altri stati dove l’affluenza del 2014 è stata maggiore rispetto a quella in Slovacchia - basta pensare agli abbondanti 23 e 28 punti percentuale rispettivamente dei vicini Polonia e Ungheria - la task force della Commissione europea slovacca comprende la visita di diciassette città dalla capitale Bratislava fino a Michalovce, all’estremo est del Paese. L’obiettivo del roadshow, iniziato il 22 aprile e che terminerà il prossimo 22 maggio, è quello di incontrare i cittadini, rispondere alle loro domande ed informarli su quello che la Ue può fare concretamente per loro.
"Le persone vanno a votare quando c’è una campagna", dice Juraj, 32 anni originario di Presov, la terza maggiore città del Paese. "Qui non si sa molto sulle europee e non se ne parla, se ti guardi intorno anche nel centro di Bratislava puoi trovare uno o due manifesti dei candidati, non di più", spiega Juraj, deciso sul suo voto a favore della Ue: "è assolutamente la scelta giusta".
E pensare che solo poco più di un mese fa il messaggio degli elettori dopo la vittoria dell’avvocato filo Ue Zuzana Caputova sembrava poter invertire non solo i dati del 2014 ma anche le idee modello degli altri paesi del blocco di Visegrad. L’alleanza tra Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia firmata nel febbraio 1991, porta infatti avanti posizioni euroscettiche, sovraniste e rigide in diversi temi primo fra tutti quello dell’immigrazione.
Nonostante i poteri del presidente della Repubblica Slovacca siano prettamente simbolici, l’elezione al secondo turno della Caputova con il 58% dei voti contro il 42% dell’avversario politico e commissario europeo per l’energia Faros Sefcovic, hanno acceso i riflettori sul Paese tra l’entusiasmo degli europeisti di tutti gli Stati membri.
A giocare un ruolo fondamentale in quelle che saranno le none elezioni europee di fine maggio - in Slovacchia le urne saranno aperte sabato 25 - è sicuramente il posizionamento del Paese all’interno della Ue, ma anche corruzione, ambiente e la situazione dei migranti.
"Questo è il voto più importante perché la Slovacchia non ha gran voce nella Ue", spiega Tomas, 33 anni di Trecin, a Bratislava per frequentare il seminario cattolico. "Nel 2014 studiavo in un’altra città e non ho potuto votare, ma questa volta lo farò cercando di scegliere un partito che abbia dei valori cristiani. Penso che molti slovacchi non siano contenti di dove stia andando la Ue; negli ultimi anni la questione dell’immigrazione ha portato alla nascita di piccoli partiti estremisti che adesso stanno prendendo piede nel Paese", conclude Tomas.
Anche Angelika, 23 anni studentessa presso l’Accademia artistica di Bratislava, sua città d’origine, ha contribuito a quell’affluenza così bassa non esprimendo il suo voto: il 25 maggio lo farà per lei e per il suo futuro, "far parte di un unione vuol dire poter andare liberamente ovunque e anche se dovessi rimanere qui voterò a favore della Ue".
Nel piccolo Stato di appena cinque milioni di abitanti - più di quattrocento mila residenti nella capitale - molti giovani decidono di formarsi e lavorare contribuendo ai positivi dati economici - nel 2018 si è registrato un  4% di crescita - e una disoccupazione in ulteriore diminuzione. Lo si capisce anche dall’accento americano di Barbara, 24 anni, che dopo due anni negli Stati Uniti e cinque a Praga, è tornata a Bratislava per finire gli studi in economia. "Nonostante alcuni lati negativi, vedrei il sistema americano applicabile anche agli Stati membri dell’Unione europea", commenta la giovane motivando la scarsa affluenza alle europee ad una mancanza di dialogo forte come per le elezioni interne, dai media ai manifesti per le strade ad eccezione dei social dove molti si esprimono invogliando i più ad andare a votare e fare la differenza.
12.05.2019


LO STUDIO

Il settimanale "il Caffè",
giornale di qualità
IL DOSSIER


Il Cardiocentro
I servizi del Caffè
e i documenti ufficiali
IL GIALLO


L'infermiere
accusato di uccidere
i pazienti anziani
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Quel Modi indiano
piace a Usa e Cina
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
I migranti in Libia
come arma di ricatto
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La fuga dei miliardari
imbarazza gli Emirati
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Le serie streaming
escluse da Cannes
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Onda verde e giovane
delle nuove generazioni
Luca Mercalli
Luca Mercalli
"Senza una svolta
ci sarà un'estinzione"
GRANDANGOLO

Storia dell’infermiere
affascinato dalla morte
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
L'INCHIESTA

Il caldo e le gelate
devastano i  campi
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

La scivolata di Fognini
tennista quaquaraquà
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.07.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, giugno 2019
12.07.2019
Consultabili online le temperature dei fiumi misurate in continuo presso le stazioni idrologiche cantonali e federali [www.ti.ch/oasi]
28.06.2019
Servizio militare: giornate informative 2019
27.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Movimento naturale della popolazione, Ticino, 2018
26.06.2019
L'ufficio dei beni culturali segnala la pubblicazione di un nuovo sito tematico dedicato al Monetario cantonale [www.ti.ch/monetario]
25.06.2019
Aggiornato il catasto del potenziale solare degli edifici con i dati di tettosolare.ch consultabili nel portale dell'Osservatorio ambientale della Svizzera Italiana [www.ti.ch/oasi]
19.06.2019
Nuova veste grafica, contenuti e funzionalità per il sito della Divisione della formazione professionale
17.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, maggio 2019
13.06.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, giugno 2019
12.06.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta del 24 giugno 2019.

I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Le incredibili
gare
dei bufali
in Thailandia

Silk Way
Rally 2019,
dalla Cina
con furore

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00