Inarrestabile l'offerta per animali domestici. Anche in Rete
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Business a nove zeri
per la pet economy
PATRIZIA GUENZI


Da Battito animale a La Cuccia agli Amici di zampa. Dall’arca di Noe a Simply dogs a Bau Bau Micio Micio. Insomma, di tutto e di più in Ticino per il benessere degli animali domestici. I negozi a disposizione per le loro esigenze sono decine e decine, senza contare l’offerta dei supermercati e quella, almeno sul fronte dell’alimentazione, degli studi veterinari. Insomma, il business della pet economy è cresciuto negli anni a dismisura. E ha conquistato anche la Rete, dove anche lì le offerte si sprecano. Anifit.ch e Zooplus.ch, ad esempio, hanno migliaia di articoli a portata di clic, con tanto di sconti, omaggi e proposte speciali grazie al programma fedeltà. Per non dire delle catene petshop, ampi spazi dove si trova di tutto, come il colosso Qualipet, quasi un centinaio di filiali in Svizzera, o Pets Friends, una dozzina di punti vendita e che a inizio aprile ha sbarcato pure in Ticino, in Piazza Castello a Locarno.
I conti sono presto fatti. In Svizzera una famiglia su due vive con un animale domestico. Cifre da capogiro: mezzo milione di cani e di conigli, 1,6 milioni di gatti, 450mila volatili, 300mila roditori e altrettanti rettili. Un esercito di quattrozampe che genera, stando ai dati dell’Ufficio federale di statistica, un business a nove zeri, oltre 1,5 miliardi di franchi l’anno, e che mentre leggete è già lievitato. Di questi, oltre 600 milioni di franchi sono per i servizi, soprattutto le fatture del veterinario. L’animale deve infatti essere vaccinato, sverminato e spesso anche operato.
Il numero di punti vendita per quattrozampe domestici non sorprende dunque. Sono finiti i tempi in cui al gatto e al cane di casa si davano i resti del pranzo in famiglia. Oggi l’alimentazione, anche per loro, è sana, bilanciata e su misura: crocchette e scatolette bio, senza conservanti, né additivi, né antiossidanti, nitriti, nitrati, coloranti; adatte all’animale sovrappeso, con problemi ai reni o al fegato, diabetico, vecchio, giovane, sportivo… Al chilo possono costare anche 20 franchi le crocchette, vere e proprie petite d’oro. Ne sanno qualcosa i principali colossi di cibo per animali, il mercato è in mano a un duo, l’americano Mars e l’elvetico Nestlé. Per quest’ultima azienda il settore pet rappresenta infatti la seconda attività più redditizia (soprattutto gli alimenti per cuccioli), dopo Nespresso e Nescafé.
Le vendite sono stabili, mentre i prezzi hanno subito un lieve ribasso. Lo si spiega con l’avvento delle grandi catene discount, come Aldi e Lidl. Anche se i consumatori, di fatto, optano o per il prodotto super conveniente o per quello di lusso; la via di mezzo non piace. Soprattutto per l’alimentazione del cane, i clienti scelgono la qualità. L’aveva spiegato tempo fa il fondatore di Qualipet, qui si entra e si possono preparare menu su misura, dosando a piacimento cibo secco e prodotti freschi.
Soldi soldi soldi. Un giro di denaro per i nostri animali di casa che ci contagia un po’ tutti. Le aziende del settore abilmente cavalcano l’onda. D’altro canto, finita l’era dei resti nella ciotola dei nostri amici pelosi, il pet food industriale è la soluzione più pratica e conveniente per nutrirli in modo equilibrato, bilanciato e completo.

p.g.
14.04.2019


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