Fogli in libertà
Immagini articolo
Sessantotto, un'epoca
di euforie e di furbizie
RENATO MARTINONI


Cinquant’anni fa, con il maggio francese, scoppiava il Sessantotto. Era l’inizio di un’epoca breve che avrebbe lasciato strascichi lunghi e qualche mito di troppo. In realtà tutto era cominciato ben prima. Con la generazione "beat" in America, fatta di ribellioni e di voglia di sperimentare. Con le rivolte nelle università statunitensi legate soprattutto al desiderio di affrancarsi dal conformismo dei padri, bianchi, anglosassoni e protestanti (di religione). Cioè sul piano internazionale, dall’imperialismo, dalla corsa atomica e dalle volontà guerrafondaie dei figli dello zio Sam; e, su quello interno, dall’autoritarismo nei confronti dei giovani e dal razzismo nei confronti dei neri. Da parte loro i contestatari avevano argomenti nuovi da proporre: il pacifismo, il femminismo, il diritto di saggiare strade diverse (prime fra tutte quelle del sesso libero e delle droghe), il bisogno di nuove culture, meglio se controcorrente. Non è forse un caso che una delle cose migliori prodotte dagli anni Sessanta sia stata la musica.
In Europa il Sessantotto ebbe soprattutto colorazioni politiche. Questo per una tradizione culturale più antica e complessa di quella americana. Se negli Stati Uniti c’era chi, all’università, predicava l’uso dell’Lsd, negli atenei d’Europa, dove si "okkupavano" le aule, si stavano sviluppando in fretta le facoltà di sociologia e di dottrine politiche, che tanto attraevano giovani desiderosi di cose stimolanti. Come sempre succede non mancò il rovescio della medaglia. Insieme agli idealisti, e agli ingenui, ci furono anche i furbi. Molti uscirono dall’università grazie al voto "politico". Non esistendo le bocciature, anche qualche somaro patentato varcò l’uscio con la testa laureata. E soprattutto ci furono quelli che ne approfittarono per fare carriera accademica senza averne i titoli. Rubando il posto a chi lo avrebbe meritato. I Sessantottini amavano poi ripetere fino alla noia parole come "ludico", "cazzo", "masturbazione intellettuale" e "scopare" (c’era chi in Italia, da buon cattolico-sessantottino, diceva che la legge che ammetteva l’aborto altro non era che la "scopata legalizzata").
Che cosa rimane di quel momento di buoni propositi e soprattutto di euforie collettive tanto lontano oramai da appartenere all’archeologia più che alla storia? Forse più di quanto si possa pensare. Anche se molte cose non si vedono più. Resta un certo modo di parlare, libero e scanzonato. Resta un certo modo di essere, disinibito e ostentato. Restano cose buone e altre diventate presto un mito. Resta una sporta piena di parole vuote. Anche se, guardandoci intorno, pensare a quegli anni di ideali e di illusioni mette comunque sempre un po’ di nostalgia.
13.05.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La privacy è morta
evviva la privacy
L'INCHIESTA

Gli affiti il business
delle Ferrovie federali
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

E il dentista incassa
i soldi dei contribuenti
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il gioco a scacchi
tra Trump e Kim
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dalla Russia a Roma
le avventure degli 007
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il dopo Chavez
che avvelena Caracas
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
19.02.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da martedì 19 febbraio 2019 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
06.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 18 febbraio prossimo
01.02.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 1° febbraio 2019 alle ore 9:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
30.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2018
29.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole medie superiori per il periodo 2019-2023
28.01.2019
I giovani e le aziende interessate a partecipare al programma di scambio Swiss Mobility sono invitati a porre candidatura entro il 15.3.2019
18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo
31.12.2018
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da lunedì 31 dicembre 2018 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Ultimo
assalto
all'Isis
in Siria

Francia:
gilet gialli,
atto
numero 14