function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};

Un ex tassista ha trasformato il suo albergo di Roma
Immagini articolo
"Il mio hotel resta aperto
per chi è senza una casa"
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO DA ROMA


Con il registro delle prenotazioni vuoto serviva un’idea per trasformarsi e sopravvivere, anche a due passi dalla Stazione Termini a Roma. Non era facile pensarlo camminando per le vie del centro della città, con le serrande abbassate, le insegne spente e i lucchetti agli hotel, segno di un anno senza precedenti per il turismo. Ma non per una storia fatta di solidarietà e sopravvivenza. E non solo un buon proposito per Diego D’Amario, proprietario insieme al fratello Lorenzo e al padre Mario dell’Hotel Marco Polo in via Magenta. Acquistato nel 2001 da proprietari cinesi, il Marco Polo era solo uno dei tanti hotel che accoglieva ogni giorno decine di turisti di passaggio nella Capitale. Negli anni, le stanze sono aumentate da 16 a 28 con circa 62 posti letto, vuoti con l’arrivo della pandemia.
Nella testa di Diego però, da anni volontario insieme al fratello della Comunità di Sant’Egidio, l’idea di trovare una soluzione per non chiudere l’azienda a conduzione familiare è riuscita a sposarsi con l’attività di volontariato svolta in questi anni. Impossibile andare avanti affittando alcune stanze a liberi professionisti per pochi giorni a Roma o a studenti rimasti in città con la chiusura dei confini regionali e delle frontiere. È così che attraverso un amico della Comunità di Sant’Egidio è giunta l’intuizione di provare ad ospitare un altro tipo di turisti. Da una ragazza diciottenne uscita da una casa famiglia, ad un uomo che con il covid ha dovuto vendere il suo bar.
"Se l’hotel non fosse stato gestito da me e i miei figli, non avrei potuto pagare i dipendenti", spiega Mario, ex tassista e proprietario della struttura. In attesa che tornino i turisti, in via Magenta vivono 18 persone, alcune da qualche giorno altre da mesi, pagando un prezzo forfait che permette alla famiglia D’Amario di pagare le spese.
Eppure da maggio 2020, per sopravvivere, è bastato rimanere aperti per non chiudere. Un gioco di parole che ha salvato Luciano, 70 anni costretto a vivere per strada dopo il fallimento dell’azienda per cui ha lavorato fino al 2010. Da tre mesi è uno degli inquilini dell’Hotel Marco Polo proprio grazie alla Comunità di Sant’Egidio che lo ha indirizzato da Mario e Diego. "Un tetto sopra la testa è l’unica cosa che conta; alla fine della giornata quando si ha un posto dove tornare tutto assume un significato diverso", racconta. Scontata la sua felicità all’arrivo in hotel, "so che è una sistemazione temporanea, ma averla trovata è già qualcosa". Mentre si guarda nel grande specchio della reception, ripercorre la sua vita di qualche anno fa, dai due matrimoni al figlio ormai grande: "La strada ti segna più di ogni altra cosa", conclude Luciano.
A servizio degli inquilini, la sala colazioni riconvertita in cucina per uso comune e la pulizia della stanza una volta alla settimana.  "Per loro è come iniziare una nuova vita - dice Diego - e per noi per tamponare le spese".  Dopo il Marco Polo, altre strutture stanno cominciando a pensare di seguire l’idea di Diego, grazie anche a donazioni di associazioni private e di volontariato.
20.02.2021


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Falliti gli obiettivi Onu
su sostenibilità e salute
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Polizia e gangster
"gestiscono" i migranti
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Un viaggio tra i popoli
sull'idea del nuovo inizio
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Confinamento più efficace
dei negoziati dell'Onu
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

No vax
in
Australia

Alluvione
in Indonesia:
Giacarta sotto
due metri d’acqua

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00