Ruota attorno ai 10mila franchi il costo annuo dell'auto
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"Imposte e benzina
incognite del futuro"
MAURO SPIGNESI


Sui nuovi prezzi volteggia l’incertezza della nuova tassa sul CO2 a livello nazionale che in alcuni casi, se e quando verrà applicata, potrebbe riflettersi sui listini. Poi c’è da tener conto della situazione e della politica dei Paesi Opec, gli esportatori di petrolio, che potrebbe portare a un’oscillazione dei prezzi di benzina e diesel. "Ma per il resto il prossimo anno non dovrebbero esserci grandi aumenti sui costi generali dell’auto, a parte i carburanti che potrebbero essere ritoccati verso l’alto come già sta accadendo nella Svizzera tedesca", spiega Renato Gazzola, portavoce per la Svizzera italiana del Touring Club (Tcs). Complessiva stabilità è anche il termine che usa Gianmarco Balemi, direttore della sezione ticinese dell’Automobile Club Svizzero (Acs).
In pratica i costi annuali di un’automobile peseranno nei bilanci familiari attorno ai 10mila franchi, ovvero circa 71 centesimi a chilometro per una media di 15mila chilometri percorsi in dodici mesi. Come peraltro diceva un calcolo fatto lo scorso anno proprio dal Tcs. "Da questi numeri - spiega Gazzola - non ci si dovrebbe discostare di tanto anche nel 2020". Dentro il calcolo ci sono tutte le voci nel dettaglio che pesano sulla cifra finale. Si parte dai costi fissi come il leasing o le rate di un prestito bancario o di una finanziaria, l’imposta di circolazione, il contrassegno autostradale, l’assicurazione e la manutenzione della vettura. Per passare a quelli variabili, come il prezzo del carburante, le revisioni e gli pneumatici stagionali. Dentro il calcolo c’è anche la percentuale della svalutazione media del 10% all’anno (per i veicoli datati è ancora di più), soprattutto nei primi anni di vita.
"L’unica nube all’orizzonte per gli automobilisti - spiega Gianmarco Balemi - sono quelle della tassa sul CO2 a livello nazionale perché se alcuni costruttori non rispetteranno i parametri fissati da Berna potrebbero essere multati e i maggiori costi potrebbero riflettersi poi sui listini e dunque sugli automobilisti". Sul fronte dell’imposta di circolazione la situazione è ancora in movimento. I nuovi criteri approvati dal Consiglio di Stato prima dell’estate prevedono un calcolo tra la somma della massa a vuoto del veicolo moltiplicata per un coefficiente fisso pari a 0.11 e delle emissioni di CO2 moltiplicate per un coefficiente variabile. "Noi siamo d’accordo - spiega ancora Balemi -, l’importante è che la componente della massa resti attorno al 30% e le emissioni al 70. Per il resto, dopo aver analizzato anche le simulazioni effettuate dal Dipartimento non mi pare dovrebbero esserci grossi sconvolgimenti". D’accordo nella sostanza anche il Touring Club. "In alcuni casi - spiega Renato Gazzola - potrebbero esserci dei risparmi, i penalizzati saranno gli automobilisti con vetture vecchie".
Poche novità anche sul fronte delle assicurazioni. Quasi tutte le compagnie non hanno annunciato rincari significativi e il mercato resta piuttosto articolato e con un livello di concorrenza vivace. Provando le simulazioni nei siti delle compagnie assicurative - come ha fatto il Caffè - si scoprono offerte con differenze notevoli, anche due, trecento franchi al mese per una copertura standard naturalmente compresa l’opzione "casco". Chiaro, tuttavia, che in questo settore molti si affidano a compagnie con standard alti, solide e soprattutto con servizi che si sono dimostrati affidabili.
m.sp.
22.12.2019


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