Berna obbliga le Ffs a indennizzare i viaggiatori ma...
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Solo pochi rimborsi
per i treni in ritardo
ANDREA STERN


Ci sono una buona e una cattiva notizia per chi viaggia in treno. Quella buona è che presto anche in Svizzera, come negli altri Paesi europei, le aziende di trasporto ferroviario saranno obbligate a garantire degli indennizzi in caso di forti ritardi. La cattiva notizia però è che di questi indennizzi non potrà beneficiare quasi nessuno. "Hanno messo una soglia troppo alta - dice Laura Regazzoni Meli, segretaria dell’Associazione consumatrici della Svizzera italiana -. Noi non possiamo approvare un’ordinanza del genere. Chiederemo un regolamento che sia più favorevole ai viaggiatori". Sara Stalder, direttrice della Fondazione per la protezione dei consumatori, parla addirittura di "farsa" e accusa la Confederazione di aver difeso unicamente gli interessi delle Ferrovie federali svizzere (Ffs) anziché quelli dei viaggiatori. L’ordinanza è attualmente in consultazione e dovrebbe entrare in vigore verso metà del 2020, adeguando così il sistema svizzero alle prescrizioni in uso nell’Unione europea.
Prevede appunto di rendere obbligatori gli indennizzi, che oggi competono al "buon cuore" delle Ffs. In futuro invece chiunque arriverà a destinazione con oltre un’ora di ritardo avrà diritto a un indennizzo pari al 25% del prezzo del biglietto. Se il ritardo sarà superiore alle due ore, l’indennizzo salirà sino al 50% del prezzo del biglietto. Non male, se si pensa che oggi il massimo che un viaggiatore può sperare di ricevere è un buono di 10 franchi accompagnato da un bigliettino di scuse.
Ma c’è un ma. Poiché l’ordinanza messa in consultazione dal Dipartimento dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (Datec) fissa una soglia minima per gli indennizzi di 10 franchi. Vale a dire che per ottenere un parziale rimborso bisognerà avere in mano un biglietto pagato almeno 40 franchi.
Facciamo un esempio concreto. Un biglietto in seconda classe da Chiasso a Zurigo costa 36 franchi con l’abbonamento metà prezzo. Oggi se il convoglio dovesse arrivare a destinazione con oltre un’ora di ritardo il viaggiatore avrebbe diritto a un buono di 10 franchi. In futuro, invece, non avrà diritto a nulla. E pensare che il dipartimento guidato da Simonetta Sommaruga parla di "miglioramenti"...
"L’aspetto positivo è che la Confederazione finalmente riconosce i ritardi - sostiene Fabio Canevascini, presidente dell’Associazione ticinese degli utenti dei trasporti pubblici (Astuti) -. Ma piuttosto che ricorrere a degli espedienti di facciata come sono gli indennizzi, sarebbe meglio che si adoperi per cercare di tornare alla puntualità di un tempo".
La pensa allo stesso modo Melitta Jalkanen, membro di comitato di Pro Bahn Ticino. "Come si fa a quantificare il costo di un ritardo? - si chiede -. Dieci franchi sono sufficienti per chi magari ha perso un posto di lavoro? Mi sembra che qui si stia cercando di lenire i sintomi, quando sarebbe molto più utile guarire le cause di questi troppo frequenti ritardi che pregiudicano l’efficienza di un fondamentale servizio pubblico".
a.s.
22.09.2019


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