I socialisti contro gli interventi per rilanciare l'aeroporto
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Sui crediti per Agno
lanciato il referendum
ANDREA STERN


L’aeroporto di Lugano non chiuderà. Nemmeno se la popolazione dovesse approvare il referendum lanciato ieri, sabato, dal Partito socialista. Perché la Città è titolare di una concessione trentennale rilasciata dalla Confederazione che la obbliga a garantire l’operatività dello scalo. "Effettivamente - afferma Marco Borradori, sindaco e presidente del Cda di Lugano Airport - se i cittadini dovessero bocciare i crediti per il risanamento della società anonima si aprirebbe una situazione di grande incertezza giuridica". Si può immaginare che la Lugano Airport Sa e che la gestione passerebbe direttamente alla Città, come già prima del 2006. Ma è solo un’ipotesi.
Per ora la certezza è che il referendum c’è. Ieri, sabato, durante l’assemblea straordinaria del Partito socialista di Lugano la decisione di contestare i crediti di 5,8 milioni di franchi a favore dell’aeroporto è stata pressoché unanime. Solo tre delegati si sono astenuti, nessuno si è opposto. Ora i socialisti hanno tempo fino al 13 gennaio per raccogliere le 3mila firme necessarie per portare i cittadini alle urne. Saranno aiutati dai Verdi, come già per il referendum cantonale sostenuto anche dall’Mps. In questo caso le firme necessarie sono 7mila, da raccogliere entro il 7 gennaio. Nell’ipotesi assai probabile in cui i due referendum dovessero riuscire, la votazione popolare potrebbe tenersi in primavera. Verosimilmente in contemporanea a livello sia comunale che cantonale.
"L’ideale sarebbe votare il prima possibile - sostiene Borradori -. È chiaro che un referendum comporta dei rischi ma c’è oggettivamente una certa urgenza di intervenire". Infatti il repentino abbandono di Swiss ha fatto precipitare la situazione e ora, senza voli di linea, l’aeroporto perde 260mila franchi al mese. "In attesa dell’eventuale votazione - spiega Borradori - noi come Municipio non possiamo fare altro che aumentare la linea di credito e prolungare la postergazione del credito, come già spiegato in Consiglio comunale. Altrimenti la Lugano Airport Sa dovrebbe depositare i bilanci. Ma sarebbe una beffa dopo il sostegno ottenuto a livello cantonale e comunale".
Potrebbero però essere i cittadini, con il loro voto, a obbligare la società aeroportuale a depositare i bilanci. In tal caso la matassa diverrebbe ancora più difficile da sbrogliare. "L’attuale concessione federale scade a fine 2026 - spiega il sindaco -, noi come Città non potremmo semplicemente tirarci indietro. Gli aspetti giuridici sarebbero tutti da esplorare". Un po’ come sta accadendo con la compagnia aerea Swiss, che si è ritirata da Agno nonostante una concessione tuttora vigente. "Con Swiss si andrà davanti a un tribunale - annuncia Borradori -, saranno i giudici a chiarire la situazione".
Chiaramente per la Città di Lugano sarebbe più difficile disimpegnarsi. Anche i privati potrebbero in teoria farle causa se non dovesse rispettare la concessione federale. "Sarebbe un campo tutto da esplorare - afferma Borradori -, ma noi ci auguriamo di non doverlo esplorare. Ci auguriamo piuttosto di superare le difficoltà e finalmente di riuscire a sfruttare al meglio le potenzialità del nostro aeroporto".
a.s.
01.12.2019


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