Diario
Quando la politica
surriscalda gli animi
GIUSEPPE ZOIS


Caro Diario,
raramente si è vista negli ultimi tempi tanta animazione, eufemismo che sta per subbuglio, nei partiti in vista del rinnovo dei poteri comunali. Inusuale quanto sta avvenendo con spaccature, strappi, abbandoni e porte sbattute. Sono volati anche stracci. Volendo guardare il bicchiere come mezzo pieno, si potrebbe interpretare questa fase agitata come segno di vivacità, di una risalita d’interesse e partecipazione alla vita politica. Le comunali sono un voto che sa accendere fiammate di passione più che nelle cantonali e federali. Se però si osserva il panorama con realismo - e siamo al bicchiere mezzo vuoto - i "divorzi" in atto non inducono all’ottimismo. L’esperienza insegna che le semine nei temporali non producono in genere buoni raccolti.
OGNI PARTENZA suscita tristezza e dovrebbe portare a qualche riflessione, sia in generale sia nel particolare. Lasciarsi in malo modo, pur cercando di salvare le forme, non è mai un bel segno: né per chi se ne va con malanimo misto a delusione, amarezza e magari forte risentimento; né per chi resta e deve rammendare la tela lacerata, ricompattando la squadra per contenere le conseguenze, cioè la perdita di consensi, da mettere in conto dopo le acredini emerse, con strascichi amplificati tra botta e risposta. Certe fibrillazioni (altro eufemismo), se pure possono essere viste e/o presentate come segno di democrazia e pluralismo, finiscono inevitabilmente per provocare schegge e ferite nel campo che dovrebbe essere amico e compatto. Il giudizio finale verrà dalle urne, ma forse qualcosa non ha funzionato nel percorso per arrivare alla rosa dei nomi da candidare.
CAUSE, motivi, ragioni, torti, recriminazioni presentano quasi sempre aspetti difficili da valutare e soppesare dall’esterno. Le uscite per incomprensioni, disaccordi, ruggini varie lasciano una scia di ombre dure poi da dissipare. La politica, si sa, è anche un’arena dove si discute, ci si confronta, si punta al risultato come in ogni competizione, ma "in famiglia" si dovrebbero favorire e valorizzare al meglio tutte le risorse interne, cercando concordanze e serrando i ranghi in nome dell’Idea e dell’Ideale.
TOCCHERÀ ad abili e pazienti chirurghi suturare dove possibile, con balsami, unguenti e lenitivi vari le ferite aperte. Certo è che il clima - e non solo quello meteo - è surriscaldato. Un ultimo elemento da tener presente, e qui siamo un po’ tutti impreparati e vulnerabili, è che tanto in politica come sul lavoro, e anche negli affetti, la riconoscenza è malmessa e la gratitudine resta un sentimento della vigilia. Meglio premunirsi.
26.01.2020


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