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Hitler ha fondato...
la Germania comunista
RENATO MARTINONI


Un professore universitario tedesco ha denunciato la scarsità delle conoscenze mostrate dagli studenti iscritti al primo semestre. Si è chiesto: ma cosa sanno questi pivellini della storia del mondo e della loro nazione? Lo ha fatto perché lui e molti suoi colleghi si scontrano regolarmente con la debolezza del livello conoscitivo di questa élite di giovani. Una ricerca intitolata "Maturità della formazione e capacità nello studio" mostra appunto come tre quarti delle matricole, in Germania, non ha ancora i requisiti necessari per intraprendere seriamente gli studi accademici. Non basta avere in tasca il diploma di "maturità". Occorre che dietro quel pezzo di carta ci siano conoscenze solide e capacità di metterle in relazione fra di loro. E se queste conoscenze ancora non ci sono, bisogna che i giovani provvedano a recuperarle, e bene, da soli e in tempi molto rapidi.
  C’è, per esempio, chi è convinto che l’ex Repubblica democratica tedesca (la Germania comunista) sia stata fondata da Hitler. Sarebbe come dire che Mussolini è stato il segretario politico del Partito comunista italiano o che Gramsci è il padre del Fascismo. Saranno casi estremi, d’accordo. La perdita delle conoscenze storiche, ha rilevato il docente, è tuttavia sconcertante. Spesso poi gli studenti nascondono questi problemi dietro la maschera delle emozioni. Vero è che le ricerche scientifiche dicono che il quoziente di intelligenza sta aumentando. Ma molti fra i neofiti che entrano all’università non sono ancora in grado di capire qual è la strada più adatta per loro. E poi ci sono altri problemi. "Non conoscono, per esempio, le regole della grammatica - ha rilevato il professore -. E non perché sono stupidi, ma perché leggono troppo poco". È nelle discipline delle scienze naturali e dell’ingegneria che le lacune linguistiche si manifestano maggiormente. Ma c’è una questione ancora più sconcertante. Gli studenti non hanno più il tempo per approfondire quello che studiano.
  Almeno oggi si scrive, ha obiettato qualcuno. Prima invece non si faceva che telefonare. Si scrivono solo brevi notizie, cioè messaggini, ha risposto il professore tedesco. Manca però la capacità di costruire un pensiero fondato su basi logiche e argomentative. Non basta scrivere. Bisogna saper organizzare un discorso, strutturarlo, esprimerlo con le parole giuste al posto giusto. Oggi poi l’ignoranza, cioè il vuoto pauroso delle conoscenze, è spesso mascherata da acquisizioni superficiali e di facciata. Come quelle di chi parla come si parla alla tivù. Riempiendo la scena di parole belle in apparenza ma vuote nella realtà. Ecco un altro argomento su cui sarebbe bene riflettere, e a fondo, nelle scuole medie e superiori
10.09.2017


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