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Il mercato dell'alloggio disegna la geografia della natalità
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Né montagna né città
ora si nasce in periferia
ANDREA STERN


L’anno scorso a Vogorno sono nati sei bambini. Una cifra da capogiro, per il piccolo comune verzaschese che gli è valso un tasso di natalità triplo rispetto alla media cantonale. Nessun altro ha fatto meglio. "È stato un caso eccezionale - ammette Ivo Bordoli, sindaco di Vogorno -. Sarebbe bello se fosse sempre così, ma in realtà sono di più gli anni in cui non nasce neanche un bebè".
Le valli, un tempo molto feconde, sono invece oggi particolarmente sterili. Popolate da molti anziani e poche famiglie, vivono le nascite come un evento raro e inconsueto. D’altro canto i centri urbani non sono molto più prolifici. Comuni come Locarno, Lugano o Mendrisio fanno spesso e volentieri registrare tassi di natalità inferiori alla media cantonale, per non parlare di quella nazionale, che è molto più alta. E quindi, dove nascono i bambini? Semplice, in periferia.
È nella cintura urbana, non in centro ma nemmeno troppo lontano dal centro, che le giovani coppie decidono di trasferirsi per mettere su famiglia. Nel Locarnese, ad esempio, Gordola e Tenero-Contra vantano costantemente un numero di nascite superiori alla media cantonale. L’anno scorso anche Gambarogno ha ospitato parecchie culle. Mentre la città di Locarno, nonostante la cifra tonda di cento nascite, si è fermata a un tasso di natalità del 6,3. Vale a dire 6,3 neonati ogni mille abitanti, meno della media cantonale che è di 7,1 neonati ogni mille abitanti.
Nel Mendrisiotto si rivelano particolarmente prolifici Coldrerio e Castel San Pietro. Nel Luganese a piacere alle giovani famiglie sono i comuni di Bedano e Gravesano, situati in una delle poche zone che combinano abitazioni a prezzi relativamente abbordabili con una certa facilità di accesso al centro città. Dal canto suo la Città di Lugano, dove l’anno scorso hanno visto la luce 496 bambini, è tornata appena sopra la media cantonale. Ma negli ultimi anni era stata più spesso sotto che sopra.
La spiegazione è piuttosto semplice. Nei centri mancano case a misura di famiglia. L’Ufficio di statistica ha calcolato che le famiglie con figli risiedono in abitazioni  più grandi (in media 117 m2) rispetto alle economie domestiche senza figli (in media 95 m2). Le famiglie con figli sono anche più spesso proprietarie dell’abitazione (il 32,4%) rispetto a chi non ne ha (il 20,5%). È quindi chiaro che i genitori si orientano verso quei comuni che permettono loro di trovare lo spazio necessario e se possibile di acquistarlo.
Di spazio, a dire il vero, ce ne sarebbe in abbondanza nelle valli. Ma la facilità di trovare una casa a prezzi abbordabili è controbilanciata dalla lontananza dai centri urbani. E così la pur bellissima Valle di Blenio si trova a occupare l’ultimo posto nella classifica ticinese della natalità. L’anno scorso sono nati 34 bambini, vale a dire 5,9 ogni mille abitanti. Appena meno che in Leventina, dove i lieti eventi sono stati 55, ossia 6 ogni mille abitanti.
astern@caffe.ch
08.12.2019


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