Il verbale del chirurgo che ha denunciato l'Ars Medica
"Nessuna rimozione,
nessuna asportazione"
REDAZIONE CAFFÈ


Saranno le 11, le 11.30 di venerdì 23 agosto. La procuratrice Marisa Alfier chiede al neurochirurgo del Civico che ha operato la prima paziente - della vicenda che ormai è diventata un giallo - se quanto indicato nel rapporto operatorio redatto dal chirurgo di Ars Medica da lei denunciato (vedi articolo principale) corrisponde a quanto constatato al momento del suo intervento. Quindi successivamente. Per meglio spiegare i fatti: la paziente è stata operata il 26 ottobre 2018 all’Ars Medica ma, lamentando gli stessi dolori di prima, nel dicembre 2018 si è presentata al Civico dove è stata operata il 1 febbraio 2019. Torniamo nella stanza della procuratrice Alfier. Torniamo al 23 agosto. Torniamo alla domanda forse chiave dell’interrogatorio. Ecco la risposta a verbale del chirurgo del Neurocentro del Civico: "Non ho trovato quanto è descritto nel rapporto operatorio che mi viene sottoposto. Io non ho trovato la rimozione dell’osso che schiaccia il nervo a livello L4/5. E soprattutto non ho trovato l’asportazione del legamento flavo".
La precisa risposta del chirurgo sembra cadere nel vuoto. Sembra un sasso in uno stagno in acque sino a quel momento non troppo mosse. Il rapporto operatorio firmato dal neurochirurgo dell’Ars Medica dopo l’operazione del 26 ottobre 2018 parla chiaramente di una "asportazione del legamento flavo".
Stando quindi a quanto affermato a verbale dal chirurgo del Civico l’operazione descritta sul rapporto operatorio del neurochirurgo sotto inchiesta non è mai stata fatta. Ed è quel che si legge nella segnalazione presentata in febbraio dal Medico cantonale alla procura. Mai stata fatta, sebbene - e qui si incrociano concetti medico-scientifici con sottigliezze lessicali - a verbale qualche minuto prima ad una domanda della procuratrice il chirurgo del Civico avesse risposto… "Vi sono state delle rimozioni ossee nei punti che ho indicato (ndr. tra L3/L4) e che sono state eseguite, penso, dal neurochirurgo dell’Ars Medica nel corso dell’intervento dell’ottobre 2018. Ma il fatto che vi sia stata una piccola rimozione ossea ancora non significa che sia stato fatto quanto necessario per decomprimere il nervo".
Il chirurgo del Civico ribadisce la sua denuncia. Ribadisce che la risonanza magnetica effettuata dal Civico successivamente all’intervento dell’Ars Medica era di fatto identica a quella realizzata prima dell’operazione chirurgica in clinica. Il chirurgo del Civico risponde dettagliatamente anche ad una domanda particolarmente specifica. E cioè: che differenza c’è tra il risultato della risonanza magnetica effettuata al Civico e il rapporto operatorio del neurochirurgo dell’Ars Medica. Non solo. Al chirurgo si chiede anche quale differenza c’è tra i due rapporti operatori. Quello dell’Ars Medica e quello del Civico. Ecco la risposta, parola per parola: "L’obiettivo di una foraminotomia è quello di liberare i nervi. Si deve quindi rimuovere l’osso e il legamento, vale a dire le strutture che comprimono il nervo. Con la risonanza effettuata al Civico si può notare che il legamento flavo non è stato rimosso e nemmeno la gran parte dell’osso. È vero che non si può stabilire se sia stato inciso o meno. Durante l’intervento chirurgico da me eseguito ho potuto constatare che il legamento flavo non era stato asportato. L’importante è che venga decompresso il nervo interessato. Preciso anche che quando si effettua un intervento qualsiasi attorno ad un nervo si deve in seguito trovare del tessuto cicatriziale. Durante il mio intervento operatorio non ho trovato tessuto cicatriziale attorno al nervo L5".
Nel pomeriggio di venerdì 23 agosto la procuratrice ha sottoposto al chirurgo del Civico gli altri tre casi segnalati in procura tra febbraio e lo scorso luglio. Pazienti donne, tutte tre anziane, tutte e tre operate alla clinica Ars Medica prima di rivolgersi al Civico.
r.c.
01.09.2019


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