Fuori dal coro
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Un voto ragionato
sul Parco Nazionale
GIÒ REZZONICO


Comuni e Patriziati hanno raccolto le esigenze degli abitanti, le hanno conciliate con quelle del Cantone e della Confederazione e, così facendo, hanno interpretato il miglior Parco possibile per il loro territorio". È con queste parole che i sindaci degli otto comuni partecipanti hanno presentato il progetto del Parco Nazionale del Locarnese. "Ora la palla passa alla popolazione - sostiene Tiziana Zaninelli, la presidente del Consiglio del candidato Parco - che potrà contribuire al risultato finale con ulteriori proposte di miglioramento prima della votazione che si svolgerà l’anno prossimo". Alle urne saranno chiamati i cittadini degli otto comuni coinvolti (Ascona, Bosco Gurin, Brissago, Centovalli, Losone, Onsernone, Ronco s/Ascona e Terre di Pedemonte) in questa bellissima iniziativa che interessa il territorio dal lago alle Alpi, passando per le valli. Il progetto, come affermato dalla presidente Zaninelli, è stato elaborato tenendo conto delle esigenze dei comuni, dei patriziati e dei cittadini organizzati in associazioni. A partire da martedì prossimo 10 ottobre verranno organizzate 11 serate (per luoghi e date si consulti il sito del Parco) a cui i singoli cittadini potranno partecipare per chiarire eventuali perplessità e proporre miglioramenti al progetto. È dunque questo il momento giusto per prepararsi ad esprimere l’anno prossimo un voto razionale su questa importante tematica, che per regioni blasonate come Ascona rappresenta un’opportunità di rilancio turistico, ma per altre periferiche "è l’ultimo treno per salvare la valle, che anche come semplici cittadini non possiamo perdere", parola di un onsernonese doc come Vasco Gamboni.
Come da molti anni avviene in Ticino, ma siamo purtroppo in buona compagnia, molti cittadini esprimono un voto di pancia senza ponderare attentamente i pro e i contro delle proposte e si fanno condizionare da paure espresse con demagogia dai contrari a qualsiasi forma di cambiamento. In questo momento non si tratta di essere favorevoli o contrari al Parco, ma di informarsi per non cadere nella trappola di chi racconta fandonie per difendere interessi di parte. Come chi sostiene che i proprietari di rustici sarebbero penalizzati o chi vuol far credere che sarebbe la fine per i cacciatori. Il modello di parco in consultazione prevede, a questo proposito, vincoli molto limitati, con la possibilità di far convivere la valorizzazione dell’ambiente e il turismo salvaguardando comunque l’attività venatoria.
Il progetto proposto ha il pregio di non essere rigido, di essere ulteriormente adattabile e di essere adeguato al territorio essendo stato studiato da gente del luogo. Chi teme che il Parco preveda eccessivi divieti, partecipando alle serate potrà rendersi conto come siano invece state previste deroghe ed eccezioni studiate per andare incontro alle necessità degli abitanti e, se lo riterrà necessario, potrà suggerire cambiamenti per migliorare il progetto.
08.10.2017


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