Dopo 8 anni si conclude una inchiesta partita dalla Norvegia
Immagini articolo
Il clan vicino a Gheddafi
e i conti occulti a Berna
FEDERICO FRANCHINI


Tenete a mente questi nomi: Chokri e Mohamed Ghanem. Il padre e il figlio. Il primo ha diretto la National Oil Company (Noc), la compagnia nazionale del greggio libico ai tempi di Gheddafi. Una posizione che faceva di lui l’ufficioso ministro del petrolio del regime. Nel maggio 2011, in piena rivoluzione, volta le spalle al Rais e si rifugia a Vienna. Il 29 aprile 2012 il suo cadavere è ritrovato nel Danubio. Il secondo, il figlio, è il Ceo di una banca del Bahrein legata agli ex dignitari libici rifugiatisi nel Golfo. Qualche settimana prima della sua misteriosa morte, Chokri Ghanem viene a sapere che suo figlio è oggetto di un’inchiesta in Svizzera e che i suoi conti sono bloccati. Otto anni dopo, la giustizia elvetica sta per scrivere la parola fine a questa vicenda.
La storia parte dalla Norvegia. Nel 2012 le autorità scandinave chiedono aiuto alla Svizzera. Oslo indaga su Yara, leader mondiale dei fertilizzanti, sospettata di aver pagato tangenti per facilitare la costruzione di una fabbrica in Libia. La multinazionale aveva costituito una joint venture con la Noc e con la Libyan Investment Authority (Lia), il fondo sovrano che gestisce il "tesoro" generato dalle esportazioni di greggio. Il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc) scopre un pagamento di 1,5 milioni di franchi effettuato dalla basilese Nitrochem su un conto aperto all’Ubs dalla società Golden Petal. Quest’ultima ha sede alle Isole Vergini ed è controllata da Mohamed Ghanem. L’indagine rivelerà che la società di Basilea ha effettuato il trasferimento per conto di Yara, la quale rimborserà Nitrochem attraverso un pagamento sovraprezzo di un carico d’ammoniaca. Nel 2016, Nitrochem e due suoi dirigenti verranno condannati in Svizzera per complicità in corruzione di funzionari pubblici.
Da quanto trapela da Berna, presto sarà il turno di Mohamed Ghanem. Lo scorso settembre l’Mpc ha condannato l’uomo tramite un decreto d’accusa. Colpevole di complicità in corruzione, ciò che gli vale una condanna di 6 mesi (sospesi) e una confisca di 1,5 milioni di dollari. La condanna, però, non è passata in giudicato per l’opposizione di Ghanem. Il dossier è ora sul tavolo del Tribunale penale federale che ha deciso di sospendere la procedura in attesa di evadere la domanda di ricusazione del procuratore chiesta dall’accusato.
Ma l’affare non riguarda soltanto la mazzetta norvegese. Indagando sui conti del figlio del dirigente libico gli inquirenti federali si sono accorti di altre operazioni bancarie poco chiare. Questa volta in direzione dell’Olanda. Dai conti svizzeri di Ghanem sono partite diverse transazioni a favore di un hedge fund di Amesterdam, il Palladyne International Asset Management, già additato dall’Ong Global Witness per essere un’entità che gestisce in maniera dubbia i milioni del fondo sovrano libico. Le relazioni bancarie tra Palladyne e Ghanem sono sospette. Tanto più che il fondo olandese è amministrato da Ismael Abudher, marito di Ghada Ghanem, sorella di Mohamed e figlia di Chokri. Un affare di famiglia, insomma. Tra il 2007 e il 2011, 25,8 milioni di dollari sono stati trasferiti su conti detenuti da società delle Isole Vergini e i cui beneficiari sono del clan Ghanem. Il sospetto è che il figlio dell’ex patron del greggio abbia creato un sistema di società offshore per riciclare commissioni occulte ricevute da Palladyne. Il filone olandese, oggetto di un’inchiesta separata, è ancora in corso.
09.02.2020


Articoli Correlati
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
14.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, gennaio 2020
11.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2020
10.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
06.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2020
06.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, gennaio 2020
05.02.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 17 febbraio 2020
16.01.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, dicembre 2019
10.01.2020
Arge Alp: pubblicato un bando di concorso per un posto vacante presso il segretariato generale
08.01.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 20 gennaio 2020
16.12.2019
L’Ufficio dell’ispettorato del lavoro ha pubblicato le date dei corsi di formazione inerenti la Legge federale sul lavoro e relative Ordinanze, previsti durante l’anno 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Se il virus ci trascinerà
in una recessione
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il terrorismo resterà
ancora un pericolo
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Dalla tavola sovranista
a quella pro - global
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Si scenderà a patti
con il sistema-Terra
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie





I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Prove
di Olimpiadi
con la paura
del coronavirus

Messico: donne
in marcia
contro
i femminicidi

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00