Fuori dal coro
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Il Merlot da ricordare
di due ferrovieri
GIÒ REZZONICO


A  chi, come me, ama il vino vorrei segnalare l’importante successo dell’enologia ticinese al "Grand Prix du Vin Suisse". Nella categoria Merlot il primo posto è andato a "Piccola Vigna barrique" 2013, che ha vinto anche il "Vinissimo Vino Rosso", il premio alla bottiglia che più di tutte ha conquistato i giurati. Il palmares ticinese si è completato con il terzo posto, sempre nella categoria Merlot, di "Castelrotto" 2015 prodotto da Carlo Tamborini e con i diplomi andati a "Pian Marnino Merlot" 2015 dell’omonima azienda e a "Ronco dei Profeti" 2015 della Tenuta Luigina. Nella categoria Assemblaggi sono arrivati in finale "Vindala" 2014 della Cantina Settemaggio e "M&G" 2015 della Cantina Magiro, mentre per i vini dolci è stato selezionato "Millefiori" 2015 dell’Azienda Agriloro.
Il "Grand Prix du Vin Suisse" è il secondo grande test annuale elvetico per i vini ticinesi. Mentre il "Mondial du Merlot & Assemblages", l’altro importante concorso, offre alle nostre cantine l’occasione di misurarsi a livello internazionale, il "Grand Prix du Vin Suisse" permette di confrontarsi su piano nazionale. Al "Mondial" il Ticino si era aggiudicato 4 premi speciali su 8, il grande oro, 17 medaglie d’oro e 38 d’argento. Il concorso svizzero non ha fatto che confermare il successo della nostra enologia, che da ormai una trentina di anni viaggia con il vento in poppa e non teme confronti.
I trionfatori ticinesi del 2017 sono comunque incontestabilmente due simpatici produttori del Mendrisiotto: Piermarco Soldini e Pierwalter Trapletti. Al "Mondial" il loro "Piccola Vigna barrique" del 2012 era stato giudicato miglior vino del concorso, migliore svizzero e grande oro. Al "Grand Prix" nazionale la stessa etichetta, ma dell’annata seguente, ha vinto nella categoria Merlot ed è stata il vino rosso in assoluto più apprezzato dalla giuria su centinaia di concorrenti. Davvero un grande successo! Soprattutto se si pensa che si tratta di un cosiddetto "vin de garage" come i francesi definiscono i vini prodotti negli scantinati di casa. I titolari della cantina sono due ferrovieri che vinificano per hobby. Piermarco Soldini, che ora è in pensione, aveva semplicemente seguito un corso di una settimana all’Azienda agraria di Mezzana. La cantina non dispone di nessuna sofisticazione tecnica: solo di un apparecchio per stabilizzare la temperatura. Una conferma che i grandi vini si fanno nel vigneto. I due cognati, amici e colleghi, non si sono certo montati la testa dopo tutti questi successi. "Abbiamo partecipato a questi concorsi - affermano - solo perché volevamo una verifica sul nostro lavoro". E che verifica! aggiungiamo noi. "Ora - proseguono - continueremo come finora a coltivare la nostra passione. Ma questo per noi deve rimanere un hobby, un piacere, non diventare un lavoro". Continueranno pertanto a produrre non più di 4-5000 bottiglie di cui al massimo un migliaio, e solo nelle annate migliori, di "Piccola Vigna barrique".
12.11.2017


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