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Dure reazioni alla proposta di pagare per le visite urgenti
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"La tassa punirebbe
soltanto gli assicurati"
PATRIZIA GUENZI


Mirare al portafogli dei pazienti affinché perdano cattive abitudini. Come quella di pretendere una visita medica d’urgenza senza un reale bisogno. È l’ultimo rimedio che la politica ha estratto dal cappello per cercare di arginare una spesa sanitaria sempre più esosa: applicare una tassa di 50 franchi per chi entra in un pronto soccorso per problemi lievi, forse risolvibili rivolgendosi ad un farmacista. "Basta punire i malati, ne abbiamo abbastanza", reagisce Annemarie Bollier, membro del comitato di fondazione dell’Organizzazione dei pazienti.
L’iniziativa è già stata approvata in Consiglio nazionale e ora è sul tavolo del Consiglio degli Stati. "A guadagnarci saranno i pazienti", osserva Ivo Giudicetti, di Santésuisse. Per l’organo mantello delle casse malati, "è una fortuna che i politici individuino i problemi anche nel settore sanitario e facciano delle proposte per porvi rimedio".
Proposta, in questo caso, bocciata anche dalle associazioni dei consumatori. "È un ulteriore fardello che si getta sulle spalle degli assicurati - dice Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Associazione consumatori della Svizzera italiana, Acsi -. È chiaro che il problema esiste e in qualche modo va affrontato. Ma non è questo il modo giusto. I pazienti già pagano un sacco di soldi per assicurarsi la salute e questo non è un rimedio equo".
Eppure, si sa, quando tocca pagare per un servizio ci si pensa due volte prima di accedervi. Inoltre, in questo modo il personale ospedaliero potrebbe farsi carico più in fretta dei casi davvero gravi. Ma Bollier insiste: "Si dà per scontato che una persona sia in grado di farsi un’autodiagnosi, che si svegli alle 5 di mattina con un forte dolore e possa valutare, da sola, che non è niente". Santésuisse, che accoglie con favore la decisione del Consiglio nazionale, sottolinea che "la misura potrà ridurre le attese al pronto soccorso a vantaggio delle emergenze reali. Allo stesso tempo, potrà diminuire i costi inutili a carico degli assicurati. A causa dell’infrastruttura, una cura ambulatoriale è nettamente più cara al pronto soccorso che presso un qualsiasi studio medico".
Per Carlo De Pietro, professore al Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della Supsi, non è una buona soluzione (vedi sotto). "Altri sistemi sanitari l’hanno già attuata e come spesso accade anche in questo caso le prove che faccia risparmiare non ci sono". Il pericolo potrebbe essere quello che per non pagare 50 franchi un paziente ritardi un consulto medico aggravando così le sue condizioni di salute.
"Ricordiamo che c’è chi rinuncia alle cure perché non può pagare. Ancora una volta a perderci saranno i più poveri", sottolinea Bollier. Mentre per Antoine Casabianca, rapprentante delle organizzazioni dei consumatori presso smarter medicine, "chi ha la disponibilità economica continuerà a intasare i pronto soccorso". E Regazzoni Meli aggiunge: "Ci sono altre soluzioni per far capire alle persone che la sanità costa, che non bisogna farne un uso improprio. Si potrebbe avere una persona all’interno dei pronto soccorso che si prenda il tempo per spiegare ai pazienti le varie componenti del sistema sanitario e l’importanza di privilegiare i contatti con il medico di famiglia".
Anche per Beat Niederhauser, supplente del "sorvegliante dei prezzi", esistono già oggi delle soluzioni che permettono di risparmiare, sono i cosiddetti modelli assicurativi. "Il paziente chiama la propria assicurazione per avere una consulenza immediata. Un medico gli consiglia cosa fare. È ciò che di meno costoso oggi esiste a disposizione dei cittadini e che in un qualche modo può evitare le code ai pronto soccorso". Mentre sulla "tassa" approvata dal Consiglio nazionale, Niederhauser esprime tutto il suo scetticismo: "Andrà a colpire soprattutto le fasce più deboli della popolazione - dice -. Penso agli stranieri, ai meno abbienti, a chi si spaventa e non è in grado di valutare con cognizione di causa un’alternativa al pronto soccorso. Inoltre c’è il rischio che una persona abbia davvero qualcosa di grave e non si presenta per paura di pagare. In seguito avrà bisogno di cure ben più costose". E conclude: "Mi auguro che il Consigio degli Stati respinga questa soluzione".
pguenzi@caffe.ch
08.12.2019


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