Un giro di opinioni tra i viaggiatori in attesa all'aeroporto
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"Noi passeggeri
preferiamo Agno"
ANDREA STERN


Comodo, familiare e, a volte, persino conveniente. "Sembra assurdo ma prenotando da Lugano invece che da Zurigo abbiamo pagato 80 franchi in meno" dicono Alice Rigamonti e Marco Baroni, in partenza per San Francisco. "Lo stesso volo da Malpensa sarebbe risultato parecchio più caro" gli fa eco Rolando Peduzzi, che insieme alla moglie e al figlio sta per spiccare il volo verso la Repubblica Dominicana. "Se fossimo andati fino all’aeroporto di Zurigo in treno, avremmo impiegato più tempo e speso di più" aggiungono Liv Cadola e Cyril Muehlethaler, diretti a Montreal, in Canada.
Ad Agno i passeggeri saranno anche sempre meno ma tra loro si respira una rilassatezza assai rara negli aeroporti di maggiori dimensioni. "Mi piace molto l’idea di poter sorseggiare un aperitivo all’aperto aspettando la partenza dell’aereo" afferma Marc Howson, che con la compagna Amy Choo si appresta a tornare a casa a Singapore. Mentre il manager britannico decanta le lodi del piccolo scalo, a poche decine di metri di distanza si posa un Saab 2000. Il rumore copre le voci dei viaggiatori, che si rendono conto dell’approssimarsi della partenza. Manca meno di mezz’ora al decollo. Nel frattempo dal terminal escono i passeggeri appena arrivati da Zurigo.
In prima fila c’è Sergio Ermotti, presidente della direzione di Ubs. Con passo deciso si dirige verso un’auto in attesa e in un batter d’occhio lascia l’aeroporto, senza che gli si possa chiedere un parere. Verosimilmente sarebbe stato positivo, visto anche il ruolo attivo che Ermotti ha rivestito nello sviluppo dell’aviazione ad Agno. Parla volentieri Nosa Irenen, un informatico nigeriano da tempo stabilito nel Luganese, che viaggia molto spesso per lavoro. "Adesso sto arrivando da Hannover – spiega -. Ogni volta che posso faccio capo all’aeroporto di Agno, apprezzo molto il fatto di poter essere a casa già pochi minuti dopo l’atterraggio, come anche la velocità del check-in alla partenza. Se ogni volta dovessi andare a Malpensa, perderei molto tempo".
Gabriel Oliveira, che arriva da Berlino, ammette invece di non aver scelto l’aeroporto di Agno. "È stata la società a prenotarmi e pagarmi il volo - spiega -. Se dovessi tornare a Lugano da solo, forse passerei da Malpensa, a dipendenza dei prezzi". Perché se sulle tratte intercontinentali Lugano offre tariffe molto concorrenziali, su quelle più brevi gli aeroporti milanesi possono spesso permettere di risparmiare. "Ma io più che il prezzo guardo la comodità - dice Davide Peterhans, che fa la spola tra il Ticino e Winterthur -. Potrei prendere anche il treno, ma dovrei effettuare diversi cambi. Nonostante oggi ci sia Alptransit, è rimasto un viaggio lungo e un po’ tortuoso. Mentre con l’aereo è tutto più facile". Addirittura "facilissimo" secondo Lynn Payette, che dalla Collina d’Oro si sta involando verso il Canada, via Zurigo. "Ho provato a simulare questo viaggio anche partendo da Milano - dice - ma la comodità che offre l’aeroporto di Agno è impareggiabile". Poter arrivare venti minuti prima del decollo e attraversare i controlli di sicurezza in pochi secondi è un lusso, sottolinea il bellinzonese Lorenzo Perozzi, che non esiste praticamente più da nessuna parte al mondo.
Insomma, seppur in crisi, l’aeroporto di Agno resta un apprezzato punticino sulla grande mappa dell’aviazione mondiale. "È la prima volta che veniamo a Lugano - dicono i ginevrini Daniela Szylowiec e Christian Siquier -. Volevamo fare un weekend al caldo, abbiamo trovato un’offerta e ne abbiamo approfittato. Se avessimo dovuto usare l’auto o il treno, non saremmo mai venuti fin qui".

astern@caffe.ch
09.06.2019


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