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Ora il Mediterraneo
entra in casa anziani
RENATO MARTINONI


Non pochi anziani scelgono di andare a vivere nel sud. Qualcuno lo fa perché cerca un clima diverso. Vuoi mettere una temperatura mite anche d’inverno, e piante e frutti e paesaggi che nei Paesi del nord si vedono solo in fotografia? E poi si va al ristorante a mangiare una pizza, e la si innaffia di buon vino, e alla fine il conto è uguale a quello di un toast e di un’acqua consumati a Zurigo. Per non parlare degli affitti, assai più abbordabili. Ci sono poi Paesi che vanno incontro ai nuovi arrivati abolendo le tasse. Insomma, la vita diventa meno cara e quindi, con i soldi della pensione, si vive meglio. Naturalmente c’è qualche costo da mettere in agenda. I figli, i nipoti e gli amici, insomma le persone care, e i luoghi in cui si è vissuto per molto tempo, si allontanano di colpo dalla quotidianità. Se serve un medico specialista magari tutto si complica. Ma, posati sui piatti della bilancia i pro e i contro, quello che si guadagna sembra maggiore di quello che si perde. E allora, dài, un bel saluto a tutti che comincia una nuova vita!
Per chi ha soldi le cose possono essere un po’ diverse. Parecchi, lo sappiamo, scelgono a loro volta di andarsene. Ma senza rinunciare allo stile di vita a cui sono abituati. Nel cantone Ticino ci sono delle "Seniorenresidenzen" pronte ad accogliere con tutto il necessario gli anziani del nord che vogliono il sole, la pace, il rispetto della privacy, i servizi sanitari (medici, infermiere, badanti) che oramai l’età richiede, la sicurezza di chi, restando in Svizzera, ha la fortuna di poter combinare i vantaggi della patria con l’aria di mare che già si respira lungo le Prealpi.
Ma c’è anche il contrario di tutto questo. Nella prossima primavera, in una casa per anziani di San Gallo, verrà inaugurato, e non è il primo, un padiglione "mediterraneo". Il personale parlerà l’italiano e sulla tavola comparirà la dieta "mediterranea". Il reparto sarà tutto riservato agli emigrati italiani (e spagnoli, e portoghesi) che hanno scelto di non tornare in patria dopo il pensionamento. Vi abiteranno, è vero, quelli che forse non sono riusciti a integrarsi appieno, imparando la lingua del luogo. Merita tuttavia di essere segnalato questo progetto che consente agli anziani che, per una vita, hanno lavorato nella Svizzera tedesca di ritrovare, nella vecchiaia, un po’ di calore delle loro origini. È un modo di ringraziarli per quello che hanno offerto. E certo anche di mettere un pezzo di Mediterraneo in un edificio immerso magari nella neve. A guadagnarci, c’è da scommetterci, saranno un po’ tutti: gli ospiti italofoni e quelli germanofoni che, di tanto in tanto, potranno fare quattro passi nel sud. Senza neanche dover prendere l’aereo.
12.11.2017


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