Fuori dal coro
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Discutere di migranti
scordando la pancia
GIÒ REZZONICO


La questione della migrazione costituisce uno dei problemi più spinosi del secolo che stiamo vivendo e infervora le discussioni. Alcuni schieramenti politici costruiscono le proprie fortune elettorali con atteggiamenti di assoluta chiusura e intransigenza verso questa tematica. Spesso il confronto è basato su questioni irrazionali, di pancia. Come portare questo dibattito su un piano razionale? La Confederazione ci sta provando, finanziando una ricerca ad ampio raggio su varie questioni giuridiche, economiche e sociali che riguardano la migrazione. Nel 2014 ha infatti concesso un credito di 17,2 milioni di franchi all’Università di Neuchâtel per coordinare un progetto nazionale sui vari aspetti della migrazione. I finanziamenti sono rinnovabili a distanza di quattro anni per un massimo di altri due quadrienni e quindi per un totale di ricerca di 12 anni. L’iniziativa coinvolge una settantina di studiosi, suddivisi in 19 team di ricerca e otto istituti universitari elvetici: Neuchâtel, Basilea, Berna, Friborgo, Ginevra, Losanna, Lucerna e Zurigo. Il programma di ricerca, che si intitola "on the move", "è diventato una straordinaria macchina di scambi e una fucina di creatività - osserva soddisfatto il suo dinamico direttore Gianni D’Amato - e funzioniamo ormai come una vera azienda". L’obiettivo è quello di capire come è cambiata rispetto al passato e come sta mutando la migrazione tenendo conto dei suoi impatti sociali che hanno provocato e provocano tuttora conflitti nella popolazione e nel mondo politico. "La grande sfida - prosegue D’Amato – sarà poi quella di comunicare al grande pubblico, utilizzando tutte le piattaforme informative disponibili, i risultati della ricerca per contribuire a portare su un piano razionale il dibattito sulla migrazione. Finora ci siamo limitati a comunicare con il mondo della ricerca, ma in futuro speriamo di partecipare al dibattito pubblico sul tema fornendo un apporto costruttivo".
Ed i primi risultati della ricerca sono già palpabili. A partire da quest’estate infatti verranno pubblicati online una serie di dati elaborati dal demografo Philippe Wanner in collaborazione con l’Ufficio federale di statistica, che forniranno una prima radiografia dell’attuale migrazione: nazionalità, età, grado di formazione, situazione familiare, attività professionale, percorso integrativo, durata del soggiorno.
Un secondo contributo concreto, che si potrà pure consultare online, riguarda invece le leggi e le procedure cantonali vigenti nelle diverse regioni elvetiche. Per evitare la difficoltà di consultare testi ostici verranno forniti brevi riassunti delle varie procedure. Interessante notare come per esempio nel campo delle naturalizzazioni - osserva il capoprogetto Jean-Thomas Arrighi - le differenze esistenti tra le leggi e le pratiche vigenti nei cantoni svizzeri, a causa del nostro sistema federalista, sono simili a quelle che si riscontrano tra Stati diversi a livello europeo. Senza dimenticare, concludono i ricercatori, che la legislazione federale in materia prevede le condizioni più restrittive di tutta l’Europa occidentale (per saperne di più: http://nccr-onthemove.ch/home/).
16.07.2017


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